sabato 30 novembre 2013

Totò capostazione


Intervista a Totò su “Voci della Rotaia” - 1955

“Ho provato una grandissima gioia – ci ha detto Totò in una pausa delle riprese – quando ho dato la partenza a un vero treno… Perché è stato proprio così: a un certo punto il capostazione mi ha concesso l’onore di far partire un vero treno! C’erano molti operai affacciati ai finestrini e non le dico le ovazioni, le grida i battimani…[…] Ho coronato un sogno di ragazzo, perché come tutti i ragazzi, anche io ho giocato al treno e con una Buatta (i peperoni me li ero mangiati) ho fatto molto spesso il manovale con la lanterna!"



la pagina originale della rivista

La parodia



Il 19 novembre Kanye West ha presentato il suo nuovo video (Bound 2, dal suo ultimo disco “Yeezus”) in anteprima durante la sua partecipazione al programma di Ellen DeGeneres. Del video, che ha un’estetica particolare e molto green screen, si è parlato molto soprattutto perché nella maggior parte delle scene West è in sella a una moto insieme alla compagna Kim Kardashian, nuda. Gli attori James Franco e Seth Rogen, che stanno lavorando insieme sul set del film “The Interview”, hanno girato una parodia del video di West: Franco nella parte di West, Rogen nella parte di Kardashian. La loro versione è identica all’originale, scena per scena, ed è bellissima.

venerdì 29 novembre 2013

Irrespirabile

L'aria di Parigi è irrespirabile. Lo dimostra questo video in time-lapse che registra l'esperimento compiuto, a partire dal 14 novembre, da France Nature Environnement, la federazione francese che raduna circa 3000 associazioni di protezione della natura. Gli ambientalisti hanno installato un cubo di tessuto bianco sul tetto di un palazzo; su un lato del cubo, con stencil e colla, l'organizzazione ha scritto un messaggio che, dopo 4 giorni, è diventato visibile per l'effetto dell'inquinamento dell'aria e del pulviscolo. L'iniziativa "rende visibile l'invisibile": ognuno di noi respira ogni giorno 15mila litri di aria inquiata. Nell'Unione Europea l'inquinamento causa circa mezzo milione di morti premature ogni anno.

Venezia tra i monti

Martedì scorso, giornata fredda ma limpidissima che permetteva di vedere i monti imbiancati dai margini della laguna veneziana. Dalla  Punta di San Giuliano, ai bordi dell'omonimo parco, a circa quattro chilometri in linea d'aria dal capoluogo lagunare, da una parte vedevi Venezia e dall'altra l'arco alpino innevato. Ecco alcuni scatti fatti con Nikon D5000







giovedì 28 novembre 2013

La malaria

Il parassita della malaria è cambiato spontaneamente a causa di una mutazione genetica, mettendo a rischio decine di milioni di Africani finora considerati resistenti alla malattia. 
La scoperta, pubblicata sulla rivista PLoS Neglected Tropical Disease, si deve ai centri di ricerca statunitensi Case Western Reserve University e Cleveland Clinic Lerner Research Institute.

I ricercatori hanno scoperto recenti mutazioni genetiche nel Plasmodium vivax, chiamato parassita della malaria benigna perchè è meno letale del Plasmodium falciparum. Ma a differenza del cugino questo parassita puo' sfuggire di piu' ai trattamenti ed emergere ripetutamente provocando ricadute di mal di testa debilitanti, nausea e febbre.

Il Plasmodium vivax è responsabile di oltre 100 milioni di casi di malaria ogni anno, ma le mutazioni individuate possono rendere suscettibili alle infezioni decine di milioni di africani finora considerati resistenti. Il progetto 'Malaria Atlas Project' stima che nel mondo vi siano 2,5 miliardi persone a rischio malaria a causa delle mutazioni del parassita. ''Abbiamo trovato la duplicazione di un gene che permette al parassita di infettare i globuli rossi e due possibili componenti aggiuntivi responsabili di un meccanismo di invasione dei globuli rossi piu' complesso'', ha osservato Peter Zimmerman, uno dei coordinatori del lavoro.

Il Plasmodium vivax infetta le persone attraverso la proteina chiamata Duffy, che si aggancia a un recettore che si trova sulla superficie dei globuli rossi. Le persone che non hanno il recettore sono chiamate Duffy-negative e sono resistenti alle infezioni. Tuttavia negli ultimi 10 anni sono stati segnalati molti casi di persone Duffy-negative che hanno contratto la malaria. I nuovi elementi presenti nel genoma del parassita sono due proteine che assomigliano molto alla proteina Duffy e potrebbero essere proprio queste proteine la causa delle infezioni in crescita tra le persone finora resistenti. (Ansa,it)

Albanese: «Italiani sull'orlo dell'esaurimento nervoso»

mercoledì 27 novembre 2013

La Sardegna che non mi piace

Bellissima lettera pubblicata sul portale Globalist.it che copio integralmente.

 Andrea Di Blasio è uno dei tanti volontari accorsi a Olbia per dare una mano dopo l'alluvione, queste sono le sue righe scritte di getto mentre torna verso casa. Sorriso amaro di speranza.. Si riparte da Olbia.. 

 La Sardegna che non mi piace ha il profilo facebook dei politici che si compiacciono dell'altruismo dei volontari ma per anni non hanno fatto niente per mettere in sicurezza il nostro territorio. La Sardegna che mi piace ha fatto nottata per dare una mano a spalare fango a 350 km da casa
 La Sardegna che non mi piace è il Globo di Olbia che specula sulle tragedie e vende stivali di gomma a 70 euro così che due ragazze di Olbia sono scese fino a Cagliari per comprare decine degli stessi stivali a 9 euro! 

La Sardegna che mi piace ha la faccia giovane dei ragazzi di Unica 2.0 che hanno organizzato due pullman e più di 100 persone per partire ad Olbia. La Sardegna che non mi piace ha le strade che ricoprono i letto dei fiumi e le case sui suoi argini.

 La Sardegna che ci piace ha la voce di una signora con la casa devastata da due metri di fango che ci offre il caffè e ci dice "non vogliamo approfittare della vostra disponibilità". La Sardegna che non mi piace ha la faccia del sindaco di Terralba che protesta sotto il Palazzo della Regione contro i vincoli fluviali.

 La Sardegna che mi piace ha ricoperto le strade di Olbia (e spero anche di tutti i centri colpiti) per chiedere casa per casa "possiamo dare una mano?"
 La Sardegna che non mi piace ha fatto 21 condoni edilizi in meno di 40 anni. La Sardegna che mi piace ha raccolto qualsiasi cosa per gli alluvionati da dover bloccare le raccolte perché i centri di smistamento erano pieni. 
 La Sardegna che non mi piace ha la faccia disperata di quei poveri pastori che con tutti i problemi che hanno ci mancava pure questa puttana di Cleopatra?!?!
 La Sardegna che mi piace è orgogliosa, generosa ed altruista". La Sardegna che non mi piace ha la faccia di un Consiglio Regionale che - al di la dei reati - ha mangiato e sprecato i fondi dei gruppi mentre la gente è alla fame! 
La Sardegna che mi piace è "grazie ragazzi, chiedete anche alle vicine che poverine stanno più incasinate di noi"
 La Sardegna che non mi piace è il caos dei soccorsi, senza un coordinamento istituzionale. La Sardegna che mi piace sono due autisti dell'Arst che nel giorno di riposo guidano GRATIS Cagliari-Olbia e ritorno, rischiando la crisi coniugale!
 La Sardegna che non mi piace fa sbarcare giornalisti del Tg5 che come sciacalli passano casa per casa a cercare il caso umano più disperato.
 La Sardegna che mi piace insulta i giornalisti del Tg5 perché intralciano e perché siamo venuti ad aiutare non a rilasciare interviste. 
 La Sardegna che non mi piace permette che vecchi, disabili e bambini muoiano in cantine-topaie a cui dei politici scellerati hanno dato l'abitabilità.
 La Sardegna che mi piace è un vecchietto che con gli occhi gonfi ti dice "Deu ti du paghiri". La Sardegna che non mi piace non rispetta la propria terra, le sue bellezze, sfidando la natura che poi, puntuale, le presenta il conto.
 La Sardegna che mi piace è una ragazzina piccola e minuta con gli stivali che le arrivano alle ascelle sporca di fango.
 La Sardegna che non mi piace sembra aver perdo la sua memoria, e non impara dai suoi errori. La Sardegna che mi piace ha la voce di Marcello Fois che con parole semplici ci racconta una Sardegna bella e sofferente.
 La Sardegna che mi piace prima o poi alzerà la voce per pretendere rispetto e giustizia. La Sardegna che non mi piace prima o poi si dovrà fare da parte o sarà spazzata via.

Per sempre -Ligabue

Mio padre che mi spinge a mangiare 
e guai se non finisco 
mio padre che vuol farmi guidare 
mi frena con il fischio 
il bambino più grande mi mena 
davanti a tutti gli altri 
lui che passa per caso mi salva 
e mi condanna per sempre 
mio padre di spalle sul piatto 
si mangia la vita 
e poi sulla pista da ballo 
fa un valzer dentro il suo nuovo vestito 

per sempre 
solo per sempre 
cosa sarà mai porvarvi dentro solo tutto il tempo 
per sempre 
solo per sempre 
c'è un istante che rimane lì piantato eternamente 

e lei che non si lascia afferrare 
si piega indietro e ride 
e lei che dice quanto mi ama 
e io che mi fido 
e lei che mi toccava per prima 
la sua mano bambina 
vuole che le giuri qualcosa 
le si gonfia una vena 
e lei che era troppo più forte 
sicura di tutto 
e prima di andarsene mi dà il profilo 
con un movimento perfetto 

per sempre 
solo per sempre 
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo 
per sempre 
solo per sempre 
c'è un istante che rimane lì piantato eternamente 
per sempre 
solo per sempre 

mia madre che prepara la cena 
cantando sanremo 
carezza la testa a mio padre 
gli dice vedrai che ce la faremo 

per sempre 
solo per sempre 
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo 
per sempre 
solo per sempre 
c'è un istante che rimane lì piantato eternamente 
per sempre 
solo per sempre 
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo

martedì 26 novembre 2013

Che tempo che fa : Anna Marchesini

Ecco il mio viso sfregiato

"Il 18 settembre compio 36 anni e per me questo sarà anche l’anno zero. Sarò un’altra Lucia per tutta la vita, non posso continuare a nascondermi. Che vedano pure come mi hanno ridotta, non sono certo io che devo vergognarmi...»
Lucia Annibali
(Lucia Annibali)

lunedì 25 novembre 2013

Wow

Sembra una lavastoviglie in terapia intensiva. Dentro, invece, contiene una tecnologia che può aprire una speranza concreta per la decontaminazione delle acque radioattive. I test del Lena (Laboratorio energia nucleare applicata) della facoltà di chimica di Pavia, hanno certificato che l'apparecchiatura - prodotta da un ingegnere padovano - garantisce risultati straordinari



Furti di rame, nel 2013 +41% denunce e +36% arresti

Oltre 3.400 denunce e 2.092 persone arrestate nel 2012, con un aumento del 12,7%. Questi i principali risultati dell’azione di contrasto delle Forze di Polizia al fenomeno dei furti di rame, che nel 2012 ha subito un incremento del 6,9% (18.346 episodi). I dati dell’Osservatorio Nazionale sui furti di rame sono ancor più significativi se si guarda ai primi 6 mesi del 2013: 11.040 furti (+12,1% vs 2012) per 2.720 soggetti denunciati (+41%) di cui 1.631 (+36,7%) in stato di arresto. L’Osservatorio è composto da Forze di Polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), Agenzia delle Dogane, FS Italiane, Enel, Telecom Italia e Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche). Il focus sul fenomeno e sulle attività avviate per contrastarlo sono stati illustrati questa mattina durante la Conferenza Nazionale sui furti di rame, alla presenza del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Alessandro Pansa, nella sede del Gruppo FS Italiane. A fare gli onori di casa l’ad del Gruppo Mauro Moretti. La Conferenza, organizzata dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è la prima tavola rotonda che tratta in modo specifico un argomento che riguarda tutti i cittadini per i danni sociali ed economici generati dai furti di rame, spesso causa di interruzione del traffico ferroviario, delle comunicazioni e delle forniture di elettricità. Nella banca dati delle Forze di Polizia, rientra ogni genere di furto di rame, non solo quelli ai danni delle aziende di settore, ma anche quelli commessi nei confronti della popolazione (grondaie, utensili, vasi di fiori cimiteriali etc). Le regioni particolarmente colpite nel 2012 sono state, nell’ordine: Lombardia, Puglia, Sicilia, Campania, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Sardegna. Per altro verso, proprio in queste regioni è stata assai incisiva l’azione di contrasto delle Forze di Polizia. Nel Lazio, ad esempio, il numero delle persone denunciate e/o arrestate nel 2012, rispetto al precedente anno, segna un incremento del 48%, in Sicilia del 38,7%, in Emilia Romagna del 65%, in Toscana del 4,5%, in Veneto del 21,2% e in Calabria del 79,5%. Le aziende rappresentate nell’Osservatorio, tuttavia, segnalano un significativo decremento dei furti subiti nel corso del 2013, soprattutto in quelle aree che, nel corso del 2012, erano state particolarmente colpite. Per quanto riguarda la rete ferroviaria, l’andamento del fenomeno, nei primi dieci mesi di quest’anno, ha visto una lieve diminuzione, pari all’1,8%, dei furti in linea rispetto allo stesso periodo del 2012: 1.673 furti nell’anno in corso a fronte dei 1.703 del 2012. 
 Aggiungendo anche i furti in deposito, si arriva a 1.778 furti episodi per un totale di circa 643.227 kg di materiale trafugato. Nell’ultimo triennio 2011-2013 il Gruppo FS Italiane ha stimato un danno economico per i furti di rame – su tutto il territorio nazionale – pari a quasi 31 milioni di euro, di cui circa 12 milioni per i costi degli interventi necessari al ripristino della circolazione. Il Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Alessandro Pansa, nel suo intervento ha tracciato le strategie adottate dal Dipartimento P.S. per prevenire e contrastare sempre più efficacemente il fenomeno. Il Prefetto Francesco Cirillo, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Direttore Centrale della Polizia Criminale e Presidente dell’Osservatorio Nazionale sui furti di rame, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra pubblico e privato, che ha prodotto concreti e rilevanti risultati nella lotta a questo tipo di reato. L’AD di FS Italiane, Mauro Moretti, l’AD di Enel, Fulvio Conti, e il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane, Giuseppe Peleggi, hanno voluto sottolineare come i furti di rame producano gravi conseguenze economiche e sociali per la collettività e per le aziende. Alla conferenza hanno anche partecipato, quali relatori, anche il Vice direttore di Interpol,Jean Michel Louboutin, e il Vice direttore di Europol, Mr Oldřich Martinů, per sottolineare la dimensione internazionale che ha assunto il fenomeno.
 Alla Conferenza Nazionale sui furti di rame hanno apportato il loro contributo anche esperti del settore. Tra questi Magistrati, responsabili della Sicurezza delle aziende maggiormente colpite, esponenti delle Forze di polizia nazionali ed internazionali, e componenti dell’Osservatorio Nazionale sui furti di rame. Nato nel febbraio 2012 con il compito di elaborare strategie per la prevenzione e il contrasto dei furti, l’Organismo ha promosso varie iniziative, tra le quali mirati servizi straordinari di controllo delle aree e dei siti maggiormente interessati al fenomeno da parte di tutte le forze di polizia. A queste operazioni, che per il successo ottenuto saranno replicate ancora molte volte, è stato dato il nome convenzionale di action day. L’Osservatorio si è fatto promotore di una proposta normativa tesa ad inasprire le pene per i furti e la ricettazione del rame. La proposta è stata recepita dal Decreto Legge n. 93 del 14 agosto 2013, convertito in legge il 15 ottobre 2013, che prevede pene più severe per i furti e la ricettazione di metalli e materiale vario “sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica”. Tutto ciò potrà costituire un efficace deterrente per coloro che sono dediti a questo tipo di reato.

domenica 24 novembre 2013

..guardare...

Guardare le cose con ottimismo o benevolenza non significa essere stupidamente ingenui e permettere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d’animo.
Significa avere la saggezza e l’intuizione di muovere le cose in direzione positiva, considerandone l’aspetto migliore pur rimanendo concentrati sulla realtà

"Desolato", le star italiane ringraziano Enzo Jannacci

Ecco in anteprima il video di “Desolato”, musica di Paolo Jannacci e testo del padre Enzo con J-Ax. Il brano - l'unico inedito da "L'artista" di Enzo Jannacci, nei negozi dal 26 novembre, con vecchi brani che il cantautore, scomparso il 23 marzo scorso, ricantò negli ultimi anni di vita - è la "desolata" ammissione di impotenza alle richieste di aiuto delle giovani generazioni cui Jannacci ha guardato sempre con amore e passione civile. Alla clip prendono parte tante star: Claudio Bisio, Jovanotti, Ligabue, Fabri Fibra, Emis Killa, Caparezza, Ale e Franz e altri ancora, tutti uniti dalla stima e dall’affetto per Jannacci. Intanto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dopo aver già intitolato al cantautore il dormitorio di viale Ortles, ha annunciato una serie di iniziative in ricordo di Jannacci: concerti il prossimo anno nelle zone da lui cantate in periferia, da Rogoredo all'Ortica, e un grande evento in centro a Milano

sabato 23 novembre 2013

Thejobjob

Giorgio Serantoni, mestrino di 33 anni che da un paio d’anni lavora nel web, ha ideato e da pochissimo lanciato nel web "Thejobjob", una neonata start-up che si prefigge di agevolare chi ha bisogno di aiuto per lavoretti in casa. Ci si potrà iscrivere e lasciare un messaggio , geolocalizzandosi ed indicando orari e prezzo che si offre per il piccolo aiuto ricevuto. Una idea nata a Mestre, portata avanti con un team di informatici. Dal sito stesso si legge:
 TheJobJob è il sito dove trovare e offrire lavoretti e iniziare subito a guadagnare soldi. Un luogo di incontro virtuale per chi ha bisogno di una mano o per chi si offre come fattorino, imbianchino, giardiniere, falegname, consulente, dog-sitter... ce n'è davvero per tutti!...TheJobJob ti notifica in tempo reale i lavori appena creati vicino alla tua posizione geografica, senza necessità di registrazione. Se poi desideri candidarti od offrire un lavoro, per prima cosa è necessario effettuare la registrazione al sito.


iDiots


IDIOTS from BLR_VFX on Vimeo.


A proposito di obsolescenza programata...

venerdì 22 novembre 2013

Pedopornografia online, Google blocca le chiavi di ricerca

Giro di vite contro le ricerche di contenuti pedopornografici su Google. L'attivazione di un potente filtro per bloccare un gran numero di ricerche pedopornografiche su Internet è stato annunciato dall'ad del motore di ricerca più cliccato al mondo. Eric Schmidt ha spiegato che il gruppo sta sviluppando una nuova tecnologia capace di sgominare il turpe "traffico" che si è sviluppato online. Google ha infatti individuato oltre 100mila tipi di ricerca legati alla pedopornografia. 

Le limitazioni si applicheranno inizialmente ai paesi di lingua inglese, ma saranno estese in sei mesi al resto del mondo (altre 158 lingue). L'annuncio arriva in occasione del summit sulla sicurezza in Internet che si tiene oggi a Londra. David Cameron a Downing Street incontrerà i vertici di Google, Microsoft e altre società per fare un punto della situazione. 

Google - spiega l'ad - ha mobilitato più di 200 dipendenti sullo sviluppo di nuove tecnologie per controllare il problema. "Abbiamo impostato con precisione Google Search per individuare nei nostri risultati i link legati all'abuso sessuale sui bambini. Anche se nessun algoritmo è perfetto e Google non può impedire che i pedofili aggiungano nuove immagini sul web. Le novità introdotte hanno consentito di ripulire i risultati di oltre 100mila applicazioni potenzialmente correlati di abusi sessuali sui minori".

Globalist.it

The Snowman‘ di Raymond Briggs



Pubblicità 2012

giovedì 21 novembre 2013

''Fermati''

E' stato presentato in questi giorni presso la clinica Mangiagalli di Milano, lo spot "La violenza non si cancella: fermati", realizzato da SVS-Donna aiuta Donna (SVSDAD) onlus, grazie anche ai finanziamenti della regione Lombardia, del Comune di Milano e di Adei Wizo (Associazione donne ebree d'Italia). E' il primo spot rivolto all'uomo. Alla fine del video, il numero verde dedicato agli uomini che decidono di 'fermarsi', di smettere di 'maltrattare' le donne

Trenitardo

 Un'applicazione in grado di raccogliere tutte le segnalazioni sui ritardi dei treni provenienti dagli studenti, e aggiungendo sfoghi e pensieri su Twitter. Si chiama «Trenitardo» ed è stata sviluppata interamente da studenti delle Università del Nordest, per smartphone Android, e punta attraverso un contatore a quantificare l'ammontare di ritardi subiti dagli studenti universitari nei loro spostamenti ferroviari.
La campagna sui trasporti è nata anni fa da un gruppo di studenti dell'Università di Padova facenti parte della lista «Il Sindacato degli Studenti» e dell'Associazione Studenti Universitari. Con gli anni si è ampliata ed estesa a Venezia, insieme agli studenti di Zoe-Laboratorio Studentesco dello Iuav, e Udine, insieme a «NeoAteneo», associazione e lista all'interno dell'Università friulana. Attraverso l'applicazione è possibile selezionare la città, selezionare tratta e treno, con relativo ritardo, e infine scrivere un tweet di 75 caratteri. Non punta a essere una «vetrina di sfoghi», ma una banca dati che terrà traccia dei ritardi delle ferrovie e un punto di incontro per i pendolari. (La Nuova Venezia)

martedì 19 novembre 2013

Beatles, il video mai visto

Un video musicale inedito accompagna l'uscita del nuovo cofanetto dei Beatles, nei negozi in vista delle festività natalizie: è quello di «Words of Love», la canzone di Buddy Holly nella versione live dei Fab Four, registrata negli studi londinesi della BBC nell'estate 1963. Il pezzo - che venne pubblicato nel long playing «Beatles for Sale»- è uno dei brani contenuti nel cofanetto «On Air - Live At The BBC Volume 2», che comprende 37 tracce live mai pubblicte e 23 registrazioni di dialoghi tra i Beatles e i conduttori della tv tra '63 e '64. Tre i formati: doppio cd, triplo LP e versione digitale. (RCD - Corriere Tv)

Addio a forcipe e ventose

L'idea gli è venuta osservando il funzionamento di un cavatappi su Youtube. Da lì, Jorge Odòn, un meccanico argentino, ha inventato un nuovo dispositivo per far nascere i bambini in difficoltà al momento del parto, alternativo a forcipe e ventose e privo di rischi. Odòn ha realizzato nella sua cucina un prototipo che ha ricevuto premi dalla United States agency for International development e dalla Grand Challenges canadese. La stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lo ha approvato giudicandolo innovativo, facile da usare e sicuro. 
 "Può salvare molti bambini nei paesi poveri ed evitare molti cesarei", ha detto al New York Times Mario Merialdi, coordinatore del dipartimento di salute materna e perinatale per l'OMS. Tecnicamente, il dispositivo è una sorta di manicotto gonfiabile di plastica lubrificata che, avvolto intorno alla testa del bambino e poi gonfiato, tira fuori il nascituro senza rischi. Il nuovo metodo è sperimentato in più paesi e in Italia lo studio, in corso, è coordinato dalla Università di Perugia. Il giudizio dei ginecologi italiani è già più che positivo: "Al contrario di forcipe e ventosa, non provoca alcun trauma perché è soffice - ha detto Antonio Starita, dirigente medico a Ginecologia ed ostetricia del San Camillo di Roma - . E' assolutamente promettente e da verificare sul campo". (Repubblica.it)

lunedì 18 novembre 2013

RAEEporter

Della gestione dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) si parla da tempo, ma molto rimane ancora da fare. La  campagna di sensibilizzazione RAEEporter, avviata da Ecodom in collaborazione con Legambiente del 2010, fa in modo che chiunque può contribuire al corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici abbandonati. A quanti di noi è successo di vedere, magari vicino a casa, televisori, lavatrici abbandonati nei pressi dei cassonetti? Inconcepibile se si pensa, che almeno nel mio comune di residenza, Venezia, basta chiamare la Veritas  che gratuitamente viene a prelevare il tutto previo appuntamento. A volte, magari per oggetti meno ingombranti e pesanti è più semplice caricarli in auto e portarli all'ecocentro, sempre gratuitamente. Ma, si sa, la moglie degli idioti è sempre incinta, ed è più facile abbandonare il tutto infischiandosene della collettività. Ora è sufficiente scattare una foto o realizzare un video e caricarli sul sito www.raeeporter.it. A quel punto sarà Ecodom a inviare la segnalazione a chi di dovere per la rimozione. Con uno smartphone è possibile utilizzare l'app (sia Android che Apple) RAEEporter con la quale la foto o il video verranno direttamente trasmessi al sito, assieme alle coordinate gps del luogo, favorendo così la rimozione ed il successivo corretto smaltimento.

Connected Car Expo

Le automobili stanno diventando sempre più tecnologiche e la vecchia autoradio si è ormai trasformata in un centro miltimediale collegato agli smartphone che abbiamo e utilizziamo.A Los angeles dal 19 al 21 novembre si terrà il Connected Car Expo dove si potrà fare il punto sulle ultime novità del settore.

domenica 17 novembre 2013

Tech Noir

Da un pò di tempo hanno preso piede nel web le GIF, immagini animate, che possiamo condividere nei vari social. Un sito che raccoglie GIF tematiche, bastate  su scene di film famosi è Tech Noir, ricco di immagini suggestive. Ecco qui sotto un esempio:


Blade runner

Lenstag, un registro contro i furti di attrezzatura

Quando ti rubano l’attrezzatura fotografica è una mazzata. A parte i grandi fotografi che lavorano per cachet di tutto rispetto tale da coprire ampiamente qualsiasi tipo di sventura, tutti gli altri, sia professionisti che amatori, hanno il terrore di vedere il loro strumento di lavoro o di divertimento portato via da degli sconosciuti. Anche perché spesso la fotocamera con le ottiche e gli accessori sono il frutto di tanti sacrifici. Ma d’altro canto è indubbio che il materiale fotografico fa gola ai ladri. 

Semplicemente perché è facilissimo da rivendere, grazie al fatto che mercato dell’usato fotografico è da sempre pieno di venditori ed acquirenti. Nessun problema quindi per il ladro nel piazzare l’annuncio e nel trasformare la refurtiva in denaro sonante. Però chi acquista materiale usato dovrebbe fare attenzione a cosa compra, dato che l’acquisto di materiale rubato porta al reato di ricettazione. Sarebbe utile fare qualche controllo prima dell’acquisto. Sui forum di fotografia ci sono infatti spesso topic dedicati alla segnalazione di materiale rubato. Purtroppo scorrere i tanti forum richiede tempo e pazienza, doti che scarseggiano nell’appassionato che ha trovato l’oggetto dei suoi sogni ad un prezzo irresistibile.Un aiuto viene da Lenstag, un registro dell’attrezzatura fotografica che cerca di rendere la vita difficile a chi vende materiale rubato, nonché dai motori di ricerca come Google. 
Lenstag infatti crea una pagina web singola per ogni pezzo della nostra attrezzatura che registriamo, facilitando l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca. Quindi per i possessori che vogliono tutelarsi basterà appunto registrare tutta la propria attrezzatura, fornendo come prova del possesso una foto dove sia ben visibile il numero seriale. Mentre per gli acquirenti che vogliono tutelarsi basterà fare una semplice e veloce ricerca su Google usando sempre il numero seriale. Così magari i ladri saranno meno incentivati a prendere i mira i fotografi.

Fonte: Reflex.it

sabato 16 novembre 2013

Shoah: alla stazione di Firenze Santa Maria Novella il monumento della memoria

Un monumento per non dimenticare la tragedia della deportazione degli ebrei fiorentini. L’installazione – blocchi in marmo giallo Sahara spezzati da un cuneo di ferro – firmata da Nicola Rossini, è stata inaugurata oggi sul fronte del binario 16 della stazione di Firenze Santa Maria Novella. Dal binario 16 della principale stazione toscana, nel 1943, centinaia di uomini, donne, anziani e bambini ebrei partirono dentro vagoni piombati verso le camere a gas e i forni crematori di Auschwitz. Nicola Rossini con la ruggine del cuneo ha voluto rappresentare la “patina del tempo”. I blocchi di marmo, cavato al confine fra Israele ed Egitto, incarnano l’animo del popolo ebraico spezzato per sempre dalla follia della “soluzione finale”. Le rotaie, base della scultura, sono il silenzioso testimone di quei drammatici avvenimenti.

La vita

La vita è fatta di delusioni, botte e lividi che nemmeno il tempo è capace di cancellare. La Vita è fatta di partenze e di ritorni, però una cosa ho imparato, in tutta questa spirale di esperienze negative… che si potrà anche soffrire, stare male, piangere fino a sentir doloranti gli occhi… ma ci si rialza sempre, perchè nulla è più importante di noi stessi e della ns. vita, che è il dono più prezioso che abbiamo…
 
Luciano Ligabue

venerdì 15 novembre 2013

Fantastiche Dolomiti: a volo radente in aliante sulle Tre Cime di Lavaredo

Le magnifiche immagini delle Tre Cime del roveretano Walter Giordani, del "Volo a Vela Cus Trento", riprese dal suo aliante alla fine dell'estate. "Volare tra le Dolomiti - spiega - è un'emozione unica. Il senso di queste immagini è anche invogliare le persone ad avvicinarsi ad uno sport bellissimo". Informazioni dettagliate sulla pagina "Volo a Vela Cus Trento"




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Scusime


P.s.Scusime © 2013 MIVAGO Productions from MiVago! Productions on Vimeo. "un classico litigio matrimoniale tra le mura domestiche, l'amore di due giovani sposi che devono affrontare i problemi di tutti i giorni..." Una commedia piena di emozioni che toccherà i vostri cuori...

giovedì 14 novembre 2013

MiVago in crociera © 2013 MIVAGO Productions feat. DOLiWOOD Films


MiVago in crociera © 2013 MIVAGO Productions feat. DOLiWOOD Films from MiVago! Productions on Vimeo.


Dopo l'enorme successo del video MIVAGO, parodia veneziana dello spot TRIVAGO, realizzato da Raffaele Femio, non poteva mancare un seguito con la collaborazione della DOLiWOOD Films. In questa puntata si torna a Venezia, ma con una grande nave anzi con la nave più famosa di tutti i tempi. Il viaggio però non sarà dei migliori perchè passeggeri e l'equipaggio dovranno affrontare dubbi e difficoltà, dai problemi di spostamento con i mezzi pubblici all'inquinamento, dalle difficoltà nei rapporti personali alla crisi economica, dai problemi logistici all'annoso dilemma sulle grandi navi nella città lagunare. Il tutto sarà rappresentato con la nostra proverbiale leggerezza e simpatia con le quali amiamo sempre rappresentare i fatti e porci delle domande lasciando spazio al dialogo ed al confronto. Quest'opera si distingue dalle altre anche per alcune comparsate illustri quali il noto cantante Sir Oliver Skardy ed un paio di membri della sua band ovvero Alessandro BABY Numa e Roberto SCIUBERT Pettenello dei FAHRENHEIT 451, ed ancora Roberta Mussato una delle voci originali della pubblicità TRIVAGO. Per l'occasione doppieranno anche Ciano e Raffaele Femio i patron delle rispettive case di produzione DOLiWOOD Films e MIVAGO! Productions.

Liguria, da Ponente a Levante, verso il wi-fi libero

Entro il 2014 sarà più facile girare per la Liguria e navigare in Internet grazie a collegamenti a banda larga wireless con il proprio dispositivo, palmare, tablet, smartphone, pc. E' previsto infatti l'uso di una unica password per tutta la regione in modo che dopo il primo accesso al sistema ci si possa collegare da ogni luogo senza ulteriori registrazioni. La giunta della Regione ha approvato un piano in collaborazione con i Comuni. L'idea è di uniformare le diverse reti wi-fi esistenti sul territorio e facilitarne l'accesso agli utenti. Su richiesta del presidente Claudio Burlando, il collegamento wi-fi sarà esteso in modo prioritario ai 20 ospedali liguri per venire incontro soprattutto ai lungodegenti. Il progetto riguarda anche stazioni ferroviarie, aeroporto, stazioni di servizio della rete autostradale.
 "La rete è un fenomeno di cui la promozione turistica non più fare a meno. Su internet si va per avere informazioni, per acquistare pacchetti, organizzare una vacanza e dopo per parlare dei giorni trascorsi in quella località" afferma l'assessore ligure al Turismo. Il primo passo vedrà la creazione di hotspot nella rete ospedaliera. In seguito la rete, intesa come internet, si estenderà in tutti i luoghi pubblici della Liguria per fornire un servizio a 360 gradi per chi, turista o residente, vorrà approfittarne. “Si tratta – ha spiegato l’assessore al Turismo Angelo Berlangieri – di un progetto molto importante che andrà ad incidere sul quel grande tema che è la competitività nel mondo del turismo perché spesso i viaggiatori stranieri che utilizzano la rete per informarsi o per avere accoglienza in Liguria hanno difficoltà di accesso, così come spesso succede a noi quando andiamo all’estero”. “Noi – continua Berlangieri – garantiremo nelle aree pubbliche di tutta la Regione la possibilità di accedere con un’unica password. Costruiremo la rete utilizzando anche le reti wi-fi dei comuni, federandole tra loro e la espanderemo installando hotspot dove ancora non ci sono. Per questo stiamo lavorando con le stazioni ferroviarie, marittime, gli aeroporti, le stazioni di servizio sulle autostrade, per fare in modo che tutte le aree di accesso alla Liguria siano coperte”. La Regione Liguria, fra le prime in Italia a varare un progetto wi-fi per tutto il territorio, attraverso la partecipata Datasiel Spa, interverrà anche con contributi tecnologici per ampliare le aree Wi Fi in zone di interesse turistico e socio-economico del territorio e grazie anche alla Convenzione quadro con l’Ispettorato Territoriale Liguria – Ministero dello Sviluppo Economico collaborerà con i territori per la corretta applicazione delle numerose norme (l’ultima nel “Decreto del fare”) che regolamentano la materia. Il progetto di una rete WiFi su tutto il territorio regionale- costo 470 mila euro- è contenuto nel Piano triennale del Turismo. Una novità che però non interesserà solo i turisti. “Il libero accesso consentirà ai Comuni – conclude Berlangieri – di offrire servizi online ai propri residenti e l’installazione negli ospedali ne è solo la prima conseguenza”.

mercoledì 13 novembre 2013

Crozza diventa Papa Francesco

Nel suo 'Paese delle meraviglie' in onda su La7, il comico si trasforma nel papa argentino che sta rivoluzionando la Chiesa con la sua spontaneità e le sue idee controcorrente. Ma non tutti sono disposti ad aiutarlo nel sostenere il peso del cambiamento

Trenitalia, il biglietto elettronico regionale

Viaggiare con il biglietto regionale acquistato online è diventato più semplice: da novembre, infatti, non è più indispensabile stamparlo.
Basterà mostrare al personale di controllo il file .pdf ricevuto sul proprio pc, smartphone o tablet dopo l’acquisto telematico sul sito web di Trenitalia. Dovranno, naturalmente, essere ben leggibili tutti i dati, incluso il particolare codice QR (Quick Response) di forma quadrata, necessario per le verifiche.
Il biglietto, che continua a essere personale e deve essere mostrato insieme a un valido documento di riconoscimento, non ha ovviamente bisogno di alcuna convalida, consente di viaggiare sul treno regionale prescelto o su un altro in partenza, entro le quattro ore successive, lungo la stessa tratta. Può essere acquistato da sette giorni prima della data del viaggio fino a 30 minuti prima della partenza.
L’obbligo della stampa resta, invece, per chi acquista un abbonamento regionale online.

martedì 12 novembre 2013

Spot di Natale

Spopola su tv e web la nuova pubblicità natalizia del colosso dei grandi magazzini John Lewis, una istituzione per i londinesi. La musica che accompagna il cartone animato è di Lily Allen.




 

Fondazione FS

Oltre 500mila foto, 3mila pellicole cinematografiche, una biblioteca con 50mila volumi, centinaia di rotabili storici, migliaia di cartografie e progetti di ponti, gallerie, linee ferroviarie. Dalle foto del viaggio pastorale di Pio IX nel 1863 a Velletri al filmato del pellegrinaggio in treno ad Assisi nel ‘62 di Papa Giovanni XXIII; dai progetti delle grandi infrastrutture del Paese (il Traforo del Sempione, la Galleria del Frejus, la Direttissima Roma-Firenze) alla mitica locomotiva a vapore Bayard del 1839, esposta nel Museo di Pietrarsa o le immagini memorabili del film di Totò girate in un vagone letto degli anni ‘50.
 Di questo inestimabile patrimonio documentale, riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali come la più grande raccolta storica di carattere ferroviario esistente in Italia, la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane apre da oggi ufficialmente al pubblico la prima parte dei documenti storici (oltre 15mila volumi), già censita e catalogata nella Sede centrale di Villa Patrizi. Nata per iniziativa della capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, la Fondazione FS Italiane ha lo scopo di valorizzare e preservare l’inestimabile patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. La Fondazione, sito web fondazionefs.it, si occuperà anche dell’organizzazione di suggestivi viaggi storico-turistici a bordo di treni d’epoca (ne sono previsti, al momento, un centinaio). Nel board della Fondazione siedono con Mauro Moretti anche Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano, AD delle due altre Società fondatrici. La Direzione è affidata a Luigi Cantamessa, giovane ingegnere laureato al Politecnico di Milano e profondo conoscitore della storia ferroviaria italiana

lunedì 11 novembre 2013

Aborigeno

San Martino

Nella provincia di Venezia è tradizione festeggiare il giorno di san Martino, che cade 11 novembre. Ecco alcuni cenni storici su questo santo:
Martino di Tours è il santo più popolare che la Francia abbia avuto nell'antichità e nel Medio Evo; fu il primo padre del monachesimo e grande apostolo delle Gallie. Nacque nel 316 d.c. a Sabaria in Pannonia. Figlio di un tribuno militare pagano, a quindici anni si arruolò nella guardia imperiale a cavallo. A diciott'anni ad Amiens in Francia, avendo scorto un poverello intirizzito dal freddo che si appellava al buon cuore dei passanti, divise in due con un colpo di spada il suo mantello militare e ne diede metà al povero. Provocando così a seguito di quest'atto di carità, un breve miracoloso miglioramento del clima:"Estate di S. Martino". Fu battezzato ad Amiens lo stesso anno. Lasciò il servizio militare essendosi rifiutato di combattere contro i barbari ed iniziò studi teologici. 
A Poitiers fu consacrato diacono e poi prete. Dopo dieci anni fu eletto a voce di popolo Vescovo di Tours il 4 luglio 371. Diede notevole impulso alla vita monastica e nel 372 fondò la prestigiosa Abbazia di Marmotier, vicino a Tours, dove accorsero monaci, chierici e vescovi santi. Martino provvide alla conversione delle campagne pagane ; accompagnato dai suoi monaci, intraprese regolari spedizioni missionarie nelle quali predicava, convertiva, distruggeva i templi sostituendoli con chiese e introdusse le festività cristiane. A parte la fama delle gesta miracolose, l'azione svolta da Martino nei 26 anni del suo episcopato fa di lui una delle figure più significative del cristianesimo. Morì a Candes l'8 novembre 397. Il suo corpo fu accompagnato a Tours da 2000 monaci, molte vergini e da un'immensa moltitudine di popolo e ivi fu sepolto l'11 di novembre data alla quale è commemorato. Con ciò praticamente incominciava il culto di questo grande santo, che divenne popolarissimo in tutto l'Occidente ed anche in Oriente. In Francia, Italia, Spagna, Inghilterra furono intitolate a lui chiese e parrocchie.
A Venezia è una Festa popolare : una volta per l’occasione si mangiavano castagne e vino nuovo. Nella tradizione cristiana questa data rappresentava il penultimo giorno prima dell’inizio del periodo di penitenze e digiuni che precedevano il Santo Natale, mentre per il mondo contadino era la fine dell’anno agricolo. Nelle vetrine dei pasticceri e Fornai di Venezia vedete comparire, a partire dai primi di Novembre, i San Martino, un dolce di pasta frolla a forma di cavaliere con la spada, ricoperto di caramelle e cioccolatini. Un tempo erano i popolani più poveri a girare per le calli e i campi di Venezia porgendo il grembiule vuoto e chiedendo cantando salame e prosciutto, in ricordo della generosità del Santo Martino. Ora sono i bambini a chiedere caramelle e soldini. I “putei” vanno in giro, l’11 novembre e a volte anche qualche giorno prima, sbattendo coperchi e pentole e cantando la famosa filastrocca di San Martino. Entrano in tutti i negozi e continuano a cantare e a far baccano con i loro “strumenti” fino a quando non ricevono qualcosa in cambio. Si tratta di una specie di Halloween nostrano.
 La filastrocca veneziana di San Martino
S. Martin xe ‘ndà in sofita (San Martino è andato in soffitta)
a trovar ea nonna Rita (a trovare la Nonna Rita)
nona Rita no ghe gera (Nonna Rita non c’era)
S.Martin col cùeo par tera (San Martino col sedere per terra)
E col nostro sachetìn ( e col nostro sacchetto)
cari signori xe S.Martin (cari signori è San Martino)

domenica 10 novembre 2013

Piccole inciviltà quotidiane

Prende il via dalla Liguria una nuova campagna promossa da Trenitalia per sensibilizzare i cittadini a un uso più consapevole e responsabile del treno. L’iniziativa, dal titolo “Piccole inciviltà quotidiane”, si inserisce nella campagna “Operazione treni puliti”, avviata nel 2012, che ha reso percepibile l’impegno di Trenitalia sul fronte della pulizia dei convogli, mostrando la complessità e meticolosità degli interventi e dei processi industriali che ne sono il presupposto. Con “Piccole inciviltà quotidiane” Trenitalia punta a evidenziare come una serie di comportamenti e di cattive abitudini, apparentemente insignificanti, possano creare disagi, molestie e un diffuso senso di trascuratezza nei confronti di un bene condiviso e, proprio come tale, da rispettare. 

Così i piedi appoggiati sui sedili, i rifiuti e le carte abbandonate, i chewing gum gettati a terra sono diventati oggetto di attenzione, con immagini e “slogan” coniati ad hoc per far comprendere come l’osservanza di alcune semplici norme di educazione siano presupposto per un viaggio più confortevole. A sostegno dell’iniziativa, la Direzione Regionale Liguria ha realizzato, in collaborazione con l’associazione IREARTE di Genova, anche una mostra-evento esposta nelle principali stazioni liguri. A stimolare la riflessione sui temi della campagna sarà quindi anche il linguaggio evocativo delle rappresentazioni ed installazioni artistiche. Le opere sono state progettate dall’artista Mauro Martini, dell’associazione IREARTE che promuove e sviluppa attività culturali in campo artistico e letterario. La mostra itinerante è visitabile nelle stazioni di Genova Brignole e Savona fino al 9 novembre. Nel mese di novembre farà tappa anche a Sestri Levante e Imperia Porto Maurizio, dall’11 al 13, La Spezia e Ventimiglia dal 14 al 16, Sanremo il 16, Rapallo il 18 e ad Albenga il 18 e 19. Alla mostra itinerante sarà presente personale Trenitalia, dalle 7.00 alle 18.00, per fornire informazioni nonché raccogliere eventuali segnalazioni.

Arti marziali da ridere

sabato 9 novembre 2013

Tra scrittura collaborativa e crowdfunding: vi presento Fabulator

http://www.nonconvenzionale.com/2013/11/08/tra-scrittura-collaborativa-e-crowdfunding-vi-presento-fabulator/



IQUII Academy

Volevo porre l'attenzione sull'iniziativa, segnalatami dall'amico Fabio Lalli, lanciata con la sua società - la IQUII - imperniata su corsi di formazione per sviluppatori, e chiamata semplicemente IQUII Academy L'idea è semplicemente quella di realizzare una serie di eventi di formazione (gratuiti o a pagamento) durante i quali verranno affrontate tematiche di sviluppo, lezioni ed esercitazioni con l'obiettivo di portare i partecipanti ad un livello di conoscenza tale da iniziare ad orientarsi e districarsi nel coding e nello sviluppo di applicazioni. I corsi saranno di vari livelli: base, avanzati o direttamente su dei progetti reali. 
In questo caso specifico l'obiettivo è formare le persone che lavorano direttamente facendo training on the job. In questi giorni ci sarà un primo corso in aula per lo sviluppo di applicazioni iPhone base: mancano ormai pochi giorni all'inizio (sarà lunedi 11.11 e martedi 11.12) e c'è in promo il corso al prezzo di € 149,00 euro. 
 Il docente sarà Omar Cafini ed il programma del corso lo potete trovare qui. L'obiettivo alla fine del corso, essendo la IQUII una società di sviluppo di applicazioni e software, è anche scoprire i migliori talenti e perchè no, portarli a lavorare in seno della società stessa. Lo stesso Fabio afferma: "Siamo nell'era del software ci si è accorti che c'è sempre più esigenza di persone in grado di sviluppare, ma c'è veramente ancora poca offerta e disponibilità su specifiche competenze. Ecco, noi il "problema" abbiamo deciso di risolverlo partendo al contrario, formando persone e portandole a bordo del nostro progetto!"

 Per eventuali informazioni sul corso: academy@iquii.com



Contatti: 

venerdì 8 novembre 2013

Monna Lisa per la campagna contro i tumori

Una Gioconda senza capelli e malata di cancro. È un’immagine forte e d’impatto quella scelta dall’Ant per la nuova a campagna a sostegno delle cure contro i tumori: il quadro di Leonardo Da Vinci è stato ritoccato per testimoniare «gli sconvolgimenti che il cancro porta con sé». Nei prossimi mesi l’icona più famosa dell’arte, in questa nuova versione choc comparirà in cartelli e spot pubblicitari con lo slogan «Un tumore cambia la vita. Non il suo valore». L’Ant è nata a Bologna nel 1978 per volere dell’oncologo Franco Pannuti. Dall’85 a oggi ha assistito, in modo completamene gratuito, oltre 96 mila malati, anche con l’aiuto di alcuni operatori sanitari che ogni giorno prestano delle visite domiciliari.

Sochi 2014, spot degli attivisti contro l'omofobia

La legge contro la "propaganda omosessuale", approvata dalla duma di Vladimir Putin il 30 giugno, sta provocando lo sdegno internazionale anche in Rete. Le polemiche hanno investito i XXII Giochi olimpici invernali che si svolgeranno a Sochi, una città della Russia meridionale, dal 7 al 23 febbraio 2014. La campagna del movimento All Out, "L'amore vince su tutto", invita il Comitato internazionale olimpico a onorare i suoi principi e a condannare ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale delle persone.

giovedì 7 novembre 2013

Philips Urban Speaker

I diffusori Bluetooth non sono di sicuro la novità dell’ultim’ora, ma di solito allo smartphone e/o al tablet se ne collega uno solo. Con Urban Runner, invece, Philips ripesca il concetto di stereofonia classica e lo adatta alla tecnologia del momento: i nuovi diffusori Philips sono wireless, ma ci sono anche ingressi digitali e analogici per sfruttare ulteriori sorgenti come un lettore CD o il televisore. I diffusori sono diversi per dimensioni e la finitura ma le caratteristiche sono le stesse: Bluetooth aptX, ingressi digitali ottico e coassiale, un ingresso stereo analogico e una presa USB per la ricarica di smartphone e tablet. Troviamo poi i controlli di volume e la selezione della sorgente, ma c’è anche il telecomando per il controllo a distanza e i controlli di tono alti e bassi sul retro del diffusore. Il modello S5X usa un sistema di altoparlanti a due vie con accordo reflex e 100 watt di potenza, con finitura nera o bianca. Il modello più compatto S3X monta invece un woofer da 10 cm con il tweeter da 15 mm, la potenza è di 30 watt (THD 30%) mentre la finitura è in colore grigio con griglie gialle.

A Mary Christmas

Gioca con il suo nome nel titolo: «A Mary Christmas» è l'album natalizio di Mary J Blige. la cantante reinterpreta in chiave soul i classici natalizi tra i quali «Have Yourslef A Merry Little Christmas» e "The Christmas Song". Con Mary J Blige tanti ospiti, come Barbra Streisand che duetta in "When You Wish Upon a Star", Jessy J in "Do you hear what I hear" le Clark Sisters con "The First Noel" e Mark Anthony per un duetto in spagnolo con "Noche de Paz". «A Mary Christmas» è uscito il 15 ottobre 2013.

mercoledì 6 novembre 2013

Ho imparato...

Ho imparato
Che crescere
non significa solo fare l’anniversario
Che il silenzio
è la miglior risposta quando si sente una stupidaggine
Che lavorare
non significa solo guadagnare soldi
Che gli amici
si conquistano mostrando chi realmente siamo
Che i veri amici
stanno con noi fino alla fine
Che le cose peggiori
spesso si nascondono
attraverso una buona apparenza
Che la natura
è la cosa più bella di questa vita
Che quando penso di sapere tutto
ancora non so’ niente
Che un solo giorno
può essere più importante di molti anni
Che si può conversare con le stelle
Che ci si può confessare alla luna
Che si può viaggiare nell’infinito
Che è salutare sentire buone parole
Che anche ad essere gentili fa bene alla salute
Che è necessario sognare
Che si può essere bambini tutta la vita
Che il nostro essere è libero
Che Dio non vieta nulla in nome dell’amore
Che giudicarsi non è importante quando realmente importa è la pace interiore
E finalmente ho appreso… che non si può morire per imparare a vivere.
William Shakespeare

Il pascolo

Ecco quando uno guarda questo video cosa può pensare? Mi si rivoluziona tutto il pensiero, l’immaginario che ho delle mucche, animali grandi, lenti, pensierosi, sempre li a ruminare, quasi tristi e rassegnate, mi ricordano delle anziane matrone di casa con il grembiule davanti intente a fare la maglia… Non so perchè ma quando penso ad una mucca è questo che mi viene in mente. Oltre al fatto che queste povere bestie sono sfruttate, umiliate, torturate e infine uccise dall’uomo che le usa per produrre il latte prima e la carne dopo. Ma poi vedi questo video e pensi.. ma allora non sono così le mucche! Non sono lente e noiose, queste 25 mucche sono state rinchiuse per due anni dentro una stalla per essere munte fino alla fine e poi smaltite nei mattatoi… ma guardate invece cosa succede quando il padrone decide di non “smaltire” queste “signore” dall’aria austera e seria…. Ma che bello vederle correre, sgambettare, saltellare come dei bambini gioiosi che vedono per la prima volta un parco giochi!!! Alcune si strofinano il muso sull’erba come per imprimersi quell’odore quella sensazione di morbido, altre saltellano proprio a 4 zampe sembrano cuccioli di terrier che giocano!!! Questo video mi fa sorridere e commuovere, e a voi? Quali sensazioni trasmette?


 


http://www.eticamente.net

martedì 5 novembre 2013

Super Sohrab


The Adventures of Super Sohrab from Sohrab Kashani on Vimeo.


Non è solo la versione iraniana di Supeman, ma è qualcosa di più. Sohrab Kashani, che veste i panni di Super Sohrab, un eroe mascherato simbolo della protesta degli artisti in Iran, a cui sono state tagliate le ali, anche a causa delle restrinzioni imposte da Usa ed Europa. «Nella vita sono un uomo normale, lavo i piatti, cucino e vado su facebook. Ora mi sento un pò isolato». La censura e i problemi economici sono alla base di questa protesta, con Sohrab che avrebbe dovuto partecipare ad un convegno sul tema a New York, ma alla fine non è potuto volare negli States a causa del ritardo nell'accettare il suo visto da parte delle autorità americane. Un collega del supereroe, uno storico dell'arte, è intervenuto via Skype al medesimo convegno, presentando piattaforma Sazmanab for Contemporary Arts: un contenitore che ospita mostre, conferenze e lancia artisti indipendenti. Nel suo discorso traspariva tutta la frustrazione degli artisti: «Non abbiamo i fondi per acquistare le attrezzature basilari. Molti di noi hanno dovuto lasciare il lavoro».
Globalist.it

"Vi racconto perché ho scelto l'Islam"

Una ragazza italiana come tante. Che si converte e decide di velarsi da capo a piedi. La sua è una scelta che turba. Tutti salvo lei.

È una ragazza come tante, o un po’ più brillante di altre. Studi prima umanistici poi scientifici, ottimi voti, in tasca il sogno di dedicarsi, dopo la laurea in biotecnologia, alla ricerca di nuovi farmaci per debellare micidiali malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson. Fino a qualche anno fa indossava sempre i jeans. Certo, un’avvisaglia l’aveva data: i pantaloni si accompagnavano sempre a una tunica appena sopra il ginocchio e a un foulard. E poi? «Poi c’è stata l’acquisizione di una nuova scienza», dice lei sorridendo. Perché lei, Fatima-Giulia, sorride molto. È allegra e anche molto precisa, quando si racconta.

Andiamo all’inizio della storia. Quella dell’intervista alla “sposa in niqab” comincia con un tuffo al cuore. Vederla completamente coperta da strati di tessuto nero (il bianco era soltanto per il matrimonio), niente bocca, naso, occhi, solo mani - comunque guantate - e la sua voce portatrice di sole, non lascia indifferenti. Per lo sguardo cancellato, e ancora di più per la vivacità giovanile che si fa largo da sotto la coltre che oscura. Appena scoperto il viso (in casa, e davanti a una donna, può) svela una bellezza inattesa. E subito spiega, come mossa da un’urgenza ideologica, il suo “errore”: quel foulard colorato che ha portato per anni era una devianza. Il khimar, invece, che pudicamente cela anche le spalle, e il seno, e che ha colori più scuri, è la cosa giusta. Molto meglio il niqab, però.

Cominciamo dalla conversione di Giulia. È arrivata a Milano da Napoli all’età di cinque anni. Ora, che di anni ne ha 24, è al suo settimo Ramadan. Tutto ha avuto inizio con un quadro, racconta. Era il 2005, Giulia aveva un ragazzo al Sud, ogni visita alla famiglia di lui era una festa. Tra i parenti c’era un nonno che viaggiava moltissimo. Solo viaggi religiosi però, e da visite a sinagoghe, moschee, chiese portava a casa una quantità di statue, immagini di santi, quadri. Fu uno di questi ad affascinarla. Il ritorno a casa Giulia lo fece con una tela sotto il braccio. Rappresentava una strana costruzione, non che le interessasse cosa o dove fosse, infatti non lo chiese, ma era «un sogno di bellezza», dice.

Seconda scena, interno giorno, a tavola con i genitori e la sorella, tv accesa in sottofondo. Sullo schermo passa un’immagine della Mecca. Lei riconosce il soggetto del suo quadro: è la Ka’ba. Ecco, tutto ha inizio da qui. Piccole cose, accadimenti che fanno prendere alla vita di un’adolescente una piega inattesa e complicata. Il terzo passo, racconta, è Internet.

Fece una ricerca, Giulia, complice Google, e arrivò alla Pietra Nera, all’Islam e a Jusuf Estes, predicatore, americano e convertito, che arringa le folle dal pulpito virtuale della Rete. Così Giulia è diventata Fatima anche grazie a YouTube, cosa che un po’ stupisce anche lei. «Il 14 settembre 2007 feci testimonianza, la “shahada”. Da sola, nella mia cameretta: è così che entro nell’Islam». Fa proprio tutto da sola, Giulia, non ci sono sheik o uomini dietro la sua scelta. Nessuno ha voluto sottometterla o cancellarne l’identità con un simbolo di sottomissione. E in famiglia come è andata? «Molto male. Erano tutti contro».

Inizia a frequentare la moschea, a cercare altri musulmani. La prima frase della madre sull’argomento è categorica: «Nella stessa casa, due religioni non ci possono stare». Ma un “fratello” egiziano le aveva regalato una copia del Corano: il suo primo contatto con il testo. «Roba da non credere. Iniziai a tremare, a sudare. Ci provo domani a leggerlo, mi dicevo. Era impossibile andare avanti, pronunciare quelle frasi». Dopo qualche giorno però ci riesce. Gli effetti collaterali non si limitano all’anatema di mamma e alla guerra in famiglia, si manifestano anche sul lavoro. Lei, che per pagarsi gli studi lavora come segretaria part-time, da un giorno all’altro passa in ufficio dalla minigonna («Ero, anzi sono, molto vanitosa») a pantaloni, camicione e foulard. «Sarai sottomessa per tutta la vita», le dice il suo datore di lavoro. E non le rinnova il contratto.

Il passaggio dal foulard al niqab è la seconda parte della storia. Quella che comincia con un altro viaggio, in Slovenia insieme a un gruppo di amiche. Tutte musulmane. Lì conobbe le “munakabattan”, ragazze che avevano scelto la copertura totale del corpo. Ore con loro a chiacchierare in inglese (erano italiane, bosniache, slovene, cecoslovacche), finché, dice, «accadde»: qualcosa che descrive come simile a un’illuminazione. Ore emozionanti, di analisi e interpretazioni dei testi. «Pensare che poco tempo prima, come italiana convertita all’Islam, ero stata invitata a un talk show in tv e lì il niqab l’avevo attaccato duramente. Poi ho riflettuto, ho studiato. Faccio riferimento a un versetto del Corano che dice: “Le donne lascino scendere il velo fino ai loro petti”. Così è stato interpretato da Shaik Ibnu Tamiyya». Spiega anche che è accaduto sette secoli fa.

Ma davvero è così importante, il modo in cui si appare? «Il Profeta dice che l’Islam non è solo una questione interiore, ma anche esteriore». E per lei cos’è? «Non esprimo la mia opinione, ma riporto il Corano, nell’interpretazione degli Ulema. L’Islam è un codice di comportamento universale che riguarda tutti gli aspetti: sociali, politici, morali». È ferrea nelle sue convinzioni e dottrinale, Giulia.

Dopo il licenziamento, intanto, aveva trovato lavoro in un call center. Quattro anni di turni serali: tre con tunica, pantaloni e foulard, uno con il niqab. Col suo capo, che questa volta era una donna, il colloquio era andato più o meno così: «Da domani intendo coprirmi il viso». «In che senso?». E lei, velandosi: «In questo modo». Risposta: «Ognuno è libero di fare quello che gli pare». Reazione dei colleghi? «Erano tutti sconvolti. “Sono Giulia”, ho detto entrando nella stanza il primo giorno, e ho sorriso». Ma il sorriso non si vede. «Però si sente!».

Siccome è pragmatica, ma soprattutto visto che il futuro marito, nonostante sia marocchino e musulmano, si preoccupava moltissimo per la sua scelta, prima di indossare il niqab ha fatto molte prove. Al supermercato, alla posta, sempre seguita a debita distanza da lui, pronto a intervenire in caso di problemi. Ha subito discriminazioni? «Certo, del tipo: “Lei qui non può entrare”». Ma lei non si scompone e chiede quale sia la legge che lo vieta.

In effetti in Italia una legge non c’è: quella proposta nel 2011 da Suad Sbai, marocchina e senatrice del Pdl, si è arenata alla Camera. L’iter che aveva portato a redigerla aveva visto una raccolta di firme e un’inedita collaborazione trans-partitica. Sulle stesse posizioni di Sbai è la giornalista del quotidiano “il manifesto” Giuliana Sgrena, autrice del libro “Il prezzo del velo”, che stigmatizza la strumentalizzazione dell’Islam (il chador, indossato in Iran per manifestare il sostegno all’abbattimento dello shah, si è trasformato in una gabbia, dice) e il relativismo culturale sul tema espresso anche dai movimenti femministi.

Intanto, visto che può farlo, Giulia-Fatima vive come sempre, tra casa, università e lavoro. In mezzo lunghi percorsi su treni, tram, metrò, dove tenta di fare capire che non è una creatura aliena. Brutte esperienze solo una, quando un autista la fece scendere dall’autobus, accompagnata dall’invito - corale - a tornarsene a casa sua.

Non le manca la possibilità di parlare con lo sguardo? La risposta è ovvia: no. Intanto la sorella l’ha seguita nell’Islam, due anni fa anche la madre, ma nessuna delle due si vela. Il padre è ancora incerto, per ora resta legato al suo monoteismo d’origine. «Anche se ieri mi ha detto Salam Aleikum!». Sa però che lui è dotato d’una buona dose d’ironia: quando mamma dava di matto la rintuzzava, «Lasciala stare, ora che si copre è più carina».

In realtà, Fatima ha la fortuna di essere bella. «Forse mio padre parlava di bellezza interiore», azzarda. Che comunque con gli uomini rivendica un rapporto di assoluta indipendenza: «A casa mia comando io». E suo marito non si arrabbia? «No, è succube», ironizza lei.

Quando ha deciso di coprirsi totalmente, lui, musulmano, ne è rimasto scioccato. Non l’ha ostacolata, però, perché sa che Fatima non cede mai: «Dice il Profeta: non cercare di cambiare la donna, lasciale fare ciò che vuole».
Nessun ripensamento, mai? La risposta è ancora no. E la gioia di tuffarsi in mare? «Ma io posso farlo. In un lido per donne». In uno misto mai? «C’è il burkini». Ma c’è da scommettere che non lo indossa. «Infatti. È un’innovazione». E il piacere della seduzione? «Mio marito l’ho sedotto!». E il divorzio? «È lecito. La donna non è proprietà di nessuno».