martedì 29 luglio 2014

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita’.
da Pablo Neruda - Poesie d’amore e di vita, 2001

sabato 26 luglio 2014

«Mister Putin, le racconto mia figlia»

«Signor Putin, ringrazio i separatisti ucraini per l’omicidio della mia amata e unica figlia Elsemiek. Lei non la conosceva, signor Putin. Aveva 17 anni. Lo sa che voleva diventare ingegnere? Sa cosa avrebbe fatto l’anno prossimo con le sue amiche del cuore? L’anno prossimo, signor Putin, Elsemiek avrebbe superato la maturità con le amiche Julia e Marina. Era brava a scuola. Progetti? Voleva iscriversi all’università di Delft, fare ingegneria. Non vedeva l’ora. E adesso all’improvviso non c’è più. Dal cielo l’avete abbattuta in un Paese straniero dove c’è una guerra in corso. Signor Putin, signori separatisti, spero che siate fieri di mia figlia, fieri di averla abbattuta»

giovedì 24 luglio 2014

In Piemonte arriva Jazz

Jazz, il nuovo convoglio di Trenitalia dedicato al trasporto regionale, è arrivato anche in Piemonte. Quello presentato agli amministratori regionali e alla stampa è uno dei 70 Jazz che Trenitalia ha commissionato ad Alstom e che sta consegnando in questi mesi alle Regioni italiane che ne hanno richiesto l’acquisto con il Contratto di Servizio 2009-2014. La commessa costituisce una tranche fondamentale di un ampio programma nazionale d’investimenti, dell’ammontare complessivo di 3 miliardi di euro, dedicato a potenziare a ammodernare la flotta regionale Trenitalia con l’acquisto di 200 nuovi treni e il rinnovo radicale di altri 235 convogli. Per il Piemonte il programma prevede l’arrivo di 14 complessi elettrici, i primi 5 sono entrati in esercizio, in queste ultime settimane, sulla linea SFM 6 Torino – Asti.
La consegna proseguirà, secondo i programmi previsti, e si completerà entro il prossimo ottobre. Il Jazz è progettato e prodotto da Alstom in Italia nel centro di eccellenza di Savigliano (CN), con il supporto delle sedi di Sesto San Giovanni (MI) e Bologna. Nella storica sede piemontese circa 300 persone, tra produzione, ingegneria ed enti di supporto, sono impegnate nella realizzazione del nuovo treno regionale.

 Ecco le caratteristiche del nuovo convoglio:
 UN TRENO CONTEMPORANEO Jazz è stato realizzato in Italia da Alstom Ferroviaria, nei centri di eccellenza di Savigliano (Cuneo), Sesto San Giovanni (Milano) e Bologna, sulla base delle indicazioni del committente Trenitalia e dei più evoluti standard di comfort e accessibilità, così da esaltare la massima fruibilità degli spazi e dei servizi. Obiettivi raggiunti per quanto riguarda l’allestimento interno grazie alle soluzioni messe a punto da “Bertone Stile”. Anche il design è, dunque, tutto italiano.
 FLESSIBILE, VERSATILE, INNOVATIVO Jazz è dotato di quattro motori e può raggiungere i 160 km orari. La sua composizione può variare da 4 a 5 fino a 6 vetture (casse), per una lunghezza massima di 82,2 metri. Offre fino a un massimo di 292 posti a sedere (più 2 dedicati a persone con disabilità) e, se necessario, può viaggiare in composizione doppia, aumentando così la sua capacità di trasporto. La composizione a 5 casse sarà fornita nella configurazione base, con più posti a sedere; in quella metropolitana (aree più ampie per brevi viaggi in piedi, meno posti a sedere); e in una versione aeroportuale, con spaziose aree destinate ai bagagli. Il layout interno può comunque essere riconfigurato secondo le necessità e le esigenze del servizio da svolgere, variando il numero dei posti a sedere e l’ampiezza degli spazi da destinare, ad esempio, al trasporto di biciclette o sci.
 SICURO E COMODO Gli equipaggiamenti di Jazz sono tali da garantire livelli di sicurezza e affidabilità paragonabili a quelli dei treni Alta Velocità. L’impianto di video sorveglianza (ogni carrozza è dotata di telecamere interne ed esterne) e i sistemi di comunicazione con il personale di bordo tutelano la tranquillità dei passeggeri, assicurando un viaggio più sereno. L’ampia visibilità interna, senza “zone d’ombra”, rassicura i passeggeri che viaggiano da soli e in orari di scarsa frequentazione. Le persone anziane o con difficoltà motorie, grazie alle pedane retrattili e agli accessi alle carrozze “a raso”, non devono affrontare scale in salita o discesa, né superare dislivelli fra il piano del treno e la banchina.
 A MISURA DI VIAGGIATORE: PER LAVORO, STUDIO E SVAGO Jazz è moderno e offre più servizi al viaggiatore: • prese di corrente a 220 V e predisposizione per wi-fi; • ampi finestrini e un sistema di climatizzazione di ultima generazione; • bagagliere spaziose e zone polifunzionali, attrezzabili per il trasporto di biciclette e sci; • scritte in braille, monitor, display informativi e altoparlanti distribuiti in ogni vettura. ACCOGLIENTE, SILENZIOSO, ACCESSIBILE Jazz vanta interni ampi, accessibili e accoglienti che la monocromia dell’architettura open space rende ancor più luminosi. I pavimenti sono ricoperti di gomma navale, con contrasti cromatici nel vestibolo e nelle aree rialzate. I rivestimenti dei sedili sono in ecopelle, materiale solido e facile da pulire, e sono continui tra schienale e seduta, a vantaggio della comodità. L’attento studio ergonomico assicura il massimo comfort di viaggio e di spostamento all’interno del treno, fin dal momento dell’entrata: • accessibilità facilitata, garantita dal piano ribassato con ingresso “a raso” e dalle pedane retrattili; • contenuti livelli di vibrazione e rumore, ottenuti adottando le più avanzate tecniche aereo-acustiche; • silenziosità garantita anche dall’utilizzo di porte di salita a espulsione e scorrimento; • ampia spaziosità delle carrozze e dei corridoi per facilitare la mobilità con sedia a rotelle; • posti a sedere vicini al finestrino più confortevoli, grazie a fiancate perpendicolari fino al pavimento; • toilette pienamente fruibile anche per persone con disabilità, spaziosa e sicura.
 VELOCE, EFFICACE E FUNZIONALE Veloce e con elevata accelerazione, Jazz è stato studiato per ottenere le migliori prestazioni per ogni tipologia di collegamento (suburbano, regionale, interregionale). Il treno è dotato di telecamere sulla fiancata e all’interno dei vestiboli che consentono al macchinista un controllo visivo delle porte e permettono di ottimizzare i tempi di apertura e chiusura. Inoltre le porte di Jazz sono ampie (1.300 mm) e distribuite uniformemente lungo il convoglio per permettere ai passeggeri, anche con bagaglio, di entrare e uscire con comodità e tempi ridotti.
 AFFIDABILE E PIÙ FACILE DA PULIRE Jazz è fornito di un sistema di diagnostica integrato di assoluta avanguardia che conferisce al treno eccezionali livelli di affidabilità, in virtù di un costante controllo dell’efficienza di tutti gli apparati sensibili. Il piano ribassato e continuo e le caratteristiche dei sedili cantilever (a due soli montanti) rendono inoltre più facile, veloce ed efficace il lavoro di pulizia dei pavimenti. ECOLOGICO, INTELLIGENTE E RICICLABILE Jazz risponde ai criteri di politica ambientale di Trenitalia: utilizza materiali riciclabili per il 95%, garantisce ridotte emissioni in atmosfera di CO2 e si distingue per i bassi consumi energetici. Inoltre l’illuminazione per i passeggeri è a led, con taratura automatica in funzione della luce esterna, e i sistemi di climatizzazione sono regolati anche in funzione del numero di persone presenti nelle carrozze.

mercoledì 23 luglio 2014

Curiosità...



Il marciapiede diviso in due corsie, da una parte per chi usa il cellulare e dall'altra per chi non lo usa. E' quello che si sono trovati davanti i pedoni di Washington: la strada delimitata e su un lato la scritta "No cellulari", dalla parte opposta quella "Cellulari, camminate a vostro rischio e pericolo".

martedì 22 luglio 2014

25 anni fa...

25 anni fa ero in servizio a Venezia S.L. nel turno di notte. Mai visto tanta confusione, tanta gente che andava e veniva e, alla fine tanto sporco...praticamente  tracce di vomito e piscio un pò dappertutto. Perchè allora non riproporlo???

 

lunedì 21 luglio 2014

La storia del mestruo

Incredibile ma vero, il primo film a menzionare il termine ‘vagina’ è stato uno della Disney! Era il 1946 e la casa di produzione venne incaricata di realizzare un cortometraggio intitolato ‘La storia del mestruo’. La pellicola era destinata alle scolaresche e, com’è facile intuire, non conteneva immagini scabrose. Basti pensare che il sangue mestruale veniva mostrato come bianco anziché rosso.


 

sabato 19 luglio 2014

Lo so...

Lo so: la penombra della pioggia è elegante.
Lo so: il sole, essendo così ordinario, opprime un elegante.
Lo so: essere suscettibili ai cambiamenti di luce non è elegante.
Ma chi ha detto al sole o agli altri che io voglio essere elegante?
Datemi il cielo azzurro e il sole ben visibile.
Nebbia, piogge, buio – sono già dentro di me.
Oggi voglio soltanto quiete.
FERNANDO PESSOA

venerdì 18 luglio 2014

Estate Trenitalia, agevolazione sulle Frecce in unione con i viaggi Thello Italia - Francia

Riduzioni sulle Frecce Trenitalia in unione con i collegamenti notte Thello per viaggi Italia – Francia.
Promo Thello è l’offerta estiva Trenitalia che prevede agevolazioni per viaggi su Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca per i viaggiatori che scelgono i treni notte Thello, in partenza e arrivo a Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Brescia e Milano e con destinazione Parigi e Digione.
La promozione è in vendita fino al 30 settembre su tutti i canali di Trenitalia ad esclusione del canale self service, anche in modalità ticketless.
La combinazione Frecce - Thello permette di collegare in maniera efficace, comoda, e oggi ancora più conveniente, la Francia con gran parte dei capoluoghi italiani e con i principali centri a più alto interesse turistico e commerciale, serviti dalle Frecce Trenitalia.

giovedì 17 luglio 2014

Dhl: gli stessi diritti dei coniugi alle coppie di fatto e dello stesso sesso che convivono da un anno

Congedo matrimoniale alle “unioni di fatto”. In un’epoca in cui la crisi corrode lentamente i diritti fondamentali acquisiti dai nonni dei nostri nonni, c’è anche chi decide di puntare sulle donne e sulla famiglia, mettendo al centro l’identità delle persone.
È il caso dell’accordo integrativo che la Dhl, colosso delle spedizioni con 2.500 dipendenti nello Stivale, ha siglato il 27 giugno con i sindacati e che contiene la possibilità per le coppie non sposate ma conviventi di poter usufruire di un diritto, il congedo matrimoniale, oggi riservato alle persone sposate (articolo 25 diversità ed inclusione). E siccome in un momento di “vacche magre” ci si sposa sempre meno, la nuova possibilità è stata colta con un sorriso specialmente dai dipendenti della sede Dhl di Gaggio di Marcon, un’ottantina, la maggior parte donne e pure conviventi.
«Si tratta di una contrattazione che ha valenza nazionale», spiega Federica Vedova, segretaria regionale della Filt Cgil, «ma è frutto di un lavoro di anni e anni e del tentativo di far passare alcuni concetti importanti. La filiale Dhl di Marcon ha sviluppato progetti che favorivano la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, proprio perché molti dipendenti sono genitori e sono donne. Dunque c’era una condizione favorevole per pensare di estenderli a tutte le filiali».
Inoltre, il direttore del personale di Dhl Italia, Piermattia Menin, padovano, è stato responsabile area del Veneto di Dhl. «Il congedo familiare può essere richiesto da chi presenta uno stato famiglia da cui si evince che è convivente da almeno un anno, e può esser concesso una volta sola in tutta la carriera lavorativa, 15 giorni di ferie pagate», precisa. Le unioni di fatto possono essere eterosessuali o di persone dello stesso sesso, ma non è questo che incide sulla carica innovativa e rivoluzionaria dell’integrativo, secondo il sindacato. «L’azienda interviene in termini di diritti, non in termini di vita personale: ecco il salto culturale, l’azienda ti riconosce in quanto persona. È un principio di diritto civile, di riconoscimento della persona, un cosa molto rara essendo noi a causa della crisi abituati a ragionare sulla riduzione dei posti lavoro e dei diritti».
«Nella sede di Gaggio della Dhl», spiega Sara Lapiccirella, delegata della Filt Cgil, «la maggior parte delle lavoratrici sono donne. Questo accordo riconosce il part-time reversibile fino a tre anni di compimento di età del figlio, il part-time reversibile in caso di malattie che prevedono trattamenti particolari fino a quando lo richiede il lavoratore e persino il part-time flessibile a chi ha orari disagiati. Il congedo è però il punto che colpisce di più. A Marcon le donne sono per la maggior parte conviventi perciò mi sa che tutte chiederanno il congedo e ci si dovrà organizzare per non svuotare l’ufficio. C’è persino una coppia di fatto dove entrambi sono dipendenti Dhl».
Marta Artico - La Nuova Venezia

martedì 15 luglio 2014

Toc

 Ha raccolto oltre un milione di dollari in 40 giorni e viaggia spedito verso l'obiettivo prefissato: due milioni di dollari in 100 giorni. L'artefice dell'impresa si chiama Boyan Slat, un diciannovenne olandese che studia ingegneria aerospaziale e con un grande amore per il mare. La sua 'missione' è riuscire a ripulire gli oceani dalle tonnellate di plastica che li soffocano, tramite la sua invenzione che come uno 'spazzino dei mari' convoglia i rifiuti sfruttando le correnti, plastica in primis. 
Da qui parte la campagna di raccolta fondi per testare la tecnologia su vasta scala e avviare nel giro di tre/quattro anni il primo progetto pilota, che intende 'attaccare' la Great Pacific Garbage Patch, la mega-area di immondizia nel Pacifico fra le Hawaii e la California. L'invenzione, presentata nel 2012 quando Boyan aveva 17 anni, è stata testata nelle Azzorre e supportata da un recente studio di fattibilità a cui ha lavorato una squadra di esperti internazionali in ingegneria, oceanografia, ecologia, diritto marittimo, finanza e riciclo dei rifiuti. Il risultato è promettente: l'idea pare sia fattibile e potrebbe rimuovere in dieci anni quasi la metà della plastica dalla gigantesca Great Pacific Garbage Patch, oltre ad essere 33 volte meno costosa dei metodi convenzionali di pulizia.
 Il crowdfunding sembra premiare le idee ambiziose e quella di Boyan Slat non fa eccezione. Il suo 'spazzino dei mari' si chiama Toc: funziona impiegando delle barriere galleggianti, simili a quelle usate per arginare le perdite di petrolio, che catturano i rifiuti in acqua senza arare i fondali e disturbare i pesci. L'immondizia viene convogliata in un impianto, che tritura i rifiuti prima che vengano recuperati in un container. Il sistema non può catturare micro-plastiche, le più dannose per gli animali e tutta la catena alimentare, perché troppo piccole, ma la grande massa di macro-plastica da cui queste hanno origine sì. Quindi "Toc potrebbe prevenire un aumento di venti volte della diffusione delle microplastiche" ha twittato Boyan pochi giorni fa.
La raccolta fondi dell'impresa, che si può seguire in diretta sul sito web www.theoceancleanup.com, è semplice e per tutte le tasche: sia va da un contributo di quattro euro e mezzo per raccogliere fino a un chilo di plastica, passando a 23 euro per cinque chili, fino a 550 euro per 120 chili. Con una maxi-donazione di 7.400 euro poi si arrivano a catturare 1.700 chili di plastica e stacca il 'biglietto' per una spedizione alla volta di una delle maxi-isole di immondizia della 'Great Pacific Garbage Patch'. Già 22mila persone hanno creduto nel sogno di Boyan: per loro e per tutti quelli pronti a dare il loro sostegno, la speranza è che si trasformi in realtà. (ANSA)

lunedì 14 luglio 2014

I furti di rame nell'ambito ferroviario

Il rame è ampiamente utilizzato sull’intera infrastruttura ferroviaria. In particolare, è impiegato negli impianti tecnologici, nei sistemi di segnalamento e alimentazione elettrica dei treni, in quelli di telecomunicazione e rappresenta il miglior conduttore elettrico disponibile sul mercato dopo l’argento, perché resistente alla corrosione e interamente riciclabile.
Per queste sue caratteristiche è molto richiesto dal mercato internazionale, dove il sensibile aumento della domanda come materia prima, soprattutto nei Paesi emergenti del Nord-Est asiatico, non soddisfatto dalla produzione, alimenta i circuiti illegali.

La quotazione annuale media aggiornata a maggio 2014 vede il rame a 6,14 €/kg: proprio l’8 maggio 2014 è stata registrata la quotazione più bassa da gennaio 2012: 5,81 €/Kg (fonte: quotazione media cash Milano – siti ASSOMET e ISOCLIMA).

L’andamento del fenomeno nei primi mesi del 2014 ha visto una diminuzione del 17% dei furti in linea rispetto allo stesso periodo del 2013 (959 furti tra gennaio e maggio 2013; 796 furti tra gennaio e maggio 2014). Nel primi cinque mesi del 2014 si sono verificati 830 furti di rame in linea e deposito, per un totale di circa 288.324 kg di materiale trafugato.
Dal 2012 ad oggi il Gruppo FS Italiane ha stimato un danno economico per i furti del rame – su tutto il territorio nazionale – pari a oltre 23 milioni di euro, di cui più di 10 milioni per i costi degli interventi necessari al ripristino della circolazione.
I risultati conseguiti non permettono tuttavia di abbassare la guardia perché il rame continua ad essere richiesto dai mercati internazionali e il suo prezzo si mantiene piuttosto alto. È stata pertanto ulteriormente sviluppata la collaborazione con l’Agenzia delle Dogane volta sia ad identificare gli autori di tale fenomeno, sia a tracciare i possibili collegamenti tra i furti e le attività delle organizzazioni criminali nazionali ed internazionali.
La sottrazione di rame non comporta problemi di sicurezza al trasporto ferroviario. La sua asportazione determina l’attivazione istantanea dei sistemi di sicurezza che governano le tecnologie utilizzate per la gestione della circolazione dei treni che, di conseguenza, si fermano immediatamente con l’automatica disposizione a via impedita dei segnali delle stazioni e delle linee interessate. La circolazione risulta pertanto notevolmente perturbata, con conseguenti e considerevoli ritardi.
Nei primi 5 mesi del 2014 i disagi subiti a seguito dell’asportazione del materiale e dei tentativi di furto hanno coinvolto nel primo caso 6.048 treni per oltre 74mila minuti di ritardo (corrispondenti a 52 giorni), nel secondo 1.198 treni per oltre 23mila minuti di ritardo (17 giorni), con un totale di 7.246 treni per oltre 98mila minuti di ritardo (69 giorni).
Nonostante l’impegno profuso e le attività di prevenzione svolte in sinergia con le Forze dell’Ordine, i passeggeri subiscono disagi per il trasbordo e sono costretti ad acquistare ulteriori soluzioni di viaggio. Giungendo in ritardo a destinazione, tendono a manifestare la loro insoddisfazione attraverso iniziative che ledono l’immagine societaria.
Rete Ferroviaria Italiana per contrastare il fenomeno, oltre ad aumentare in funzione preventiva il livello di attenzione, ha potenziato i controlli svolti dal personale tecnico lungo le linee maggiormente colpite. Attualmente si sta provvedendo a sostituire progressivamente nelle aree particolarmente esposte il rame con alluminio, alluminio-acciaio e materiali alternativi, metalli e leghe meno pregiati e quindi meno appetibili per la criminalità. In alcuni casi, invece, si è scelto di adottare ulteriori misure di difesa quali ad esempio l’interramento, l’isolamento del rame con la cementificazione dei cavidotti e l’ausilio di strutture di cemento, l’impiego di recinzioni e blindature, oltre all’implementazione di sistemi di allarme e videosorveglianza.
Il problema coinvolge anche le altre nazioni europee. Per questo motivo è stata interessata Colpofer, l’associazione internazionale che riunisce le Forze dell’Ordine che operano in ambito ferroviario e le Strutture di sicurezza delle società ferroviarie continentali. L’esperienza maturata dalla PolFer è valsa al nostro Paese il ruolo di capofila europeo nel contrasto al fenomeno dei furti di rame, incaricato di promuovere annualmente un’azione congiunta delle 11 principali Polizie Ferroviarie continentali per affinare metodologie di indagine e di intervento.

domenica 13 luglio 2014

Myownitaly

Ultimamente  "bazzico" molto l'ambiente di Instagram, social basato sulla condivisione di foto, con follow  e defollow vari da tutto il mondo, come ogni buon social che si rispetti. Un modo per conoscere e vedere immagini proveniente da ogni angolo della terra, postate da persone con culture e religioni diverse dalla tua.
 Appunto, girovagando tra immagini e follower mi sono imbattuto in un'amica, Carlotta Tenneriello,  che cura un interessante blog, myownitaly,  a sfondo turistico, che parla della nostra Italia, dei vari itinerari con tematiche che trattano di  storia, arte, sapori e tradizioni. 
Ci sono quindi buoni consigli per mangiare, dormire o fare shopping, il tutto arricchito da una moltitudine di immagini stupende e dettagliate. Si può navigare  tra borghi storici, isole, laghi, mari e monti oltre  che a città d'arte.
Strutturato in varie sezioni molto ben definite, è un blog che consiglio di visitare, e di tenere in considerazione in vista di futuri week-end in giro per la penisola. Io l'ho già salvato tra i miei "preferiti"  del browser. 


sabato 12 luglio 2014

venerdì 11 luglio 2014

Keepod




Basta una chiavetta Usb da 5 euro per mettere il «turbo» a un vecchio Pc. Magari un obsoleto desktop o notebook ancora equipaggiato con Windows Vista e Xp. Il miracolo lo compie Keepod, questo il nome della mini-chiavetta (pesa meno di 10 grammi) con sistema Android. Così l’utente dispone di un’interfaccia semplice da usare, del tutto simile a quella presente su smartphone e tablet. A sviluppare Keepod sono stati il milanese Francesco Imbesi (33 anni) e l’israeliano Nissan Bahar (35 anni).

 L’impresa ha avuto inizio 18 mesi fa. Spiegano i due: «Cinque miliardi di persone, cioè il 70% della popolazione mondiale non possiede ancora un computer. E ogni giorno solo negli Usa ne vengono buttati 85 mila». Niente startup, sono partiti da soli, con poche migliaia di euro e due pc. Adesso gli sviluppatori di Keepod sono una trentina, lavorano in Rete, sparsi nei cinque continenti. La loro storia l’abbiamo raccontata su Corriere Innovazione. E dimostra come talento e determinazione sono gli ingredienti di successo di una buona idea. La prova sul campo Corriere della Sera ha provato in anteprima mondiale Keepod, documentando con le schermate la trasformazione di un vecchio netPc con processore Intel Atom e Windows Xp, in computer performante. Capace di competere, grazie al cuore Linux, con blasonati ultrabook. Ecco i risultati.
 A computer spento si inserisce la chiavetta in una porta Usb. Poi si accende il computer e solo la prima volta, bisogna entrare nel Bios, il sistema base di ogni Pc. Per farlo basta premere più volte «Del» oppure F2/F11. Dal menù con le frecce di spostamento si sceglie la voce «Boot» e seguendo le istruzioni va trascinata al primo posto la voce «Usb». Il sistema di avvio troverà la chiavetta come primo disco per lanciare Android, si tratta dell’ultima versione 4.4 e occupa solo 300 MB. Fine delle operazioni da smanettone. Da questo momento entrate nella nota interfaccia del robottino verde ad icone e il gioco è fatto. «Per noi il computer fisico rimane una “scatola vuota” di cui usiamo alimentazione, processore e schermo – spiega Bahar - a Keepod non interessa neppure l’hard disk, perché file e documenti sono archiviati nel cloud in cartelle protette, Windows viene del tutto ignorato». Il pc da tasca La chiavetta è strettamente personale. L’utente può decidere (consigliato) di inserire nome utente e password. Così documenti, foto, e informazioni sono protette con sistema crittografato, dunque inaccessibile dall’esterno. Si lavora online e offline, con spazi cloud gratuiti come Drive e DropBox. 
Anche se il processore è datato, come nel caso del nostro Intel Atom, il sistema usando un kernel Linux è veloce. Se avete un account Google, troverete sul desktop, rubrica, app e programmi personali. Garantito anche l’accesso al Play Store con oltre 1,1 milioni di app. Keepod parla italiano, basta selezionare la lingua dal menu impostazioni. La chiavetta da 8 GB si porta con sé. Disponibile all’uso in casa di amici e al lavoro. Loro vi prestano il Pc, voi mettete la chiavetta. Importante: «Non lascia tracce sul computer ospite». Per ordinarla si va online sul sito keepod.org. Il prezzo, come detto è 5 euro (7 dollari), escluse spese di spedizione (circa 5 euro). La consegna avviene alla porta di casa con corriere Dhl. La movimentazione è visibile con un servizio di web tracking. Per riceverla, in media occorre una settimana. Business “sociale” Keepod risulta dunque uno strumento ideale per riciclare vecchi computer e combattere il digital divide. Gli utenti lavorano offline, archiviando i documenti sulla chiavetta, poi quando trovano una connessione Wi-Fi scaricano i contenuti sul cloud. Inoltre il software di matrice Linux è free, dunque sono disponibili i codici di programmazione per sviluppatori. Innovativo il modello di «social business» messo in atto da Imbesi e Bahar. Gli abbiamo chiesto quanto sia il guadagno per un Keepod da 5 euro. «In media attorno a 1 euro, perché abbiamo deciso, a differenza di noti giganti hitech, di non puntare su ricavi stellari aumentando a dismisura il prezzo di produzione». 
La sfida è sui grandi numeri e l’abbattimento del digital divide, non solo nei Paesi del terzo mondo. Il modello su cui puntano risulta di chiara matrice sociale. Ecco perché viene chiesto di acquistare una seconda chiavetta, per donarla a uno dei progetti in corso. Dunque la spesa complessiva risulta essere di 10 euro e l’utente viene informato sullo sviluppo del progetto a cui partecipa. Nasce così l’idea di un business pacifico P2p (People to people). Dove chi può aiuta chi non può. Il seme è già piantato. A maggio con una sottoscrizione di crowndfunding di circa 35 mila euro è partito il primo progetto con l’Ong LiveinSlums, a Mathare. Una sconfinata baraccopoli di oltre 600 mila persone nei sobborghi di Nairobi. A breve prenderanno il via iniziative in India, Sri Lanka, Israele, Sierra Leone, Sud Africa, America Latina e Medio Oriente. Obiettivo diffondere in modo virale Keepod in ambito education. «Ma senza andare lontano, pensiamo a quanto risparmierebbe la Scuola italiana – conclude Imbesi – nel riciclare Pc dismessi, tornati in perfetta forma con Keepod e app gratuite». Un’economia del riciclo che però non farà piacere ai colossi dell’hitech. (Corriere.it)

giovedì 10 luglio 2014

Sbarca a Rimini il carsharing "Enjoy"

Enjoy, il car sharing di Eni realizzato in partnership con Fiat e Trenitalia, approda a Rimini con una flotta di 70 Fiat 500 che da oggi fino a settembre saranno a disposizione dei cittadini e dei moltissimi turisti che in estate popolano la riviera romagnola. 

Modalità e caratteristiche del servizio car sharing Enjoy offerte a Rimini sono le medesime già in vigore a Milano e a Roma: l’iscrizione gratuita e completamente on line, una “customer experience” semplice ed immediata e le tariffe concorrenziali più competitive esistenti sul mercato: 25 centesimi al minuto in movimento (per i primi 50 km, dopo i quali si applica anche il costo al km di 25 centesimi) e 10 centesimi al minuto quando si decide di lasciare l’auto noleggiata in modalità sosta. Il costo è all inclusive, perché comprende anche le spese di assicurazione, manutenzione, carburante e parcheggio.

Tutte le Fiat 500 della flotta di Rimini sono omologate euro 6, hanno i sensori di parcheggio e sono equipaggiate per trasportare in tutta comodità fino a quattro persone. Noleggiare l’auto più vicina è semplice: basta visualizzarla e prenotarla con l’App per smartphone (Android, iOS e Windows Phone) o tramite il sito internet enjoy.eni.com. Oppure sceglierne una libera lungo la strada e iniziare subito il noleggio. A Rimini l’area di copertura del servizio, pari a circa 15 kmq, interessa tutto il lungomare e i quartieri più interni. È invece esclusa la ZTL (zona a traffico limitato in cui è vietato il transito a tutte le vetture del car sharing) e nelle zone inibite al traffico per particolari ricorrenze (p.e. Notte Rosa). A Rimini le Fiat 500 Enjoy possono essere rilasciate al termine del noleggio in qualsiasi parcheggio consentito dal Codice della strada all’interno dell’area coperta dal servizio: sulle strisce bianche senza disco orario; sulle strisce blu (gratuitamente) gestite dall’Amministrazione comunale e nei 31 parcheggi (25 sul lungomare più 6 interni) riservati al car sharing. In modalità sosta le vetture possono essere parcheggiate ovunque lo consenta il codice della strada; sarà onere del cliente regolarizzare il pagamento dei parcheggi gestiti da operatori privati o utilizzare il disco orario. 

Enjoy è un servizio di car sharing evoluto e tutto italiano, grazie a partnership commerciali con importanti player nazionali: Fiat, che fornisce la più amplia flotta di vetture destinata al car sharing in Italia, e Trenitalia, main partner di Enjoy.

mercoledì 9 luglio 2014

‘sto impiccio....

Gli americani non hanno ‘sto impiccio. Loro si dicono subito: ti amo. I love you. Se lo dicono per salutarsi, per farsi le coccole, per dichiararsi amore eterno. Altrimenti usano il mi piaci. Che almeno è leale. I like you. E visto che sono entusiasti lo dicono parecchio. Lo sussurrano all’orecchio della fidanzata e lo esclamano davanti a una fetta di cotechino. Noi invece sempre lì col misurino. Mi vuoi bene ma come? Come alla tua cocorita? Ma quanto? Dammi un’idea di dosaggio. S.q.? Secondo quantità come nelle ricette dei manuali? Adesso i codardi azzardano anche il: “Mi fai stare bene”. Alla Biagio Antonacci. Sai che sforzo. Mi fai stare bene lo puoi dire a chiunque. Persino al tuo medico shiatsu quando ti schiaccia i piedi e ti mette a posto la cervicale. E poi il mi fai stare bene la dice lunga su quanto sia sempre tu il punto di partenza, l’alfa e l’omega del tuo moto sentimentale, il baricentro e la convergenza dei tuoi sensi.
Luciana Littizzetto, Col Cavolo

martedì 8 luglio 2014

"The Endless River" , tornano i Pink Floyd

Dopo le voci la conferma: tornano i Pink Floyd, con un album che uscirà in ottobre. C'è già anche il titolo: "The Endless River" e conterrà materiale inedito estrapolato dalle sessioni che hanno dato vita all'ultimo album registrato in studio, "The Division Bell", uscito vent'anni fa. Lo ha rivelato con un tweet Polly Samson, scrittrice, compagna nella vita e nell'arte di David Gilmour ("tratto dalle session del 1994, è il canto del cigno di Rick Wright").
E lo conferma su Facebook la corista Durga McBroom-Hudson che alimenta anche qualche speranza per un possibile tour: "Non so ancora se ci sarà un tour o meno, restate in contatto". Il batterista Mason si è sempre dichiarato favorevole all'evento ("tengo sempre la batteriaa portata di mano..."), più difficile convincere Gilmour. Ma sognare, si sa, non costa nulla. Intanto c'è un'altra certezza: il 19 settembre, alla Fabbrica del Vapore di Milano, debutterà la mostra The Pink Floyd Exhibition - Their Mortal Remain". Mentre ieri, 7 luglio, era l'anniversario della morte di Syd Barrett, il geniale primo chitarrista della band: è scomparso nel 2006.
 Per chi per apprezzare a pieno la notizia avesse bisogno di una rinfrescata di memoria, i Pink Floyd sono stati fondati nel 1965 dagli studenti Syd Barrett, Nick Mason, Roger Waters e Richard Wright, e hanno venduto in questi quasi 50 anni di carriera musicale più di 250 milioni di copie. Il loro ultimo concerto è quello di Londra, nel 2005. Nel 2008 la band ha anche ricevuto il prestigioso Polar Music Prize per mano del re Carlo XVI Gustavo di Svezia alla Concert Hall di Stoccolma.

sabato 5 luglio 2014

AirPod

Nasce , la prima autovettura alimentata ad aria compressa, esempio di mobilità sostenibile, che sarà prodotta dal centro del Mediterraneo: ideata dall'ingegnere franceseGuy Nègre, titolare di Mdi, Motor Development International, sarà prodotta e distribuita a Bolotana (Nu) da Airmobility, una società di imprenditori sardi che ha scommesso su questa innovativa tecnologia. La scelta di questa tecnologia consentirà un'alternativa realmente sostenibile al trasporto urbano a combustibile convenzionale verso una nuova era ecocompatibile e rispettosa dell'ambiente.
 Mentre Tata Motors è in fase di predisposizione dei suoi modelli su tecnologia Mdi per il mercato indiano, la Sardegna si è candidata per la prima produzione europea del veicolo, prevista per il tardo autunno del 2014. Quest'anno AirPod diventa, da prototipo, a veicolo di serie commerciabile nella comunità europea con la versione 2.0. Le novità salienti riguardano il design esterno, moderno e accattivante, una dotazione di interni paragonabile a un'auto di fascia medio-alta e la nuova soluzione two-seater (due posti a sedere) per venire incontro alla normativa europea in materia di omologazione di veicoli a motore che vieta dal primo gennaio 2016 vetture con posti a sedere contrari al senso di marcia. 
 Il nuovo modello sarà prodotto in due versioni: motore 7 KW (guida con patente B) 80 km/h con autonomia di circa 120 km (circuito urbano); motore 4 KW (guida con patente A, motocicli) 45 km/h e stessa autonomia, entrambi dotate di un bagagliaio da 500 litri con incluso uno scomparto refrigerato da trenta litri. Si guida tramite joystick o in opzione può essere richiesto il volante. Nel luglio 2012 la città di Cagliari è stata la prima in Italia ad accogliere la prova dimostrativa dell'AirPod.




 Nel settembre 2013 in occasione della settimana della mobilità sostenibile Airmobility ha annunciato il progetto di costruire un impianto di produzione a Bolotana, una delle zone più depresse della Sardegna, dove lo sviluppo industriale degli anni '80 ha lasciato delle ferite profonde. 
Unendo il concept industriale Mdi (che prevede una produzione meno massiva) con una microfabbrica totalmente autosufficente dal punto di vista energetico, AirMobility intende perseguire coerentemente una reale idea di mobilità sostenibile, dalla costruzione del veicolo sino alla commercializzazione e alla messa su strada. L'auto entrerà sul mercato con un modello base dal costo di 7.500 euro e sarà destinata al trasporto passeggeri. La vettura ecologica avrà costi di alimentazione e manutenzione contenuti: un pieno da 4 euro permette di percorrere 100 km alla velocità massima di 80 km/h.
 Il rifornimento di aria compressa può avvenire tramite stazioni abilitate (2,5 minuti per un pieno) o presa di corrente domestica da almeno 10kw (3,5 ore per un pieno). La vettura pesa complessivamente 280 kg ed è realizzata in materiale composito di fibra di vetro e resina poliestere. La combinazione oltre ad avere un basso impatto ambientale, in caso di incidente ha una capacità di assorbimento dell'urto da due a quattro volte superiore alla carrozzeria di un veicolo tradizionale. Mdi continua la ricerca di soluzioni alternative e a basso impatto ambientale, attualmente sono in corso test su materiali quali sisal e lino, come alternativa alla fibra di vetro.

venerdì 4 luglio 2014

Questa è una panchina

Panchine "double face" che di notte si trasformano in un accogliente riparo per i senza dimora. L'idea è dell'associazione RainCity Housing di Vancouver che, insieme all'agenzia Spring Advertising, ha installato nella città una serie di panchine pensate non solo per dare immediato riparo a chi vive in strada ma anche per indirizzare quanti si trovano in difficoltà verso specifiche strutture che possono offrire loro un letto dove dormire. 

Come riportato dal quotidiano online The Indipendent, ogni panchina reca una scritta a caratteri ultravioletti che reagisce alla luce del sole. "Questa è una panchina" è quello che si può leggere durante il giorno, mentre una serie separata di lettere luminescenti emerge di notte facendo comparire un nuovo messaggio: "questo è un letto". "Qui puoi trovare una casa", si legge ancora, insieme a una lista di indirizzi dove è possibile recarsi per trovare una degna accoglienza anche per più di una notte. 

Bill Briscall di RainCity Housing sostiene che questo non è solamente un modo per dare una mano a quanti si trovano a dormire in strada ma anche un'occasione per aumentare la consapevolezza su una delicata e importante questione come quella dei senza tetto. (globalist.it)



giovedì 3 luglio 2014

Valiant Hearts: The Great War

Come raccontare il dramma dellaPrima Guerra Mondiale alle nuove generazioni? Le cartoline sbiadite, le lettere dal fronte, la storia dei milioni di uomini che combatterono al fronte diventa oggi un videogioco. Si intitola Valiant Hearts: The Great War, una produzione che Ubisoft ha deciso di dedicare al centenario del primo conflitto mondiale.
 Non è uno "sparatutto" né un gioco d'azione, ma una emozionante graphic novel interattiva che porta il giocatore dietro una trincea del fronte occidentale, in luoghi emblematici come per esempio Ypres o Verdun. Lo scopo degli ideatori di questo videogioco è quello di costruire un racconto, umano, poetico, ma anche attendibile dal punto di vista storico. Sono quattro i personaggi di cui il giocatore potrà vestire i panni: il contadino francese Emile, l'americano Freddie, Anna eroica infermiera belga e il soldato tedesco Karl. Tutti cercheranno di sopravvivere all'orrore della guerra di logoramento, guidati dal fedele cane Walt, che li accompagna durante le loro avventure, aiutandosi a vicenda nel disperato tentativo di non perdere la propria umanità di fronte agli orrori e alle difficoltà della guerra.
La trama si snoda tra gli scenari disegnati con stile pregevole e originale dagli artisti di Ubisoft Montpellier. Alla piacevole esperienza videoludica (Pegi 12) si unisce anche il valore didattico del prodotto. L'intenso lavoro di ricerca che ha accompagnato la produzione, che ha attinto a cimeli storici, fonti dirette e anche inedite, tra cui molte lettere scritte dai soldati ai propri cari, rende infatti Valiant Hearts un utile strumento didattico. Se ne è accorta anche la Commissione Francese per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, che ha inserito il gioco nel programma commemorativo Mission du Centenair. (ansa.it)

mercoledì 2 luglio 2014

Rush Hour, un film sui bambini con Adhd

L'Adhd, cioè la sindrome da deficit dell'attenzione e iperattività, torna al cinema. Dopo il trionfo all'ultimo Festival di Cannes di "Mommy", il film di Xavier Dolan su un ragazzo affetto da Adhd, dal 26 giugno arriva nei cinema italiani "Adhd - Rush Hour", diretto da Stella Savino e distribuito da Microcinema. E' un racconto lucido e obiettivo su come oggi nel mondo venga diagnosticata e curata questa sindrome considerata un'anomalia neuro-chimica di origine genetica. Nonostante siano ancora molte le incertezze sulla diagnosi di Adhd, spesso (soprattutto negli Stati Uniti), bambini e adolescenti vengono curati con farmaci a base di anfetamine. Tutti i bambini del mondo sono per natura irrequieti, ma questo non li rende malati. E allora qual è il confine tra ciò che rientra nella normalità e ciò che, invece, è malattia? È l'interrogativo a cui cerca di rispondere Stella Savino raccontando le storie di chi vive questo dilemma in prima persona. Le storie - Nel docu-film c'è Armando, 19 anni, che vive a Roma dove frequenta ancora il terzo anno delle superiori. Gli è stato diagnosticato l'Adhd all'età di 10 anni e lui è da 9 anni in cura farmacologica. C'è anche Zache che vive a Miami, ha dieci anni e frequenta il quinto anno delle elementari. Ha ricevuto la sua diagnosi di Adhd al primo anno di asilo. Da allora è sempre stato sotto cura. Nel corso degli anni ha sperimentato quasi tutti i farmaci indicati per il trattamento della sindrome. Il suo problema è che li metabolizza troppo velocemente e dopo poche settimane gli effetti collaterali diventano insostenibili. Poi c'è Lindsay che vive a New York, ha 25 anni, è laureata e ha ricevuto la sua prima diagnosi di deficit dell'attenzione all'età di 21 anni, già adulta. Lindsay è il volto di un nuovo fenomeno in rapida espansione: la diagnosi di Adhd o Add, da sempre definita nel Dsm (manuale diagnostico dei disordini psichiatrici) come un disturbo dell'età evolutiva, colpisce oggi anche gli adulti. Si tratta di un fenomeno in rapidissima espansione che ha allargato il mercato delle case farmaceutiche in modo esponenziale. Il film è quindi un viaggio tra Europa e Stati Uniti, tra laboratori di genetica e di Brain Imaging, aule universitarie e scuole elementari, in cui il dibattito scientifico prende corpo, intrecciandosi e alternandosi alle voci dei protagonisti, bambini e adolescenti, e dei loro genitori. E se ci stessimo sbagliando? I vostri figli non stanno fermi, giocherellano con le mani e con i piedi; non riescono a stare seduti sulle loro sedie; corrono, si arrampicano; hanno difficoltà a giocare; quando gli si parla sembrano non ascoltare, sono distratti, non riescono a stare in silenzio, parlano troppo. Oppure hanno difficoltà ad aspettare il proprio turno, interrompono o si intromettono nelle comunicazioni con gli altri. Bastano anche solo sei di queste espressioni comportamentali e, probabilmente, qualcuno un giorno vi dirà che vostro figlio soffre di Adhd. A seconda del Paese in cui vivete, che voi siate in America, Germania, Francia o Italia, vi sarà offerta, con più o meno facilità, la soluzione ai vostri problemi: quasi sempre una pasticca di metilfenidato o di atomoxetina. Eppure su questo disturbo gli esperti di tutto il mondo si interrogano ancora perché restano sconosciute le origini della malattia (ossia quanto sia attribuibile ai geni e quanto all'ambiente), le cure (farmaci o psicoterapie), gli effetti collaterali delle medicine. "Persino sulla diagnosi non ci sono certezze: viene effettuata semplicemente osservando il comportamento dei bambini e l'esistenza di eventuali problemi relazionali" spiega Stefano Canali, docente di Storia delle Neuroscienze presso la Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) ed esperto di medicina delle dipendenze. Ecco perché il lungometraggio di Stella Savino non fornisce risposte, ma invita a riflettere sulle domande che ogni madre si pone: quali sono le cause? Quali le terapie giuste? Che cosa comporta l'assunzione di medicine? E perché ci sono milioni di bambini medicalizzati per una malattia che forse non è una malattia? L'Adhd nel mondo e in Italia. Nel mondo ci sono circa 11 milioni di bambini ai quali è stata diagnosticata l'Adhd e, di conseguenza, somministrata una cura farmacologica. La maggior parte di essi si trova negli Stati Uniti, dove viene consumato circa l'80% di tutti gli psicofarmaci e dove l'Adhd è stata certificata anche nei bambini di un anno. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, presso il quale è stato istituito un Registro nazionale dell'Adhd, in Italia la percentuale dei bambini affetti da questo disturbo non supera l'1%. Come mai questa differenza così grande? "Molto dipende dal contesto culturale e sociale in cui si vive: negli Stati Uniti c'è molta pressione anche sulla performance dei bambini ed è molto probabile che chi ha ricevuto questa diagnosi lì, in Italia non sarebbe considerato affetto da Adhd" conclude il professor Canali.


 
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