domenica 31 maggio 2015

Da oggi è severamente vietato pagare per le stampe e per le fotocopie (only for student )




 Si chiama Fotocopiagratis.it ed è una startup che permette agli studenti di fotocopiare gratis libri e dispense universitarie in cambio di pubblicità tra le pagine del testo.


venerdì 29 maggio 2015

Secondlife

Il progetto Second Life è stato introdotto all'interno dell’iniziativa Comuni Ricicloni promossa da Legambiente, nel territorio della Regione Marche, che premia i comuni del territorio che hanno prodotto percentuali di raccolta differenziata superiori al 65%. E’ stato un po’ come un passaggio di testimone: le comunità hanno accolto diversi anni fa la sfida sulla differenziazione della raccolta, che sta riscontrando ogni anno un incremento di successo mentre ora la gara si gioca tutto sul concetto di Riuso. Riuso (o riutilizzo che dir si voglia) è al vertice della piramide del ciclo rifiuti appena sotto al concetto di prevenzione. Per avvicinarsi alla famosa “quota zero” rifiuti la prima cosa che sarebbe da fare, sarebbe non produrre rifiuti, la seconda cosa da fare invece è ripristinare tutto ciò che è possibile riutilizzare. Ecco che l’idea di Second Life è proprio quella di promuovere la cultura del riuso per ciò che riguarda il mondo dei RAEE. AGP SpA è un impianto di trattamento rifiuti RAEE ed è titolare di un’ autorizzazione, rilasciata da parte della Provincia di Ancona, che le permette di rigenerare gli
elettrodomestici, facendoli tornare a svolgere le funzioni per le quali sono stati prodotti. Un’autorizzazione unica per le Regione Marche, tra le prime tre in tutta Italia. I RAEE coprono un’ importante quota nell’intero ciclo rifiuti (circa il 40%) e il loro riutilizzo è disciplinato dal recentissimo dlgs 49/2014. La partnership tra AGP e Legambiente in questo processo mira a sensibilizzare le pubbliche amministrazioni a questo nuovo approccio alla gestione dei vecchi rifiuti elettrici ed elettronici, intervenendo concretamente su tre macro questioni che toccano quotidianamente i cittadini, e più precisamente:
 1.QUESTIONE ECONOMICA: un prodotto riutilizzato come una lavatrice o un frigorifero permette di poter far usufruire ad individui o a nuclei familiari, di beni di prima necessità a prezzi sensibilmente contenuti. In riferimento all'iniziativa promossa dentro a Comuni Ricicloni per esempio, il coordinamento regionale di Legambiente, ha individuato una quantità di voucher da distribuire agli amministratori che permettessero loro di acquisire direttamente (per uffici, scuole, case di riposo, ecc.) o indirettamente (famiglie, associazioni,ecc.) frigoriferi a 80€ e lavatrici a 100€. 2.QUESTIONE AMBIENTALE: un elettrodomestico che da RAEE si rigenera di nuovo in un prodotto, incide sensibilmente sulla quota pro-capite di rifiuti immessi in un anno solare, senza aggravare ancora di più la già delicata situazione attuale, andandola invece a migliorare 3.QUESTIONE CULTURALE: il riutilizzo oltre che ad incidere in maniera positiva sulla percentuale rifiuti, diventa importante a livello culturale in quanto diffonde un mentalità fondamentale per il risparmio delle materie prime, dell’ambiente e del rispetto delle cose. Ecco come iniziative all'interno delle scuole, per esempio, volte all'educazione infantile ed adolescenziale su questo tema, possono diventare un ottimo punto di partenza per le sfide che dovranno saper cogliere le generazioni future.

giovedì 28 maggio 2015

Light Phone

Si chiama Light Phone, l’«anti-phone», sviluppato da due esperti di product design e lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Le sue caratteristiche: pesa solo 38,5 grammi; è molto piccolo e sottile (4 mm di spessore); ha una tastiera touch incorporata nella scocca, un sistema di illuminazione Led, un microfono, uno speaker, un modulatore per il volume, uno slot per la Sim e un ingresso per un caricatore. Basta. Il punto di forza di questo telefonino? Telefonare. Niente messaggi, calendario, rubrica, sensori o quant’altro. Inoltre - cosa non da poco - la batteria ha una durata di 20 giorni.


The Light Phone Kickstarter Campaign from The Light Phone on Vimeo.

mercoledì 27 maggio 2015

Hemolink

Saranno felici tutti coloro che odiano gli aghi, e soprattutto quelli usati per il prelievo del sangue. Grazie ad HemoLink il prelievo si potrà effettuare a casa e senza l’uso dell’ago. HemoLink è un dispositivo messo ap unto da una start up della University of Wisconsin-Madison, USA. Ha le dimensioni di una pallina da ping pong è ed costituito da plastica. E’ in grado di estrarre una quntità di sangue sufficiente a testare colesterolo, glicemia, infezioni e cellule tumorali, basta premerlo per due minuti sulla pelle.
Il suo meccanismo agisce attraverso un effetto sottovuoto e principi di tecnologia microfluidica: il sangue fluisce direttamente nella provetta collegata, senza bisogno che chi lo adopera abbia alcuna formazione medica. Tasso, l’azienda che lo ha implementato, sta apportando alcune migliorie, cioè uno stabilizzatore da inserire nelle provette in modo che il sangue prelevato possa resistere un’intera settimana fino a 60 gradi centigradi, ed essere ancora analizzabile.
La provetta potrebbe essere così consegnata o spedita ai laboratori senza ricorrere a trattamenti speciali o trasporti refrigerati. Chi ha testato il dispositivo, stando ai risultati diffusi dall’azienda, segnala che il processo è quasi completamente indolore. In attesa di brevetto, il dispositivo potrebbe entrare in commercio già nel 2016.

martedì 26 maggio 2015

"La Bellezza fa 40"













 Fino al 7 luglio 2015 il Castello Carlo V di Lecce ospita la mostra La Bellezza fa 40. I 40 migliori artisti italiani under 40, che raccoglie le opere di alcuni degli artisti e delle artiste che negli ultimi anni stanno facendo più parlare di loro in Italia e all’estero attraverso le discipline più varie: pittura, grafica, illustrazione, street art. «La mostra è una fotografia di gruppo di quaranta artisti italiani presi in quell’attimo di passaggio tra l’essere un outsider e un artista riconosciuto. In quell’attimo di passaggio, che per alcuni dura il tempo di una mostra per altri dura anni e dubbi e ripensamenti, sta tutta la Bellezza che la mostra vuole raccontare». Tra gli artisti esposti ci sono Alessandro Baronciani, Ericailcane, Alice Pasquini, Olimpia Zagnoli, No Curves e Bomboland. L’esposizione ha il patrocinio del Comune di Lecce ed è organizzata da Better Days; la selezione dei 40 artisti è stata curata da Stefano Fiz Bottura, art director di Better Days, curatore di mostre, gallerista e collezionista.

lunedì 25 maggio 2015

Vortex




 Vortex, ideato da un team madrileno, è un progetto per ridurre l'impatto visivo e sonoro della tradizionali turbine con le pale. Sfruttando la potenza dei vortici d'aria, l'oscillazione del ''palo'' sposta una serie di magneti posti lungo la base, generando elettricità. Avendo meno parti in movimento è, secondo gli ideatori, fino all'80% più conveniente da mantenere, costa la metà e produce il 40% in meno di emissioni di CO2 rispetto alle turbine eoliche standard.

venerdì 22 maggio 2015

Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.

«Se per un istante Dio dimenticasse che sono una mario netta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,ma penserei a tutto ciò che dico. Valuterei le cose, non per il loro valore ma per ciò che significano. Dormirei poco e sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato. Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice e, prima di tutto, butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.
Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza.
Ho imparato così tanto da voi, Uomini… Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l’ha catturato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.
Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.


giovedì 21 maggio 2015

Sarah Illenberger

Fotografia, graphic design e arte: questa la ricetta di Sarah Illenberger, artista tedesca famosa in tutto il mondo. I suoi lavori complessi, eppure semplici da fruire, le hanno permesso di collaborare con marchi famosissimi. Lei è la creativa che tutti vogliono: da Hermès a Good Year. Una personalità eclettica, che si manifesta non solo nelle sue creazioni ma anche nella moltitudine di progetti e collaborazioni che porta avanti. Sarah Illenberger è un’artista da conoscere e seguire per carpirne
segreti. Lei è il prototipo moderno del creativo. E noi ti diciamo perché.







mercoledì 20 maggio 2015

Lezioni dell'azienda per tutelare la manager trans

Il 18 novembre 2011 Ibm Italia ha convocato una riunione riservata nella sua sede di Segrate, a Milano, con una trentina di persone. Tra loro c’erano il direttore finanziario dell’azienda e un responsabile delle risorse umane. Ma nelle slide mostrate durante l’incontro non si faceva riferimento a computer o budget. C’era invece la spiegazione di che cos’è la transessualità. «Il management ha annunciato che in Ibm c’era un caso, che quel caso ero io e che se anche mi avevano conosciuto come un uomo, avrei iniziato a vivere una seconda vita, da donna. Soprattutto, ha spiegato che l’azienda era lì per sostenermi». Arianna F., 51 anni, è la prima manager transessuale d’Italia. Oggi, che ha concluso la sua transizione ed è in attesa di finire le pratiche per ottenere la rettificazione anagrafica sui documenti, ha deciso di raccontare la sua storia (ma ha chiesto di usare il suo nuovo nome e di non pubblicare il cognome per proteggere la riservatezza dei figli).
La sua vicenda è un’eccezione non solo per il ruolo che Arianna ricopre in Ibm, dove è responsabile finanziaria di prodotto a livello europeo, ma anche perché l’azienda l’ha aiutata ad affrontare le reazioni dei colleghi alla sua transizione. «Molte ragazze che conosco hanno avuto problemi sul lavoro e anch’io all’inizio non ero sicura su cosa fare – ammette –, perché se per la multinazionale Ibm è fondamentale la diversity, cioè la valorizzazione delle differenze dei singoli lavoratori, compresi quelli lesbiche, gay, bisessuali e trans (lgbt), sapevo che non c’era nessun precedente come il mio. E temevo che su questi aspetti la cultura italiana potesse essere più chiusa di quella internazionale». Ma rassicurata dall’adesione di Ibm Italia a Parks (associazione no profit che aiuta le aziende a essere più inclusive con le persone lgbt) e dai suoi avvocati, ha alzato il telefono per chiamare i responsabili delle risorse umane. «Mi hanno detto che andava bene, ma che avevano bisogno di un po’ di tempo per prepararsi». «Ne è nato — spiega Federica Di Sansebastiano, che in Ibm si occupa di diversity — un percorso guidato anche da un team internazionale, che prevedeva incontri e colloqui con il management e con i colleghi di Arianna». Il primo, convocato di venerdì perché i partecipanti avessero il fine settimana per digerire la notizia, era proprio la riunione di Segrate: «Io non c’ero — dice Arianna — per non creare imbarazzo a nessuno».
All’incontro successivo, il lunedì, è andata anche lei: «Per l’ultima volta mi sono presentata in ufficio al maschile — ricorda —. Eravamo tutti molto emozionati. Ho spiegato le mie ragioni, ho chiesto di avere pazienza e se gentilmente usavano il femminile con me. Infine ho cercato di togliere subito di mezzo la cosa che avrebbe potuto creare più problemi: “Signori, non vi preoccupate per il gabinetto: userò quello dei disabili”. È un argomento a cui non si pensa, ma è delicato — dice con un sorriso —. Oltretutto io non ero pronta ad andare in quello delle donne, mi sembrava di invadere uno spazio». L’indomani ha varcato i cancelli dell’azienda conun filo di trucco e i tacchi. «Non ricordo quasi niente di quel primo giorno, se non che ero terrorizzata all’idea di andare in mensa: mi hanno dovuta portare i colleghi». Per alcuni di loro la sua scelta è stata lo stesso uno choc: «Umanamente lo comprendo — concede Arianna —: non è che ero un uomo effeminato. Ero un uomo. E a un certo punto si sono ritrovati una donna».
È forse la cosa più difficile da capire quando una transizione avviene così tardi: Arianna ha vissuto gran parte della sua vita da uomo. «Una bella vita da uomo — riconosce —, con una moglie che ho sposato per amore, due figli avuti per amore e un sacco di responsabilità». Lo dice con orgoglio: «Mi piaceva avere delle responsabilità». Eppure a un certo punto non ce l’ha fatta più: «C’era sempre questa cosa a latere, fin da quando avevo 12-13 anni: provavo a soffocarla ma è diventata sempre più invasiva. Per 15 anni mi sono persa. Alla fine ho capito che se non avessi assecondato la mia natura sarei rotolata via».
Arianna però sa che la scelta di essere se stessa l’ha dovuta pagare anche la sua famiglia: «Quando sei una persona giovane è diverso: decidi solo per te. Dopo è tutto più complicato. La mia ex moglie ha dovuto affrontare una doppia transizione: la mia e la sua. Io andavo a guadagnare qualcosa. Lei ha dovuto superare una disillusione. Non la ringrazierò mai fino in fondo, anche se abbiamo momenti di difficoltà».
Poi c’erano i figli, appena adolescenti quando Arianna ha iniziato la transizione, cinque anni fa. «Mi ha aiutato l’endocrinologo a spiegargliela. So di non potere offrire molto come genitore adesso: non vado mai ai colloqui con i professori, ho dovuto rinunciare alle riunioni di famiglia. Ma spero che un giorno capiranno — aggiunge, ed è l’unico momento in cui dalla sua voce traspare dolore —. Non mi mostro mai al femminile con loro, cerco di rimanere neutro. E ho chiesto il loro permesso per forarmi le orecchie. “Ormai gli orecchini ce li hanno anche i maschi!” mi ha detto il più grande. “I maschi ne portano uno, io ne voglio due come le femminucce”, ho risposto. E lui: “Ma Papo, tu sei così, che devi farci”. Ecco, io rimarrò sempre quello per i miei figli: “Papo”, un papà sui generis. Mai la loro madre».
Un percorso così complesso sarebbe stato impossibile se Arianna avesse dovuto rinunciare anche al lavoro. «Ho creduto a lungo che l’unica strada per le transessuali fosse la prostituzione e che non sarei mai potuta essere me stessa. Le cose sono cambiate quando ho iniziato a conoscere persone come me che avevano una vita comune — spiega —. Ma so anche di essere stata fortunata a lavorare in Ibm».
La conferma che la sua carriera non aveva risentito della sua scelta l’ha avuta un anno dopo la riunione di Segrate: la sua funzione nella multinazionale, prima divisa tra Europa del Sud ed del Nord, è stata unificata. «Per guidarla potevano scegliere il collega del Nordeuropa, invece hanno scelto me e mi hanno dato più responsabilità», constata.
«Ibm crede fortemente nelle politiche di diversità e inclusione: sono da lungo tempo parte integrante della cultura aziendale e, come tali, ispirano il comportamento quotidiano di ognuno di noi, a ogni livello. Ecco perché, in ambito professionale, la collega ha potuto trovare il sostegno necessario per affrontare un delicato momento della sua vita», rivendica il direttore delle risorse umane Raffaella Temporiti.
Da parte dell’azienda questo ha significato anche tamponare alcune reazioni negative: «Hanno fatto capire chiaramente che se qualcuno aveva delle difficoltà, il problema era suo, non mio — dice Arianna —. Quando c’è un management (o nel caso di un Paese, un governo) che dà un messaggio molto diretto di accettazione, le riserve vengono abbattute» afferma sicura. Lei se ne è accorta poco dopo il suo coming out in azienda: «Prima di Natale sono arrivate delle colleghe a dirmi: ma vieni nel bagno delle donne, che problemi ti fai. Da quel momento ho capito che avevamo voltato pagina».
Elena Tebano - 27esimaora.corriere.it

martedì 19 maggio 2015

«Quella sporca sacca nera»

«Quella sporca sacca nera» è una web serie in quattro puntate che è stata girata in Sardegna, in Ogliastra, dal giovane regista locale Mauro Aragoni: pluripremiata al festival di genere a Los Angeles, ora è diventata un lungometraggio e vuole sfondare anche al cinema. Eccovene un estratto.

lunedì 18 maggio 2015

VPN internazionale pratico e gratuito per il vostro smartphone

Avete mai desiderato proteggere i dati di navigazione generati dal vostro smartphone, rendendoli criptati ed impossibili da ricollegare alla vostra persona? 
Grazie a VyprVPN potrete utilizzare una connessione VPN gratuita, per salvaguardare la vostra privacy onlineIl funzionamento alla base di VyprVPN è molto semplice: tutti i dati inviati dal vostro smartphone verranno dirottati verso uno dei server della compagnia, situati in tutto il mondo, mascherando completamente la vostra identità ai destinatari con cui vi troverete a dialogare. Anche la provenienza della vostra connessione, ovviamente, sarà dunque apparente modificata sia come indirizzo IP che come posizione geografica a seconda del server da voi scelto.

Per utilizzare efficacemente VyprVPN, comunque, non sarà necessario comprendere i funzionamenti alla base di questa tecnologia, poiché la semplice interfaccia dell’app permette di utilizzare questa funzionalità in modo estremamente semplice. La schermata principale mette infatti a vostra disposizione delle chiare schede, attraverso le quali potrete avviare la vostra connessione e verificarne tutti i parametri e le statistiche.
Tuttavia, l’app include impostazioni che permetteranno di personalizzarne l’utilizzo secondo le proprie necessità: potrete infatti decidere se avviare automaticamente la connessioneall’avvio dello smartphone, o solo durante l’utilizzo di reti WiFi non sicure. Sarà inoltre possibile configurare differenti impostazioni a seconda delle app utilizzate, la cui apertura potrà avviare automaticamente l’uso della VPN oppure bypassare completamente il suo utilizzo.Download gratuito
VyprVPN è disponibile gratuitamente sul Play Store. Previa registrazione del vostro account, avrete così a disposizione gratuitamente ben 500 MB al mese di questo servizio. Se questa soglia non vi fosse sufficiente, tuttavia, sarà possibile acquistare il servizio illimitato al costo di 6,67$ al mese.
(androidworld.it)

sabato 16 maggio 2015

Io, gay e Testimone di Geova, costretto a lasciare la mia famiglia

Alla vigilia della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che entro giugno potrebbe definitivamente impedire a qualsiasi Stato americano di vietare alle coppie gay di sposarsi, un’organizzazione apartitica e non profit, che svolge attività di ricerca per comprendere l’interazione dei gruppi religiosi con i temi sociali, ha diffuso i risultati di un sondaggio sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Le sorprese non sono mancate: la maggioranza dei fedeli delle varie confessioni americane intervistati dal Public Religion Research Institute (PRRI) si è detto favorevole all’estensione del matrimonio anche a gay e lesbiche. E se buddisti ed ebrei sono i più gay-friendly (rispettivamente 84 e 77% degli intervistati nelle rispettive confessioni), anche i cattolici mostrano una sorprendente apertura, con il 60% del campione che si dichiara favorevole. All’opposto, i più avversi al same-sex marriage risultano essere i Testimoni di Geova, che in America sono quasi 9 milioni (e in costante crescita): il 75% degli intervistati ha dichiarato un netto rifiuto a qualsiasi riconoscimento del matrimonio omosessuale.
Insomma, per gay e lesbiche americani cresciuti in famiglie di Testimoni di Geova la vita è dura. E in Italia? Fino alla fine degli anni Novanta, i Testimoni di Geova erano la seconda religione del Bel Paese (ora superata, a causa delle recenti immigrazioni, dalla Chiesa ortodossa, dai pentecostali e dall’Islam). Secondo l’Agenzia di stampa valdese Nev, attualmente i T.d.G. italiani sono circa 300mila e, stando a quanto dichiara l’Ufficio Informazione Pubblica della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, che ha sede a Roma, «non accettano l’omosessualità come comportamento». La presa di posizione si rifà agli scritti neotestamentari, dove esplicitamente vi è «la disapprovazione delle tendenze pagane, che tentavano di giustificare il comportamento omosessuale». Interpellato, il quartier generale di Via della Bufalotta sottolinea che «il non approvare non implica da parte di alcun testimone di Geova un atteggiamento “ostile” verso chicchessia né l’intenzione di caldeggiare un intervento legislativo a favore o contro i singoli comportamenti delle persone». Un no deciso, dunque, all’omosessualità per ragioni religiose, ma rispetto dei T.d.G. per chi omosessuale lo è? Racconta una realtà decisamente diversa Tommaso, 25 anni e una vita trascorsa nei Testimoni di Geova, dai quali è stato cacciato a 18 anni, dopo che anche la sua famiglia gli aveva voltato le spalle, proprio per la sua omosessualità. «Le loro posizioni su questo argomento», dice, «sono in realtà decisamente radicali e intransigenti. E fin da piccoli ci viene fatta una sorta di lavaggio del cervello per quanto riguarda la sessualità».
Com’è la vita di un ragazzo o di una ragazza gay in una famiglia di Testimoni di Geova italiani?Per nulla facile, perché tra i Testimoni l’unica forma di sessualità e di amore accettati sono all’interno del matrimonio eterosessuale. Per cui, un Testimone di Geova gay ha solo due possibilità: o reprimersi completamente o costruirsi una vita parallela e clandestina, nel terrore costante di essere scoperto. In realtà, ogni Fratello davanti a dubbi di qualsiasi natura, anche a livello sessuale, è invitato, se non addirittura costretto, a parlarne con un Sorvegliante della Congregazione, quello che quando ero bambino si chiamava semplicemente Anziano, ovvero un “pastore del gregge” che amministra piuttosto arbitrariamente le singole congregazioni (sorta di comunità raccolte attorno a una Sala del Regno, che è il luogo di culto dei T.d.G., ndr).
Cosa succede a un ragazzino che confessa di avere pulsioni omosessuali?Viene controllato e messo sotto una stretta sorveglianza da parte degli Anziani e dei famigliari, che lo costringono a confessare tutto, dalle fantasie fino alla masturbazione. Da quel momento, poi, vive nel costante timore che il Sorvegliante decida comunque di allontanarlo dalla congregazione, con la conseguenza immediata che anche la famiglia si veda costretta a interrompere i rapporti col figlio.
È andata così anche a te?Sono nato e cresciuto in un paese lombardo, dove io e la mia famiglia non eravamo gli unici Testimoni di Geova. Durante l’infanzia non ho avuto quindi problemi, avevo amici e mi piaceva frequentare la congregazione, ma con l’adolescenza le cose sono cambiate. La prima volta in cui mi sono rivolto ai Sorveglianti, raccontando di sentirmi confuso a proposito della mia sessualità, avevo circa 13 anni. Loro mi sono sembrati poco preparati: uno mi ha consigliato di leggere alcuni articoli di Svegliatevi! (una delle riviste edite dai Testimoni di Geova, ndr.) che riportavano le storie di diversi fratelli che avevano superato con successo il “problema”, riuscendo a diventare fieri padri di famiglia. Un altro, nonostante la mia giovane età, mi ha detto di andare da un sessuologo per farmi curare, imponendomi però di cambiarlo nel caso questi mi avesse tranquillizzato sulla mia situazione. Io ovviamente non ho fatto nulla, ma da quel momento gli Anziani hanno vietato ai loro figli, che erano miei amici, di frequentarmi.
E la tua famiglia come ha reagito?All’inizio ha fatto finta di niente, per timore che la cosa venisse resa pubblica all’interno della congregazione. Le cose però sono peggiorate poco dopo, quando tra i 14 e i 15 anni, come sempre preda del senso di colpa, ho confessato più volte ai Sorveglianti di essermi masturbato e di aver visto dei film porno su Internet. Allora, mi sono stati sospesi i privilegi che un ragazzo poteva avere all’interno della congregazione, come portare il microfono durante le adunanze. Questo ha fatto sì che tutti i fratelli sapessero che avevo fatto qualcosa di sbagliato agli occhi di Dio. Venivo inseguito da pettegolezzi e malignità, e la mia famiglia ha cominciato a osteggiarmi apertamente, accusandomi di essere un peccatore e la loro vergogna.
Quando sono precipitate le cose?A 17 anni ho confessato ai Sorveglianti di essere entrato in una chat gay per scambiare messaggi con altri ragazzi. L’ho fatto perché ero certo che Dio sapesse cosa facevo e quindi non potevo nasconderlo. Dopo alcuni giorni sono stato sottoposto al Comitato Giudiziario davanti a tre Anziani che mi hanno chiesto morbosamente, insistendo sui dettagli, cosa avevo scritto in quelle chat e cosa provavo mentre lo facevo. Io mi sentivo morire, ma la loro decisione è stata drastica: sono stato “disassociato”, cioè espulso dalla congregazione perché mi ero macchiato del peccato di pornèia (in greco “grave immoralità sessuale”, ndr). L’umiliazione è stata completa quando hanno comunicato pubblicamente la loro decisone durante un’adunanza della congregazione.
Nessuno ti è stato vicino in quel periodo?No, sono stato abbandonato da tutti: amici, parenti e Anziani, che erano stati per tutta la vita il mio punto di riferimento. Solo i miei genitori erano legittimati a rivolgermi ancora la parola perché vivevo sotto il loro tetto. Ma dopo un anno di inferno, tra mille vessazioni, schiaffi, la costante accusa di essere la loro più grande delusione e il preferirmi drogato o delinquente piuttosto che gay, ho fatto le valigie e me ne sono andato. Mi sono fatto coraggio e mi sono iscritto all’università (nella mia piccola congregazione di provincia lo studio era estremamente malvisto e ci veniva consigliato fin da bambini di scegliere da grandi un lavoro possibilmente manuale). Lavorando di giorno e studiando di notte, mi sono laureato.
Ora puoi dirti felice?
Ho un buon lavoro e ho un compagno. Coi miei genitori i contatti sono rari e difficili e 18 anni della mia vita sono andati completamente perduti. Ma sono stato fortunato: sono riuscito ad andarmene, a ricominciare da capo e quel mondo ormai l’ho lasciato alle spalle. (corriere.it)

Addio a B.B.King, sua maestà il Blues

Faceva vibrare la sua chitarra con una tecnica inventata da lui che fu poi imitata da tutti: le dita della mano sinistra si fissavano su una nota del fraseggio, trascinando velocemente la corda da una parte all'altra della tastiera incrociandola, passando poi alla successiva con la stessa modalità. Qualcuno chiamò questo modo di suonare col nome di un uccellino, forse per il cinguettio musical
B.B. King Remembers from Mississippi Blues Commission on Vimeo.

venerdì 15 maggio 2015

Uomini volanti su Dubai

Questo incredibile filmato racconta la realizzazione del sogno umano di volare. Due daredevil dotati di zaino-jet alato hanno sorvolato il cielo di Dubai e dintorni, ad una velocità di 200 km orari. L'ex pilota svizzero da combattimento Yves Rossy, conosciuto anche come Jetman, e il suo allievo francese Vince Reffett sono stati lanciati da un elicottero sul deserto prima, e sul grattacielo Burj Khalifa dopo, la struttura più alta del mondo. Planano, fanno acrobazie spettacolari e manovre azzardate incrociandosi e volando in sincronia nei cieli degli Emirati, dotati solo di casco, tute di protezione e uno zaino a propulsione alato

mercoledì 13 maggio 2015

In sella lungo la ferrata

Percorrere a piedi una via ferrata a due passi dalla strapiombo è una impresa difficile, attraversarla a tutta velocita in mountain bike è una follia. Ma questo è esattamente quello che ha fatto Harald Philipp, istruttore e ciclista professionista, che inforcata la sua bici ha pedalato lungo la via ferrata sulle Dolomiti di Brenta. A raccontare la corsa da vertigini ci pensano queste immagini girate con un drone da Christoph Thoresen che testimoniano la pericolosità della discesa. (Repubblica Tv)

martedì 12 maggio 2015

Energia dalle noci

Anche le noci salvano il Pianeta, tanto che dai gusci si ricava elettricità e con gli scarti si fertilizzano le piante, trasformando la fattoria in una mini-centrale verde. L'idea piovuta letteralmente da un ''albero'' - spiega Russ Lester, proprietario della fattoria 'Dixon Ridge farms' a Sacramento in California - viene rilanciata da Yale climate connections on-line come una delle soluzioni che, grazie alla trasformazione dei rifiuti in energia, possono aiutare a contrastare i cambiamenti climatici perché ''le soluzioni possono essere intorno a noi''. La 'Dixon Ridge farms' era già un modello per il risparmio idrico ma l'essiccazione delle noci, prima di andare sul mercato, richiedeva parecchia energia. Così Lester ha pensato di impiegare un sottoprodotto della noce che aveva in abbondanza: il guscio, che si è rivelato ''una buona fonte di energia'' per avere ''elettricità rinnovabile e calore''. Grazie a un generatore 'bio-max' trasforma i gusci di noce in biogas pulito. Oggi la fattoria produce ''più energia di quella di cui ha bisogno e vende l'elettricità in eccesso alla rete''. Non solo. Il calore dei forni viene usato per asciugare le noci raccolte, e lo scarto dei gusci può essere venduto o usato come fertilizzante per nuovi alberi che una volta cresciuti contribuiscono a loro volta ad assorbire CO2.

lunedì 11 maggio 2015

Una cascata per dormire

Bere una tisana, leggere un libro, contare le famose pecorelle: cercare di vincere l'insonnia non è affare da poco. Ora c'è un rimedio in più, un video su YouTube diventato immediatamente virale. Si tratta della cascata irlandese situata lungo il fiume Bonet, County Leitrim, nel Nord Ovest del Paese. L'autore dell’insolito rimedio è Johnnie Lawson, che si è ispirato dalla pratica di respirazione ideata da Andrew Weil, medico di Harvard, che assicura la possibilità di addormentarsi in appena 57 secondi. Oltre sei milioni le visualizzazioni del video che ha una durata complessiva di 8 ore e 20 minuti

domenica 10 maggio 2015

Motorfix

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sabato 9 maggio 2015

Mi Band Xiaomi

Lo uso ormai da marzo e mi ci trovo veramente bene. Connesso via bluetooth col mio smartphone che mi permette di controllare passi, calorie, ore di sonno ecc. Io lo uso soprattutto come sveglia. Confermo la grande durata della batteria.
Qui una delle tante recensioni on line

venerdì 8 maggio 2015

Più camion sui treni merci tra Italia e Germania


L’autostrada viaggiante ROLA, dalla seconda metà di maggio, aumenta la capacità portando a 23 i carri trasportati per ogni treno tra i due Stati.
È la prima volta in assoluto che un’impresa privata raggiunge questo risultato sull’asse del Brennero che interessa il Corridoio Scandinavia – Mediterraneo. 
L’incremento della capacità permette il trasporto di più camion su ferro: fino a 1.200 tir sottratti al trasporto su strada.
Il nuovo servizio di autostrada viaggiante ROLA, nato dall’intesa tra Trenitalia Cargo e l’operatore privato Trasposervizi, collega con quattro corse giornaliere i 458 chilometri che separano l’interporto di Roncafort (Trento) da quello tedesco di Regensburg (Monaco). Si chiama trasporto combinato accompagnato: il camion viaggia sul treno e il conducente viene ospitato sullo stesso convoglio in una carrozza cuccetta.
Una modalità che presenta vantaggi per le imprese di autotrasporto, in termini di risparmio di carburante, riposo del conducente e maggiore produttività, oltre a ridurre la congestione stradale, la quantità di emissioni di CO2 nell’aria (-80%) ed il consumo di energia (-77%).
La novità viene presentata a Monaco in occasione della Transport Logistic 2015, fiera specializzata di settore. 

giovedì 7 maggio 2015

«La guerra di Troia? Un bel bordello»

In poche ore il filmato, realizzato da Federico Clapis e caricato sulla sua pagina Facebook, è già diventato un successo sul web.

mercoledì 6 maggio 2015

Powerball

http://www.teslamotors.com/powerwall

Dopo aver stupito il mondo automobilistico con le proprie avveniristiche vetture elettriche Tesla lancia Powerball, una batteria domestica che potrebbe risolvere il problema di fabbisogno energia elettrica anche in luoghi non coperti dalla rete normale.
Powerwall è formata da una batteria ricaricabile a ioni di litio (un tipo di batteria già molto diffuso e comune) capace  di soddisfare autonomamente l’intero fabbisogno energetico di una normale abitazione. Ciò che rende innovativa questa batteria è quindi, oltre alla sua potenza, la sua capacità di conservare e accumulare energia: fa risparmiare persone, famiglie e aziende, permettendo loro di soddisfare il rispettivo fabbisogno energetico razionalizzando le risorse e diminuendo l’inquinamento. Powerwall, «offre sicurezza, libertà e serenità». Musk ha poi aggiunto: «tutto quello che dobbiamo fare è distribuire 2 miliardi di Powerwall per soddisfare il fabbisogno energetico di tutto il mondo, soprattutto per favorire le comunità più povere, attualmente non collegate a una linea elettrica».Le batterie domestiche Powerwall sono alte più di un metro, sono larghe 86 centimetri, hanno uno spessore di quasi 20 centimetri e pesano circa 100 chili. Saranno messe in vendita in diversi colori e sono state pensate per essere installate sulle pareti di casa; secondo quanto detto da Musk durante la presentazione, potranno essere installate in meno di un’ora da un tecnico specializzato. Le batterie Powerwall, così come delle normali batterie, potranno – in caso di maggiori richieste di energia – funzionare in gruppo: basterà acquistare e collegare tra loro due o più Powerwall per aumentare l’accumulo di energia. Le batterie Powerwall – che avranno, nel modello base, una capacità di 7 kWh (chilowattora) – saranno distribuite e messe in commercio da questa estate, a un prezzo di circa 3mila euro; la prima nazione europea in cui saranno vendute sembra sarà la Germania, in cui i pannelli solari sono particolarmente diffusi. Non esiste però ancora una data certa, nemmeno per quanto riguarda l’Italia.

martedì 5 maggio 2015

Damnation

Un tempo le dighe erano simbolo del progresso e del controllo sulla natura, oggi invece si trovano al centro di un acceso dibattito sostenuto da chi valuta negativamente il loro impatto sull'ecosistema. Negli Stati Uniti un crescente movimento d'opinione chiede che le dighe costruite a cavallo tra Otto e Novecento vengano rimosse e che i fiumi possano tornare al loro corso originario. Frutto di tre anni e mezzo di lavoro, il film di Travis Rummel e Ben Knight "Damnation", presentato al Trento film festival, documenta per la prima volta la spettacolare rimozione di alcune dighe e le successive conseguenze sull'ambiente.

lunedì 4 maggio 2015

Sella Safe Bike

"Una sella tra le più avanzate, in comunicazione via bluetooth col proprio smartphone e gestibile tramite una app già disponibile negli appstore chiamata SafeBike, consente un controllo e una sicurezza mai avuti su una E-bike.
  •   Sensori di prossimità: regolabili che consentono di rilevare un veicolo che si avvicina alle spalle del ciclista, segnalando sullo smartphone la distanza che diminuisce progressivamente avvisandolo con la scritta "Alert"

  •  Micro camera posteriore: si accende automaticamente quando il veicolo arriva ad una velocità ed ad una distanza di ericolo e visualizza direttamente sullo smartphone

  •  Stop: si accende automaticamente in caso di decelerazione consistente della bici, segnalando a chi segue il calo di velocità o frenata

  •   Indicatori di direzione

  •  Luci di posizione

  •  Clacson"
  • http://www.cimurribike.com

domenica 3 maggio 2015

"Stairway to heaven"

Diplomata al Conservatorio, suona nelle strade del centro di Roma. L'arpista Micol Picchioni torna a Webnotte per esibirsi con la band di Mark Hanna nella cover dei Led Zeppelin, "Stairway to heaven"

sabato 2 maggio 2015

...prima di andarsene a 27 anni ...

“In questa lotta per la vita, mentre la gente comune si annoia nella sua povera vita ci siamo noi che vaghiamo in stanze colorate di ospedale ed incontriamo persone che condividono l’amore per quegli sprazzi di vita che gli sono rimasti, sorridono e gli occhi brillano con una luce unica di chi sa cosa vuol dire rischiare di perdere tutto per un destino beffardo e bastardo. L’importante è essere felice oggi, perciò riempi il cuore di gioia e fanne la scorta per quando le giornate saranno più grigie.
A te che ti svegli la mattina col broncio e senza un sorriso, a te che ti lamenti per gli impegni della giornata, per te donna che ti lamenti se non hai trovato il capo che cercavi, a voi lavoratori che la mattina sbuffate per andare a lavoro, per te che come hai due soldi devi assolutamente soddisfare ogni tuo desiderio spendendo ogni centesimo per poi lamentarti che non ci sono soldi…
A voi io auguro un buon giorno! Siete i ben accetti nel mio mondo dove la follia diviene quotidianità, dove la mattina ci si sveglia col sorriso si fanno i conti di ciò che ti fa male e si sorride al mondo, dove non si può lavorare perché il nostro lavoro ora è affrontare gli ostacoli, dove ogni mattina timbriamo il cartellino in ospedale per fare il mestiere più duro: il paziente. Dove vivere diviene la priorità, dove si fa amicizia con qualcuno che casualmente è inciampato nello stesso percorso e si comprende come la vita è fatta di cose povere e umili, dove si trova sempre un assoluto equilibrio, un senso di pace e di gratitudine verso una condizione che meno lo meriterebbe”.


Scritto da Cristina, morta a 27 anni di leucemia al Cro di Aviano

venerdì 1 maggio 2015

L'educazione dei figli




Ha dato l’assalto al bus della Juve colpendolo prima con manate e pugni, infine con uno sputo. Il tutto davanti agli occhi del figlio, un bambino di dieci anni che travolto dalla folla dei granata ormai fuori controllo osserva il padre e poi prova ad imitarlo avvicinandosi al messo e gridando qualcosa. La Digos di Torino ha denunciato per danneggiamento aggravato in concorso il signor Vincenzo, torinese con qualche piccolo precedente penale, ma incensurato per quanto riguarda gli illeciti da stadio. «Non ho fatto nulla, stavo solo festeggiando», si è giustificato con gli agenti della Digos quando hanno provato a fermarlo durante i tafferugli.