sabato 31 maggio 2014

Amore

"L'amore spezzava i cuore e lo guariva. Amore voleva dire fraintendimenti, fiducia, promesse che diventavano speranze per il futuro. L'amore era ritmo, suono, riverbero. L'amore era sciocco e goffo, aggressivo e semplice, e possedeva tante qualità che era inutile sperare di poterle esprimere tutte a parole. L'amore era essere" (cit.)

....ma a volte l'amore lo si è soltanto immaginato

venerdì 30 maggio 2014

Io sto con la sposa

Tremila chilometri, cinque passaggi di frontiera (dall'Italia alla Francia, passando per il Lussemburgo, la Germania, la Danimarca e infine l'arrivo in Svezia) e nessun controllo. Le rotte percorse dai protagonisti del film-documentario "Io sto con la sposa" sono le stesse che abitualmente battono i contrabbandieri per portare i profughi, che arrivano nel nostro paese, nel Nord Europa. Viaggi che costano ai migranti anche mille euro, senza la garanzia di arrivare a destinazione, e che spesso si interrompono al primo controllo di polizia. Ma per il finto corteo nuziale che ha portato a Stoccolma cinque palestinesi siriani, il problema di dover esibire i documenti non c'è stato. 

"Nessuno ci ha fermato durante il viaggio - racconta Gabriele Del Grande, uno degli autori del film - ogni tanto incrociavamo una pattuglia di polizia, ma più che chiederci i documenti ci faceva gli auguri per il matrimonio". Ma il piano per arrivare fino alla punta estrema dell'Europa era ben studiato. Per realizzare il documentario, infatti, i tre registi (oltre a Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry) hanno raccolto le testimonianze dei tanti migranti, in particolare siriani e palestinesi, arrivati dallo scorso anno in Italia e che hanno già fatto il viaggio verso la Svezia, mettendo il loro destino nelle mani dei trafficanti. "Fino al 2013 di siriani a Lampedusa non ne erano mai arrivati - racconta Del Grande, autore anche blog Fortress Europe -ma dopo lo scoppio della guerra sono in tanti quelli che hanno deciso di imbarcarsi verso l'Italia, che per loro è però solo un paese di transito. L'obiettivo infatti è il nord Europa, non a caso la maggior parte di loro si trova in Germania e in Svezia. Ma il flusso di immigrazione parte da Milano, considerata la vera porta dell'Europa, perché qui ci sono i contrabbandieri che gli assicurano di arrivare a destinazione". 

Un contrabbando che negli ultimi tempi ha allertato paesi di confine, come la Svizzera e l'Austria, più rigidi nei controlli rispetto alle altre nazione europee. "Prima per i migranti era più facile andare al nord- aggiunge Del grande - se riuscivano a non farsi prendere le impronte digitali, prendevano semplicemente un treno alla stazione e arrivavano dove volevano. Ma ormai non è più possibile, perché sui mezzi di trasporto i controlli sono aumentati. Una situazione che, di contro, favorisce il contrabbando. Non avendo un mezzo proprio, infatti, queste persone non possono che affidarsi ai trafficanti, pagando cifre anche molto alte. Ma di fatto come abbiamo dimostrato non ci sono controlli seri, l'Europa è più aperta nei fatti di quanto si creda". 

Ed è proprio il viaggio dei contrabbandieri che i protagonisti del film hanno voluto replicare. "Dalle nostre informazioni sapevamo che era più facile farla franca facendo il giro largo, passando cioè per il Lussemburgo e la Germania - aggiunge l'autore - Ed è così che abbiano fatto: siamo andati in macchina fino a Ventimiglia, abbiamo poi passato a piedi il passo della morte per risalire in auto e dirigerci verso Marsiglia per poi passare le frontiere di Lussemburgo e Germania". Un passaggio raccontato nel secondo estratto del film reso noto dagli autori. Qui si vede l'intero corteo che a Nancy, in un'area di sosta decide la strategia per passare clandestinamente il confine tedesco. Si decide allora che una macchina, con solo italiani a bordo, andrà avanti. E' la cosiddetta "autosonda" che viaggia con mezz'ora di anticipo sul resto del gruppo e verifica che non ci siano posti di blocco. In caso di rischio avverte gli altri. "E' la stessa tecnica che usano i trafficanti - spiega Del Grande -. Ma al passaggio di frontiera, noi che trafficanti non siamo, eravamo tutti molto tesi perché sapevamo che i rischio era alto: per i profughi di essere rimandati indietro, senza più la possibilità di varcare i confini. Per noi invece di finire in galera, con l'accusa di essere dei contrabbandieri". Nel breve filmato reso noto dagli autori, si vede anche il piccolo Manar dare consigli su come beffare i poliziotti. Nonostante abbia solo dodici anni, infatti, ha già intrapreso una volta un viaggio fallimentare con i contrabbandieri verso la Svezia insieme a suo padre. "È meglio che uno degli arabi non stia dietro al'autista - suggerisce- perché la polizia non va da chi è seduto accanto al guidatore ma chiede direttamente a chi sta dietro. E se lì c'è uno che parla italiano non controllano tutti". Consiglio accettato dalla troupe che schernisce il giovane rapper: "ragioni proprio come un contrabbandiere, hai un futuro", gli dicono in coro. 

Da Nancy a Malmo il viaggio del corteo fila liscio. Dopo aver attraversato il Lussemburgo i 23 partecipanti al corteo arrivano a Bochum, in una vecchia cascina di campagna in Germania, dove ad aspettarli c'è un poeta siriano amico di uno degli autori, Khaled Soliman Al Nassiry. La serata, spezzata la tensione del viaggio, continua tra racconti, letture di poesie e canti. Il corteo riparte poi il giorno seguente in direzione Copenaghen, dove con un treno, i finti sposi e i relativi invitati, raggiungono la meta: la Svezia. "Arrivati a Malmo ci siamo sciolti tutti in abbracci e pianti liberatori, - racconta ancora Del Grande - E' incredibile come si sia creato uno spirito di condivisione così forte anche a fronte di un rischio per tutti molto alto. Ma forse è proprio questo rischio che ci ha unito, in un rapporto di fiducia quasi inspiegabile, ma che al tempo stesso ci ha permesso di realizzare questo progetto così importante". Io sto con la sposa è un film totalmente autoprodotto. Per sostenere il progetto gli autori hanno lanciato un crowdfunding e in una settimana hanno già raccolto 24.500 euro grazie all'aiuto di 800 donatori. I soldi raccolti finora serviranno a coprire le spese di viaggio, il noleggio di 3 telecamere Canon, ottiche, radiomicrofoni e il salario dell'intera troupe. 





(Globalist.it)

giovedì 29 maggio 2014

Lo starter dei tumori

Scoperto lo starter delle cellule tumorali: è un insieme di segnali che controlla la loro corsa verso i tessuti che le circondano, per invaderli e creare metastasi. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Cell Biology, si deve al gruppo dell'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York, coordinato da Louis Hodgson.

E' un risultato che permette di capire il primo evento molecolare all'origine delle metastasi. Per migrare dal tumore primario, una cellula cancerosa deve prima 'sfondare' il tessuto connettivo circostante, formando come dei piccoli 'piedi', delle protrusioni dette invadopodia, che usa per compiere la propria invasione. Le invadopodia rilasciano degli enzimi che degradano il tessuto circostante, mentre le altre protrusioni tirano la cellula tumorale, come la locomotiva con il treno. Con questo meccanismo le cellule riescono a viaggiare dal tumore nel flusso sanguigno, raggiungendo altre parti del corpo distanti.

''Sapevamo che le invadopodia erano guidate da filamenti di proteine, l'actina - spiega Hodgson - ma non era chiaro che cosa regolasse esattamente l'actina in queste protrusioni''. Altri studi avevano ipotizzato che la proteina Rac1 avesse un ruolo in questo processo. Quando i suoi livelli erano elevati, le cellule tumorali erano infatti più invasive. Ma finora si era riusciti solo a dedurre questo processo, non ad osservarlo direttamente.

Così i ricercatori hanno ideato una proteina-biosensore fluorescente che ha rivelato esattamente quando e dove Rac1 è attivata nelle cellule del cancro. Con questo biosensore nelle cellule tumorali del seno di roditori ed esseri umani, gli studiosi hanno visto che quando la protrusione si forma e si attiva per degradare il tessuto circostante, i suoi livelli di Rac1 sono bassi. Invece, quando l'Rca1 è elevato, l'invapodium scompare. 
''Inibitori dell'Rac1 sono stati sviluppati - conclude Hodgson - ma non sono abbastanza sicuri. Rac1 serve anche alle cellule sane. Bisogna spegnere questi segnali solo nelle cellule tumorali''. (Ansa.it)

lunedì 26 maggio 2014

Borussia Dortmund contro i nazisti,

Un crescente e preoccupante sentimento nazista in Germania, sta dilagando anche all'interno della curva del Borussia Dortmund. La società giallonera ha così pensato ad uno spot che lanciasse un messaggio preciso: "Calcio e nazisti non si mescolano bene insieme”. Nel video si vede un ipotetico allenatore nazista, dalle sembianze particolarmente vicine a quelle di Hitler, che impartisce ordini ai giocatori i quali giocano in maniera goffa. La sequenza di errori e strafalcioni è lunga e divertente e termina con il neo-Hitler con la faccia nel fango e un pastore tedesco che addenta il pallone.

domenica 25 maggio 2014

LA PRIMA VOLTA CHE SONO MORTO

È così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”,
non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio, e nemmeno l’inferno.
Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento
dove si impara ad amare al vita in ogni singolo momento.
Il pomeriggio passeggio con Chaplin, poi gioco a briscola con Pertini,
e stasera si va tutti al cinema, c’è il nuovo film di Pasolini!
Ieri per caso ho incontrato mio nonno, che un tempo ha fatto il partigiano,
mi ha chiesto: “L’avete cambiato il mondo?”
Nonno… lascia stare, dai …ti offro un gelato!



SIMONE CRISTICCHI, LA PRIMA VOLTA CHE SONO MORTO

mercoledì 21 maggio 2014

Skylock




Da Velo Labs giunge un nuova soluzione per mettere in sicurezza non solo la propria bicicletta, ma anche il ciclista stesso. Parliamo di Skylock, il lucchetto "smart", costruito rispettando, secondo il produttore, gli standard militari, in modo da garantire una notevole robustezza e resistenza. Il lucchetto è dotato di connettività Wi-Fi e Bluetooth, ed è progettato per comunicare con il proprio smartphone, tramite un'apposita applicazione. L'alimentazione viene fornita da un pannello solare integrato: di conseguenza la ricarica non dovrebbe mai costituire un problema. L'utilizzo può essere impostato manualmente dal proprio telefono, attivando o disattivando la chiusura. E' comunque possibile lasciare tutto in automatico: Skylock provvederà a chiudere il lucchetto appena l'utente si allontana, provvedendo a riaprirlo non appena ci si avvicina nuovamente. Se però non di dispone di smartphone (ad esempio nel caso di sia esaurita la batteria), si può comunque utilizzare il lucchetto, immettendo la combinazione tramite i tasti capacitivi. Le funzioni più interessanti riguardano le misure di sicurezza: per quanto riguarda il proprio mezzo a due ruote, Skylock è in grado di notificare eventuali tentativi di furto. Grazie ai sensori di movimento, Skylock percepisce se la bicicletta viene mossa, e nel caso in cui non sia il proprietario a farlo, provvederà ad inviare automaticamente una notifica di allarme. Come dicevamo in apertura, il lucchetto non è progettato per garantire solamente la sicurezza del mezzo, ma anche quella del ciclista. I sensori di movimento possono essere utilizzati anche in sinergia con quelli dello smartphone, per capire se è avvenuto un incidente: nel caso in cui l'utente non "risponda" (ovvero non venga registrato movimento), oltre un tempo prefissato, Skylock potrà inviare un messaggio di allarme, in modo da richiamare i soccorsi. Il lucchetto è attualmente oggetto di una campagna di corwdfunding: con 139 dollari si può pre-ordinare una delle prime unità, con il lancio previsto per l'inizio del 2015 (il prezzo pieno sarà di 249 dollari)
Fonte: altadefinizione.hdblog.it/

lunedì 19 maggio 2014

Diario Skuola

Gli studenti già da tempo utilizzano lo Smartphone come strumento scolastico in sostituzione di prodotti vecchio stile come i bigini, formulari, diari e quaderni. Lo dimostra il successo di applicazioni dedicate come quella del portale Skuola.net, campione di download con oltre 260.000 installazioni su piattaforma iOs e Android. Ma anche una recente ricerca svolta sempre da Skuola.net, secondo cui negli ultimi anni di scuola superiore il diario cartaceo perde appeal a favore delle App, che sono lo strumento utilizzato per trascrivere i compiti da 1 studente su 6. 
Skuola.net lancia quindi un’applicazione studiata appositamente per svolgere le funzioni del diario cartaceo con una serie di funzionalità aggiuntive aiuteranno a gestire meglio lo studio e la vita scolastica in generale. L’App Diario Skuola.net è totalmente gratuita e si può trovare in esclusiva sull’App-Shop Amazon dal 12 maggio2014 per Kindle Fire HD, Kindle Fire HDX ma anche per tutti gli Smartphone Android. È possibile installare App-Shop Amazon sul proprio dispositivo dal link http://www.amazon.it/installa-app-shop.
Compiti dimenticati, verifiche in classe ignorate e beata ignoranza sull’orario scolastico sono nemici giurati del 6 in pagella, ma saranno da oggi solo un ricordo. Basterà infatti accedere all’app dal proprio Smartphone per avere tutte le scadenze e gli impegni del quadrimestre a portata di mano. Grazie alla sua interfaccia, queste informazioni che normalmente nei diari cartacei sono sparse su una galassia di pagine, saranno sempre sotto controllo.
I servizi che l’App Diario fornisce soprattutto agli studenti naif, ma anche a coloro che amano avere uno Smartphone sempre aggiornato su tutte le novità più utili, sono molteplici. Scrivere i compiti assegnati giorno per giorno e spuntarli una volta completati è solo la prima e la più classica delle sue funzioni da agenda scolastica. Infatti il sistema di notifiche avverte lo studente quando una scadenza, che sia un compito o un’interrogazione, sta per avvicinarsi. Non solo, permette anche di tenere sotto controllo il proprio andamento scolastico senza sorprese: infatti, tra le altre cose, l’app calcola la media dei voti per materia e tiene conto dei i giorni di assenza, per evitare di superare il fatidico limite di 50 giorni che determinano la bocciatura.
Così anche i compiti per casa possono diventare social e mandare in pensione le classiche telefonate al compagno di classe in caso di assenza. Non potevano mancare infatti le funzionalità di condivisione dei compiti con i propri compagni attraverso sms e i principali mezzi di socialità (Whatsapp, Facebook Messanger, Email, Skype, Twitter).
Insomma anche stavolta Skuola.net dà una mano agli studenti con un prodotto utile e concreto, che oltre ad essere gratis permetterà di risparmiare sull’acquisto della tradizionale agenda cartacea, il cui costo può arrivare ogni anno fino a 20 euro per le versioni full optional. (Ansa.it)

domenica 18 maggio 2014

Estate: a Bibione stop fumo in spiaggia

 Estate senza fumo sulla battigia della spiaggia di Bibione. Dopo tre anni di sperimentazione, Bibione sarà una «spiaggia libera dal fumo», mentre sotto gli ombrelloni sarà possibile fumare. Il progetto «Respira il Mare», che sarà presentato il 29 maggio, è nato per volontà dell'amministrazione comunale di San Michele al Tagliamento - di cui Bibione fa parte -, con la collaborazione di Bibione Spiaggia, Asvo, Bibione Live Consorzio di Promozione Turistica e le Associazioni di Categoria e il sostegno dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Ministero della Salute, Regione Veneto, Istituto Nazionale Tumori e Asl 10. «Non si tratta assolutamente di un progetto contro i fumatori - spiega il sindaco Pasqualino Codognotto -, ma una scelta in favore dell'ambiente, dei tantissimi bambini che da sempre giocano con la sabbia in riva al mare e degli amanti delle lunghe passeggiate ossigenanti». «Bibione - rileva Vania Prataviera, presidente di Bibione Spiaggia - è una località con una spiaggia meravigliosa e una natura di grande pregio che meritano di essere tutelate, anche con decisioni inusuali. Non siamo proibizionisti, chiediamo solo di aiutarci a far stare bene tutti i nostri ospiti, con un gesto di attenzione che, siamo certi, gratificherà anche coloro che fumano». Azioni di sensibilizzazione sono state attivate da Bibione Spiaggia con materiale informativo, mentre è stato aumentato il numero dei posaceneri da collocare lungo la spiaggia, installati un cartello che indica l'inizio della no smoking area e contenitori trasparenti per la raccolta dei mozziconi da parte di bagnini e turisti. Il 27% dei rifiuti raccolti in spiaggia è finora rappresentato da mozziconi di sigarette. Non ci sarà la caccia al trasgressore, ma le sanzioni sono previste dal regolamento comunale: «siamo certi che turisti non mancheranno di dimostrare il proprio senso civico» conclude Codognotto.

sabato 17 maggio 2014

Esposizione a fumi e solventi

 Il cervello non recupera mai pienamente dopo l'esposizione a vernici, colla o fumi sgrassanti. A rivelarlo, un nuovo studio condotto da Erika L. Sabbath e colleghi dell'Harvard School of Public Health di Boston e pubblicato sulla rivistaNeurology, giornale dellaAmerican Academy of Neurology. Gli scienziati hanno condotto studi su 2143 pensionati di età media di 66 anni che, per motivi di lavoro, erano stati esposti a vernici, colle e fumi sgrassanti. 

''Le nostre scoperte - ha commentato Sabbath - sono particolarmente importanti perché l'esposizione a solventi é molto comune, anche in paesi industrializzati come gli Stati Uniti. I solventi rappresentano un rischio reale per il presente e il futuro della salute cognitiva dei lavoratori''. 

I ricercatori hanno valutato la durata dell'esposizione dei lavoratori ai solventi clorurati, ai solventi derivati a a dal petrolio e al benzene. I risultati di test cognitivi hanno mostrato che i lavoratori con alta e recente esposizione a solventi erano a maggior rischio per deficit di memoria e ragionamento. Per esempio, quelli con alta e recente esposizione a solventi clorurati avevano il 65 per cento di probabilità in piu' di avere punteggi bassi nei test di memoria e di attenzione visiva. In generale, il 59 per cento del campione aveva deficit in 3 su otto prove, il 23 per ceno in 4-5 e solo il 18 per cento non aveva punteggi più bassi della norma.

(Repubblica.it)

venerdì 16 maggio 2014

Camille Lepage

Camille Lepage ha ottenuto il suo diploma in giornalismo all’Università inglese di Southampton neanche due anni fa, ed subito è partita per l’Africa. Prima il Sud Sudan, poi la Repubblica Centrafricana. «Non posso sopportare che certe tragedie passino sotto silenzio semplicemente perché nessuno riesce a tirare fuori soldi da queste storie — aveva detto lo scorso ottobre in un’intervista al blog di fotografia PetaPixel —. Ho deciso di dedicarmi io stessa a fare un po’ di luce, costi quel che costi». La 26enne fotoreporter francese è stata assassinata, ha annunciato ieri sera il presidente François Hollande. Il suo corpo è stato trovato in Centrafrica, nella regione di Bouar, dai soldati francesi della missione Sangaris che avevano fermato un’auto dei miliziani cristiani «anti balaka». Camille Lepage da alcune settimane viaggiava con gli «anti balaka» per raccontare degli scontri con i combattenti musulmani «seleka».
 È morta durante una delle violente sparatorie degli ultimi giorni. È un paradosso crudele, per Camille innanzitutto, che la Repubblica Centrafricana torni all’attenzione dell’Europa grazie alla sua morte, più che in virtù degli eventi spaventosi che lei voleva denunciare: per esempio le 13 persone rinchiuse in una casa e bruciate vive, sabato scorso a Dissikou. Ma la fotoreporter ha comunque svolto un lavoro eccezionale che è stato apprezzato, comprato e pubblicato da alcuni tra i più grandi media del mondo. Camille Lepage voleva fare un po’ di luce e ci è riuscita immediatamente, anche se era appena agli inizi della professione. «Aveva una vera vocazione, voleva raccontare le sofferenze della popolazioni di cui non si parla e che sono in pericolo», ha raccontato ieri sera la madre Maryvonne Lepage alla radio Rtl, senza piangere, poco dopo la notizia dell’uccisione. «Sapevo che correva dei rischi. Tutti i giorni avevo paura, ma mi dicevo che dovevo abituarmi. Una madre deve lasciare che i figli seguano la loro strada, non potevo fare altro che sostenerla. Si spera sempre che non succeda, ma adesso Camille fa parte delle centinaia di giornalisti uccisi ogni anno. L’inchiesta domandata dal governo francese? Non mi importa, quel che so è che mia figlia non c’è più». Nel novembre 2013 due reporter di Radio France International, Ghislaine Dupont e Claude Verlon, sono stati rapiti e assassinati a Kidal, in Mali. Altri due giornalisti francesi, Yves Debay e Olivier Voisin, erano stati uccisi all’inizio del 2013 in Siria. Secondo Reporters sans frontières, sono 31 i giornalisti assassinati dall’inizio del 2014. L’intervento francese nella Repubblica Centrafricana è stato deciso dal presidente Hollande nel novembre scorso per scongiurare un genocidio che sembrava imminente. Il crollo definitivo di uno Stato che è sempre rimasto debole, dalla decolonizzazione dell’imperatore Bokassa in poi, ha provocato una serie di stragi interetniche e interreligiose. Dopo la missione in Mali, di contrasto ai terroristi islamici di Aqmi, la Francia ha proseguito con la sua politica interventista: criticata da molti come espressione dei soliti riflessi neocolonialisti, difesa da altri perché è riuscita a limitare almeno la dimensione dei massacri. Le truppe francesi dell’operazione Sangaris cercano di difendere la popolazione civile dai «seleka» in prevalenza musulmani, sbandati e sconfitti, ma anche dalla vendetta delle milizie cristiane, dette «anti balaka» perché si oppongono ai machete (balaka in lingua sango) dei musulmani. «Camille scattava foto, pensava di fare il suo dovere ed è senza dubbio caduta in una trappola — ha detto il presidente Hollande in una pausa della sua visita a Tbilisi, in Georgia —. C’è ancora un’enorme violenza in Centrafrica. Per fortuna le truppe francesi sono sul posto. Altrimenti sarebbe una carneficina». (27esimaora.corriere.it/)

giovedì 15 maggio 2014

Tumore seno, "Attenzione a queste sostanze"

Gli scienziati americani hanno individuato le sostanze chimiche più cancerogene presenti nell'ambiente quotidiano che le donne dovrebbero evitare per ridurre il rischio di contrarre il cancro del seno.

La ricerca, pubblicata oggi dalla rivista Environmental Health Perspectives, elenca le 17 sostanze chimiche da evitare e offre consigli alle donne su come limitare la loro esposizione. Si tratta di prodotti chimici come benzina, gasolio e altre sostanze emesse dalle autovetture, così come di ignifughi, tessuti antimacchia, solventi, vernici e derivati di disinfettanti utilizzati nel trattamento dell'acqua potabile.

"Questa ricerca offre una roadmap per la prevenzione del cancro al seno identificando prodotti chimici a cui le donne sono più spesso esposte e mostra anche come misurare tale esposizione - ha spiegatol'autore dello studio, Ruthann Rudel, direttore della ricerca al Silent Spring Institute del Massachusetts - queste informazioni indirizzeranno le iniziative volte a ridurre l'esposizione ai prodotti chimici legati al cancro al seno e aiuteranno i ricercatori a studiarne gli effetti sulle donne".

Il tumore al seno è la seconda causa di morte per cancro nelle donne degli Stati Uniti, con una stima di 40.000 casi di decesso nel 2014, secondo l'Istituto nazionale del cancro. (Repubblica.it)

mercoledì 14 maggio 2014

Sui treni

Sui treni, per salvarsi, per fermare la perversa rotazione di quel mondo che li martellava di là dal vetro, e per schivare la paura, e per non farsi risucchiare dalla vertigine della velocità che certo doveva continuamente bussargli nel cervello quanto meno nella forma di quel mondo che strisciava di là dal vetro in forme mai viste prima, meravigliose certo, ma impossibili perché il solo concederglisi per un attimo istantaneamente rimetteva in corsa la paura, e di conseguenza quell’ansia densa e informe che cristallizzata in pensiero si rivelava a tutti gli effetti nient’altro che il sordo pensiero della morte – sui treni, per salvarsi, presero l’abitudine di consegnarsi a un gesto meticoloso, una prassi peraltro consigliata dagli stessi medici e da insigni studiosi, una minuscola strategia di difesa, ovvia ma geniale, un piccolo gesto esatto, e splendido.
Sui treni, per salvarsi, leggevano.
Linimento perfetto. La fissa esattezza della scrittura come sutura di un terrore. L’occhio che trova nei minuscoli tornanti dettati dalle righe la nitida scorciatoia per sfuggire all’indistinto flusso di immagini imposto dal finestrino. Vendevano, nelle stazioni, delle apposite lampade, lampade per la lettura. Si reggevano con una mano, descrivevano un intimo cono di luce da fissare sulla pagina aperta. Bisogna immaginarselo. Un treno in corsa furibonda su due lame di ferro, e dentro il treno un angolo di magica immobilità ritagliato minuziosamente dal compasso di una fiammella. La velocità del treno e la fissità del libro illuminato. L’eternamente cangiante multiformità del mondo intorno e l’impietrto microcosmo di un occhio che legge. Come un nòcciolo di silenzio nel cuore di un boato. Non fosse storia vera, vera storia, si potrebbe pensare: non è che la bellezza di un’esatta metafora. Nel senso che forse, . sempre, e per tutti, altro non è mai, léggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall’incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vile – gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo – le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri – la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima. Questo è importante, e sempre bisognerà ricordarlo, e tramandarlo, di volta in volta, da malato a malato, come un segreto, il segreto, che non sfumi mai nella rinuncia di nessuno o nella forza di nessuno, che sopravviva sempre nella memoria di almeno un’anima sfinita e lì suoni come un verdetto capace di far tacere chicchessia: léggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura – un libro che inizia. Così che, insieme a migliaia di altre cose, cappelli, animali, ambizioni, valigie, soldi, lettere d’amore, malattie, bottiglie armi, ricordi, stivali, occhiali, pellicce, risate, sguardi, tristezze, famiglie, giocattoli, sottovesti, specchi, odori, lacrime, guanti, rumori – insieme a quelle migliaia di cose che già sollevavano da terra e lanciate, vano a velocità prodigiosa quei treni che rigavano avanti e indietro il mondo come ferite fumanti si portavano dentro anche la solitudine impagabile di quel segreto: l’arte di leggere. Tutti quei libri aperti, infiniti libri aperti, come finestrelle aperte sul dentro del mondo, seminate su un proiettile che offriva allo sguardo, solo si avesse avuto il coraggio di alzarlo, lo sfavillante spettacolo del mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Alla fine finisce così, che in un modo o nell’altro, ancora una volta, si sceglie il dentro del mondo, mentre tutt’intorno ti sferraglia la tentazione di farla finita una buona volta e di rischiare a vederlo questo mondo di fuori, cosa sarà mai possibile che sia davvero così pauroso, possibile che non se ne andrà mai questa vigliacca paura di morire, di morire, morire, morire, morire, morire, morire?
Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia

martedì 13 maggio 2014

Binari senza tempo

Imminente riapertura all'esercizio turistico della spettacolare linea Sulmona- Castel di Sangro. Tutto è quasi pronto per l'evento inaugurale dei giorni 17 e 18 maggio in cui un treno storico della Fondazione FS si inerpicherà, con turisti e appassionati, verso i monti della Majella. Nelle stazioni saranno predisposti momenti di accoglienza e degustazione di prodotti tipici abruzzesi, curati dal Parco Nazionale della Majella. La linea Sulmona a Castel di Sangro è la seconda ferrovia più alta d'Italia dopo il Brennero- passando per Roccaraso e i boschi della Majella.

lunedì 12 maggio 2014

Ricorso ai pensionati per colmare carenze di know-how

Il gruppo automobilistico tedesco, Daimler, sta richiamando al lavoro un numero crescente di dipendenti pensionati dopo aver accertato la mancanza di know-how su temi specifici come l’informatica e le missioni all’estero. Come annunciato dal capo del personale di Daimler, Wilfried Porth, il Gruppo ha richiamato al lavoro già 100 pensionati nel 2013 e ha creato l’anno scorso un ‘pool di senior’ al quale i pensionati possono registrarsi, elencando le proprie competenze, capacità ed esperienze specifiche e il cui numero di iscritti è già salito a 390. Uno dei casi in cui si è reso necessario l’uso di dipendenti già pensionati è stato il passaggio a un nuovo sistema informatico: «Non avevamo in pratica più nessuno che capiva quello specifico linguaggio informatico», ma anche il varo di nuovi modelli. «Non ci sono in tutte le controllate persone che hanno già organizzato molti lanci», osserva sempre Porth, o l’invio in missione in Paesi come la Cina. 
Daimler non è l’unica ‘big’ tedesca che da qualche tempo fa ricorso ai pensionati per colmare carenze di know-how: come riporta la stampa tedesca, anche Bosch (tecnologia) e Otto Group (retail, vendite per corrispondenza) lo fanno ma, a differenza di queste due società, Daimler non orienta la remunerazione dei ‘senior’ al precedente salario ma piuttosto a compensi giornalieri personalizzati: «Lo facciamo consapevolmente - dice Porth - non si possono confrontare mansioni dirigenziali con attività di consulenza». Il ‘pool di espertì composto da pensionati è, comunque, per ora un regno quasi completamente maschile: infatti, c’è soltanto una donna ogni dieci iscritti.(Corriere.it)

domenica 11 maggio 2014

Piscina vietata agli uomini

Un'ora e mezza per nuotare, chiacchierare e tuffarsi. Un'ora e mezza per far incrociare culture in un luogo che ricreerà la privacy dell'hammam, lontano dagli sguardi maschili. Domenica mattina, dalle 9 alle 10.30 e per le due domeniche a seguire l'entrata alla piscina della Bissuola sarà permessa solo alle donne. Un esperimento, lanciato dalla Polisportiva Bissuola e da Uisp, l'unione italiana sport per tutti, che proverà ad incontrare così le molte donne musulmane residenti nel nostro territorio che in queste tre domeniche potranno entrare in piscina accompagnate esclusivamente dai figli (3 euro il ticket per le donne, ingresso gratuito per i figli). Niente mariti, fratelli, cugini. L'entrata agli uomini non sarà permessa. Con un'eccezione: i figli maschi che potranno però avere al massimo sette anni mentre per le figlie il limite si alza fino a 12. «Avranno a disposizione la prima fascia della mattinata – spiega Ugo Di Mauro, presidente della polisportiva Bissuola – sarà un'occasione per promuovere l'incontro tra culture diverse, per far conoscere donne provenienti da realtà diverse, una via all'integrazione. Se funzionerà la riproporremo anche in futuro». La proposta arriva dall'Uisp, che ha già realizzato un progetto simile a Torino e che ha trovato il consenso dell'assessorato alla cittadinanza delle donne. «A Torino la partecipazione è stata molto intensa – spiega Paolo Perathoner di Uisp – il 50% delle donne che hanno partecipato era torinese. C'è stata una vera integrazione, è stata un'occasione importante che ha aperto la strada a legami e conoscenze, speriamo avvenga la stessa cosa anche qui».
Corriere del veneto

mercoledì 7 maggio 2014

L’auto che non si sporca mai





Lavare l'auto è una noia, per di più costosa... Nissan ha, così, deciso di sperimentare una innovativa vernice che risulta repellente a fango, pioggia e allo sporco che quotidianamente si deposita sulle vetture. Questa tecnologica vernice è stata realizzata per resistere anche alle sostanze oleose e gli ingegneri del Nissan Technical Center Europe hanno deciso di provarla sulla Nissan Note, che diventa, così, la prima vettura al mondo con funzione autopulente.

martedì 6 maggio 2014

Elezioni 2014: Trenitalia, agevolazioni fino al 70% per gli elettori che si spostano in treno

Tariffe speciali con agevolazioni fino al 70%, per chi si sposta con Trenitalia, in occasione delle elezioni europee e amministrative in programma il 25 maggio.
Gli elettori che, tra il 15 maggio e il 4 giugno, raggiungeranno in treno la sede del seggio in cui sono iscritti potranno ottenere, esclusivamente per viaggi di andata e ritorno nel livello Standard dei Frecciarossa e in 2a classe, riduzioni del 70% rispetto al prezzo Base del biglietto dei treni media-lunga percorrenza nazionale (FrecciarossaFrecciargento, Frecciabianca, InterCity,InterCityNotte e Espressi) e servizio cuccette.
Per i treni Regionali è prevista una riduzione del 60% sul prezzo del biglietto.
Gli elettori che rientrano dall’estero potranno usufruire della tariffa “Italian Elector” (viaggi internazionali da/per l’Italia).
I biglietti a tariffa agevolata sono acquistabili, esibendo un documento d’identità e la tessera elettorale, nelle biglietterie e nelle agenzie di viaggio convenzionate.
Ricordiamo che per il viaggio di ritorno è necessaria la timbratura della tessera elettorale che attesta l’avvenuta votazione. Documenti e biglietti devono essere esibiti contestualmente al personale di Trenitalia che effettua i controlli.

lunedì 5 maggio 2014

Cosa e' la fotografia HDR

http://www.fotografiareflex.net/FotografiaHDR_AltaGammaDinamica.html

Interessantissimo questo articolo pubblicato da fotografiareflex.net, sula foto HDR. Un tipo di fotografia che ha preso iede con l'avvento degli smartphone. Ormai moltissimi cellulari top di gamma offrono con la loro fotocamera la possibilità di scattare in modalità Hdr, mentre se ne foste sprovvisti esistono programmi e applicazioni, gratuiti e non, da poter scaricare per sperimentare questa tecnica. Anche in questo caso ci sono più scatti con modalità diverse e il programma stesso rielabora le immagini creandone una unica. Ecco un esempio scattato col mio cell, sprovvisto di modalità Hdr, ma arricchito con l'applicazione Pro HDR Camera scaricato da Play Store di Google.


domenica 4 maggio 2014

'Drive Me'

In Svezia, a Goeteborg, ci sono dieci Volvo che circolano per strada come tutte le altre auto, ma senza che il guidatore debba intervenire sui comandi. È il progetto 'Drive Me', ovvero la sperimentazione sulla guida autonoma lanciata da Volvo alla fine del 2012.

"Questi primi prototipi sono in grado di seguire senza problemi le linee della strada e il flusso dei veicoli, di modulare la velocità e di immettersi nel traffico senza che nessun comando venga impartito dal guidatore - ha dichiarato Erik Coelingh, Responsabile Tecnico di Volvo -. Si tratta di uno step fondamentale nel nostro programma che porterà queste auto a completare l'intero percorso prestabilito in modalità completamente autonoma".

La tecnologia che Volvo sta sviluppando è a tutti gli effetti un pilota automatico che permette al guidatore di delegare totalmente al sistema il controllo del veicolo, ma di tenere comunque sotto controllo tutti i comandi. L'unicità del progetto Drive Me è data dal coinvolgimento di tutti i soggetti interessati dalla guida autonoma a partire da quelli istituzionali, come il legislatore, le autorità dei trasporti e gli amministratori della città, arrivando infine alla casa automobilistica e ai consumatori. Proprio a questi ultimi sono state affidate le prime dieci auto (diventeranno cento nei prossimi mesi), per guidarle nel traffico di tutti i giorni, in un percorso di circa cinquanta chilometri nell'aerea di Goeteborg, che comprende le strade percorse dai pendolari, come le arterie ad alto scorrimento e le autostrade.

"Goeteborg è la dove nascono tutte le Volvo, ora è diventata anche il primo campo di prova al mondo per la guida autonoma in condizioni reali - ha aggiunto Coelingh -. Questo sistema di pilota automatico fornirà tanti dati che spiegheranno i vantaggi della guida autonoma nel miglioramento del traffico cittadino e il ruolo chiave che potrà avere nella mobilità del futuro".(Ansa.it)

venerdì 2 maggio 2014

Defibrillatori pronti per l’uso

Teche verdi con il simbolo del cuore. All’interno ci sono dei defibrillatori, che si possono utilizzare in caso di emergenza per salvare la vita di chi è colto all’improvviso, sulla pubblica via, da un infarto.
Sono apparse da giorni in piazza Ferretto, davanti alla galleria del “Duca d’Aosta” e in viale Stazione davanti all’ingresso della stazione ferroviaria. Dispositivi di emergenza per salvare vite in caso di necessità e che pochi hanno finora notato. Una mappa dell’Asl 12 consente finalmente di vedere dove sono questi strumenti salva-vita ma salta all’occhio il basso numero di dispositivi distribuiti in terraferma. «La rete di defibrillatori creata dall’Asl 12 veneziana è importante e ha toccato finora in particolare il centro storico, per gli importanti flussi turistici. Ma è bene pensare anche alla terraferma: ci sono spazi pubblici, dal parco di San Giuliano agli impianti sportivi, e aggiungo, il piazzale Candiani con il cinema e pure i forti che ospitano tanti eventi con la bella stagione, dove sarebbe importante prevedere la presenza di questi strumenti salva-vita», segnala Gabriele Scaramuzza, responsabile Sanità del Partito Democratico veneziano. La mappa si trova sul sito www.Healthvenice.com che evidenzia dove sono i defibrillatori. A Mestre ce ne sono due in spazi pubblici (stazione e piazza Ferretto), uno all’interno di un albergo, l’Ambasciatori di Corso del Popolo. Altri due in strutture per anziani: l’Ire Contarini e la casa di riposo Opera Santa Maria della Carità a Carpenedo.
In centro storico sono molti di più: merito del lavoro dell’Ulss 12 di Giuseppe Dal Ben che ha avviato il progetto per rendere Venezia una “città cardioprotetta” con una mappa dei defibrillatori, in tutto una cinquantina. Quindici sono stati acquistati grazie ad un progetto regionale e finanziati dalla giunta Zaia, una trentina sono stati collocati in alberghi e campeggi, grazie all’impegno degli albergatori veneziani che hanno sostenuto il progetto. In centro storico gli spazi pubblici sono quelli di piazzale Roma, l’approdo Actv degli Scalzi, le biglietterie Actv di Rialto e Tronchetto, Lido e Murano, la sede della Polizia municipale di San Marco e in campo Santa Margherita.
Aumentare i defibrillatori in aree pubbliche in terraferma è una richiesta che sostiene anche Giacomo Guzzo, presidente della commissione Sanità del Comune: «Su questo tema sono da sempre molto sensibile e credo sia interessante un dialogo tra la commissione e il direttore generale Dal Ben per capire come possiamo lavorare per aumentarne la presenza in spazi pubblici, garantendo anche la collaborazione di persone che siano formate per utilizzare al meglio questi strumenti. A mio avviso, in tutte le farmacie non dovrebbe mancare un defibrillatore per garantire un intervento urgente e così si dovrebbe fare anche in altre piazze della terraferma». Il presidente della commissione ha messo in agenda il tema, pronto ad organizzare una riunione con l’Asl 12 per valutare come potenziare il progetto “salva-vite”. (La Nuova Venezia)

Lucia Annibali: ''La vera bellezza è stare bene con se stessi''




http://video.repubblica.it/edizione/milano/lucia-annibali-la-vera-bellezza-e-stare-bene-con-se-stessi/164115/162605?ref=HREC1-21

giovedì 1 maggio 2014

Un'App potrà bloccare l'uso sms alla guida

 La Apple sta lavorando allo sviluppo di una nuova App in grado di bloccare in automatico la possibilità di messaggiare o utilizzare altre funzioni dello smartphone pericolose quando si guida l'auto. Il brevetto della nuova applicazione era stato presentato dalla casa di Cupertino nel 2008 ma è stato reso pubblico solo nei giorni scorsi.

Nel documento pubblicato si spiega che lo smartphone smette di funzionare comandato da una combinazione di rilevazioni, tra il segnale Gps,l'accelerometro e la fotocamera integrata nel cellulare. L'iPhone non avrebbe bisogno di software aggiuntivo o di modifiche alle funzioni originali per fare il suo 'lavoro', ma la tecnologia potrebbe diventare più efficace, suggerisce il documento, con un segnale inviato dalla centralina elettronica dell'auto o anche dalla chiave di avviamento con telecomando.

Mentre il numero delle chiamate durante la guida sembra diminuire, l'invio e la ricezione di messaggi continua invece ad essere un grave problema. Secondo un recente sondaggio condotto dall'associazione britannica 'Road Charity Brake', 3 guidatori su 10 hanno ammesso l'invio o la lettura di messaggi durante la guida e la percentuale sale a 4 su 10 per i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni. Inoltre, come è emerso per i guidatori di veicoli commerciali, mandare sms mentre si guida rallenta le reazione di almeno il 35% ed aumenta di 23 volte la possibilità di incidenti.

Quello della Apple, in ogni caso, non è l'unico sistema con la possibilità di bloccare l'uso di alcune funzioni alla guida.

Ci sono applicazioni dei telefoni mobili Android che svolgono un servizio simile. Alcuni di questi sistemi devono però essere regolati in modo che il conducente garantisca l'accensione del dispositivo perché possa funzionare. La tecnologia Apple, invece, funzionerebbe automaticamente quando rileva che il proprietario si mette al volante. (ansa.it)