mercoledì 27 aprile 2016

Ho capito

Ho capito che in questa vita si nasce e si muore, e in quell’arco di tempo devi fare qualcosa per il mondo, e le persone che cercano il tuo aiuto…
Ho capito che tutti gli esseri sono diversi, ma il cuore è lo stesso, anche se alcuni non sanno più usarlo…
Ho capito, che nella vita esistono solo persone che vengono, e poi vanno via, e quindi non meritano la nostra presenza…
Ho capito che chi rimane, ha la tua stessa anima…
Ho capito, che nascondere i propri sentimenti o pensieri, porta alla perdita di molti traguardi non che al silenzio delle risposte alle nostre domande…
Ho capito, ad avere paura nei momenti giusti, a stare in silenzio quando le situazioni non meritano parole, ho capito, come stare attento alle persone e di diffidare dalle apparenze, così per essere diavoli e cuori di pietra nel mandarli via…
Ho capito come ascoltare la vita, anche quando è cattiva, ora so fagli cambiare idea e portare tutto dalla mia parte, so parlare con gli occhi e guardare con il cuore, ho capito come usare la stupidità delle persone come benzina per la mia superiorità…
Ho capito come non credere in nessun dio, ma solo a me stesso e nell’energia dell’universo…
Ho capito… che gli esseri umani per sopravvivere e stare bene con se stessi, ti racconteranno menzogne, per farti apparire inferiore, o per abbassare gli altri ai tuoi occhi, per sentirsi meno inutili…
(Ejay Ivan Lac)

martedì 26 aprile 2016

Agricoltura biologica in Toscana

Aumentate di 25 milioni le risorse stanziate per l'agricoltura biologica in Toscana. Lo ha deciso la giunta su iniziativa dell'assessore Marco Remaschi. In risposta al bando del 2015 sull'agricoltura biologica (la misura 11 del Programma di sviluppo rurale per l'introduzione e il mantenimento dell'agricoltura biologica) a fronte di una dotazione finanziaria della misura di 17 milioni di euro erano pervenute richieste di poco inferiori ai 23 milioni di euro per 2059 aziende, a dimostrazione dell'interesse delle imprese agricole nei confronti del sistema biologico. Pertanto la giunta, al fine di soddisfare tutte le domande ammesse, ha deciso di aumentare l'impegno finanziario nel quinquennio di ulteriori 25milioni di euro rispetto a quanto previsto.
"Una decisione assunta in considerazione del fatto che la valorizzazione dell'agricoltura biologica – afferma l'assessore regionale all'agricoltura e foreste Marco Remaschi - ha un ruolo fondamentale per favorire e incentivare un processo di cambiamento delle pratiche agricole, puntando come obiettivo sulla conservazione della biodiversità a livello di agroecosistema, sulla conservazione dei paesaggi, sulla riduzione dell'inquinamento delle risorse idriche, sul contenimento dell'erosione e della perdita di fertilità dei suoli, contribuendo anche alla riduzione dell'emissione dei gas serra".

"In Toscana  – aggiunge Remaschi - sono circa 4.500 le aziende biologiche che fanno parte del sistema agricolo regionale  e che contribuiscono quindi all'immagine della regione quale territorio attento al vivere sano, alla cultura e alla tutela del paesaggio. Di qui l'impegno della Regione a incentivarle e sostenerle, in quanto valore aggiunto del settore".
redattoresociale.it

domenica 24 aprile 2016

La pipì per caricare lo smartphone

L'approvvigionamento energetico è un problema sempre più pressante, e il bisogno di fonti rinnovabili ed ecocompatibili è sotto gli occhi di tutti. Ma se in alcune parti del mondo stiamo cominciando (timidamente) a considerare energia solare, eolica e altre, ci sono aree del mondo dove la questione è molto più urgente perché entra in gioco anche il costo dell'energia - dove ci sono molte persone che non se la possono permettere.  
Per questo si parla di "trilemma energetico", vale dire la necessità di trovare soluzioni per produrre energia che sia sicura, ecocompatibile e dal prezzo accessibile". Alcuni scienziati hanno trovato una soluzione tanto brillante quanto inattesa.
Presso l'Università di Bath (nei pressi di Bristol, GB) è stata infatti realizzata una cella combustibile che usa urina. Grande pochi centimetri, una di queste celle può produrre elettricità grazie all'azione di speciali microbi, che appunto trasformano la materia organica in energia elettrica. Questa poi si può usare immediatamente oppure stoccare in una batteria.
La reazione chimica sfrutta una catalizzatore al carbonio derivato da glucosio e ovalbumina, una proteina idrosolubile che si trova nell'albume delle uova. Come l'urina, quindi, anche questo elemento è facile da rinnovare, e soprattutto economico perché ottenuto direttamente dalle biomasse.
È possibile usare più di queste celle, ognuna delle quali può produrre 2 watt al metro cubo, che non è molto ma è sufficiente per far funzionare un telefono cellulare - un oggetto che a sua volta può fare la differenza in alcuni contesti. Altre tecnologie possono fare molto meglio, ma questa ha il grande vantaggio di usare un combustibile che non costa nulla e si trova ovunque, l'urina.
I ricercatori sono attualmente al lavoro, inoltre, per migliorare ulteriormente l'efficienza e ottenere più energia. "Se riusciamo a sfruttare il potenziale energetico dei rifiuti umani, potremmo rivoluzionare la produzione di elettricità", ha commentato con entusiasmo la dot.ssa Mirella Di Lorenzo dell'Università di Bath. A proposito del trilemma energetico, Di Lorenzo afferma che "non esiste una soluzione universale che non sia sfruttare al massimo le risorse disponibili localmente, compresa l'urina".
Le fa eco Jon Chouler, tra gli autori che hanno firmato la ricerca: "le celle a combustibile microbiche potrebbero essere una grande fonte di energia nei paesi in via di sviluppo, in particolare nelle aree impoverite e rurali".
"L'aver creato una tecnologia che può potenzialmente trasformare la vita di persone povere che non hanno accesso, o non si possono permettere l'elettricità, è una prospettiva eccitante. Spero che la nostra ricerca permetta a chi ne ha bisogno di raggiungere una qualità di vita migliore", afferma Chouler. 
tomshw.it

venerdì 22 aprile 2016

"Al mare in treno"

Viaggio e trasferimento in hotel gratuito a chi sceglierà il treno per concedersi una vacanza di almeno una settimana a Riccione, Rimini e Cattolica. Settantadue fermate FrecciarossaFrecciabianca e InterCity per i turisti diretti in Riviera.
Novità per il 2016: tutti i giorni, dal 12 giugno al 18 settembre, due Frecciabianca uniscono la Capitale e l’Umbria a Riccione.
In più agevolazioni e prezzi d’ingresso ridotti nei musei e castelli della Romagna con la speciale Carta Vantaggi e, solo per gli alberghi di Riccione, l’esenzione della tassa di soggiorno.
Sono i principali vantaggi previsti da Al mare in treno 2016, giunta alla sua undicesima edizione. L’iniziativa è stata presentata oggi a Riccione da Gianfranco Battisti, Direttore Divisione Passeggeri Nazionale, Internazionale e Alta Velocità di Trenitalia, Renata Tosi, Sindaco del Comune di Riccione e Piero Cecchini, Sindaco di Cattolica insieme a Rodolfo Albicocco, Presidente Associazione Albergatori di Riccione, Antonio Guarini, Direttore Associazione Albergatori Rimini e Gigliola Benelli, Direttore Associazione Albergatori Cattolica.
“Questa iniziativa – ha dichiarato Gianfranco Battisti, direttore divisione passeggeri nazionale, internazionale e Alta Velocità di Trenitalia – conferma la visione strategica di Trenitalia, che punta sempre più a integrare, in una piattaforma globale, il sistema dei trasporti, le imprese private dell’ospitalità e le istituzioni pubbliche. E’ solo coniugando le politiche dei trasporti a quelle del territorio e alle esigenze di un turismo sostenibile e moderno - ha proseguito Battisti – che si possono creare le condizioni di sviluppo di un sistema davvero attrattivo. Al mare in treno – ha concluso il direttore  si inserisce pienamente in questa strategia, ed è l’emblema virtuoso di un turismo ecosostenibile, coerente a una sempre maggiore coscienza ambientale, favorito dalle Frecce: comode, convenienti e, soprattutto, capaci di ridurre ogni anno le emissioni di COnell’ambiente”.
“Tutelare l’ambiente e al contempo incentivare il turismo penso sia la coniugazione che meglio incarna l’immagine di Riccione e dei suoi cittadini – ha dichiaratoRenata Tosi, Sindaco di Riccione -. Attraverso il notevole incremento di presenze turistiche registrato negli ultimi anni la nostra città ha ottenuto la fiducia di Trenitalia assicurandosi nuovi significativi servizi che si concretizzano in maggiori opportunità per tutti coloro che intendono scegliere la nostra città come meta di vacanza. Da questa estate Riccione garantirà fermate quotidiane con le principali città italiane collegandosi con le ‘capitali’ politiche ed economiche d’Italia, Roma e Milano e con Torino e Venezia, che sono capoluoghi di regioni da cui registriamo numeri importanti in termini di arrivi e presenze all’interno del mercato italiano. Nel 2015 dalla Lombardia i flussi turistici verso Riccione hanno toccato il +36,2%, dal Lazio il +4,6%, mentre dal Piemonte e dal Veneto rispettivamente il +8,7% e +6,4%. Con Al mare in treno la nostra città assieme a Trenitalia e all’Associazione Albergatori Riccione ha così dato risposte concrete e veloci a sostegno del turismo.”
Sono sei i collegamenti Frecciabianca da e per Milano, Torino e Venezia/Padova verso Lecce, che quest’anno fermeranno a Riccione tutti i giorni dal 27 maggio al 18 settembre. La novità per l’estate 2016 è che per Riccione, dal 12 Giugno, si aggiungono due nuovi collegamenti con la Capitale e le principali località dell’Umbria. Infine per raggiungere Cattolica quest’anno, dal 12 Giugno al 18 Settembre, sono disponibili due collegamenti Frecciabianca Milano-Taranto.
Le corse estive servono un flusso turistico di famiglie, giovani, coppie e turisti stranieri che possono contare su 10 collegamenti Frecciabianca senza cambi intermedi.
Grazie all’iniziativa Al mare in treno 2016, sostenuta da Trenitalia e dal Comune di Riccione e Cattolica insieme alle associazioni degli albergatori di Riccione, Rimini e Cattolica, i clienti Trenitalia che soggiorneranno almeno una settimana negli alberghi convenzionati delle tre cittadine della Riviera romagnola riceveranno direttamente dall’albergatore il rimborso del ticket ferroviario di andata. Se il soggiorno sale a due settimane, il rimborso verrà esteso anche al biglietto di ritorno. Nel primo caso è previsto un massimo di 40 euro a persona per gli alberghi di categoria tre o quattro stelle (80 euro per le due settimane). E di 25 euro per quelli di categoria una o due stelle (rimborso che sale a 50 euro per i pernottamenti di due settimane). Quest’anno gli albergatori rimborseranno anche il biglietto dell’autobus eventualmente utilizzato dai clienti per il trasferimento dalla stazione di Rimini, Riccione o Cattolica all’hotel prescelto. In più il Comune di Riccione non applicherà la tassa di soggiorno a chi sceglierà uno degli alberghi convenzionati. Per tutti una speciale Carta Vantaggi per riduzioni ingressi a parchi divertimento della Riviera e vantaggi sull’utilizzo dei trasporti pubblici locali e sui servizi di spedizione bagagli.
L’iniziativa Al mare in treno 2016 può essere abbinata a tutti i prezzi Base, Economy e Super Economy ma anche all’Offerta Familia e agli altri prezzi speciali previsti da Trenitalia.
Nel 2015 ad approfittare della vantaggiosa promozione Al mare in treno sono state famiglie e coppie, ma anche anziani e giovani: più 9% le presenze rispetto all’edizione dell’anno precedente.

giovedì 21 aprile 2016

Commodore 64

COMMODORE 64, mito intramontabile degli anni 80. Retro Games Ltd. è una semisconosciuta azienda inglese che sta cercando fondi su IndieGoGo per finanziarne una nuova versione. La nuova macchina dovrà chiamarsi THE 64, un dettaglio che indica la mancanza dei diritti del marchio di proprietà di Commodore Holdings B.V. Per questo motivo il progetto è da considerarsi una sorta di successore spirituale privo di licenza ufficiale. Il progetto THE 64 prevede un home computer che ricalca grosso modo le fattezze del Commodore 64 originale. Potete riconoscere il design classico del "biscottone" e i suoi tasti scuri, ma anche una versione portatile che nel progetto è indicata come THE 64 SX. La versione casalinga prevede una porta HDMI, un lettore SD, tre porte USB e uno slot per cartucce, mentre la console portatile include invece una porta Micro USB e una Micro HDMI. Entrambe le piattaforme avranno dei giochi in memoria, ma ancora non si conoscono i titoli nel dettaglio. L'azienda vuole sottolineare che tutte le rom e il BIOS sono ottenuti grazie alla licenza di Cloanto.inc. Per far diventare realtà questo nuovo progetto occorrono 150.000 dollari da raccogliere entro il 18 maggio. L'inizio delle spedizioni è previsto a partire da dicembre. Potete partecipare alla campagna direttamente sulla pagina del progetto su IndieGoGo.
(repubblica.it)

giovedì 14 aprile 2016

In Italia l’aborto è troppo difficile, dice il Consiglio d’Europa

Secondo il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa, l’Italia viola il diritto alla salute perché le donne incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi di interruzione di gravidanza come l’aborto. L’organo europeo si pronunciava su un ricorso presentato dalla Cgil nel 2013: secondo la sigla sindacale italiana, la sezione 9 della legge 194, quella che regola l’obiezione di coscienza per i medici e per il personale sanitario, non è applicata secondo le regole e viola l’articolo 11, della Carta sociale europea. Inoltre, sempre secondo la Cgil, non sono tutelati i diritti dei medici non obiettori che sono penalizzati rispetto a chi obietta: verrebbe quindi meno, in Italia, il diritto al lavoro, a giuste condizioni e anche alla dignità sul lavoro, per come previsti dagli articoli in merito della carta sociale. La decisione dell’organismo europeo è stata resa nota oggi: si rileva quindi, come in Italia persistono carenze nella fornitura di servizi per l’aborto e come le donne continuino a incontrare “notevoli difficoltà a ottenere l’accesso a tali servizi, in pratica, nonostante le disposizioni della legislazione in materia”. Inoltre, anche le strutture sanitarie sono carenti nell’adottare misure alternative, per compensare il mancato apporto di coloro che optano per l’obiezione di coscienza. Anche quindi le autorità di vigilanza competenti non fanno il lavoro che devono per “garantire una soddisfacente attuazione” della legge nel territorio sotto la loro giurisdizione. In situazioni di urgenze, le donne sono quindi costrette a trasferirsi in altre strutture sanitarie, e magari anche all’estero, per ottenere quello che in Italia dovrebbe essere garantito per legge; tutte situazione che possono comportare, notevoli rischi per la salute e il benessere delle donne, dice il verdetto del Consiglio d’Europa che risale allo scorso ottobre. In maniera unanime viene quindi riconosciuta la violazione del diritto alla protezione della salute ma, seppure non a maggioranza, si rileva anche la violazione dell’articolo 26, della Carta sociale, laddove si chiede di garantire la protezione della dignità sul lavoro, come diritto. Per la Cgil e il suo segretario Camusso si tratta di “una sentenza importante perché ribadisce l’obbligo della corretta applicazione della legge 194, che non può restare soltanto sulla carta. Il sistema sanitario nazionale, deve poter garantire un servizio medico uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando che la legittima richiesta della donna rischi di essere inascoltata”.

mercoledì 13 aprile 2016

Trenitalia, il biglietto si acquista anche al Centro Commerciale Auchan Porte di Mestre

Due nuove biglietterie self-service di Trenitalia all’interno del Centro Commerciale Auchan Porte di Mestre.
È ora possibile comprare biglietti e abbonamenti, ma anche cercare informazioni sugli orari e sui servizi aggiuntivi, sia nella galleria centrale che nel corridoio di accesso al centro commerciale, di fronte alla stazione di Mestre Ospedale sulla linea Venezia - Treviso, che dista solo poche decine di metri.
L’iniziativa è frutto di una convenzione fra la Direzione Regionale Veneto di Trenitalia e la società Gallerie Commerciali Italia, che si occupa di gestire i servizi della galleria del Centro Commerciale Auchan Porte di Mestre.
L’accordo è volto a promuovere la mobilità sostenibile e quindi l’uso del treno anche per andare a fare spese, comodamente, senza inquinare e senza lo stress di guidare, a conferma della vocazione green di Trenitalia e del Centro Commerciale Auchan Porte di Mestre. Questa è infatti la prima di una serie di iniziative che le due società attiveranno nei prossimi mesi, per rendere ancora più conveniente spostarsi in treno per andare a fare shopping.
Le due nuove emettitrici si aggiungono alle sei già installate negli atenei di Padova, Venezia Mestre e Verona, al di fuori del circuito classico delle stazioni ferroviarie, formato da 16 biglietterie e oltre 130 self. La rete commerciale esterna della Direzione Regionale Veneto, che già conta su oltre cinquemila Punti Vendita Terzi e su 450 Agenzie di Viaggio convenzionate, si amplia quindi ulteriormente.
Le nuove biglietterie vendono tutte le tipologie di biglietti, sia della rete regionale, sia della lunga percorrenza, comprese le Frecce, accettando pagamenti con banconote, monete, pos e carte di credito.
Le macchine utilizzano tecnologie innovative che ne semplificano la gestione operativa e ne aumentano la sicurezza contro i furti e, soprattutto, facilitano l'acquisto del biglietto attraverso un menù rapido e intuitivo, guidato da messaggi audio e luminosi che indicano le operazioni da compiere

venerdì 8 aprile 2016

Trivellare? C’è sempre un’alternativa. Inaffiare la meraviglia, ad esempio

Quando qualcuno vi dice che “non c’è alternativa” sappiate che siete riusciti a stanarlo.Ci nascono così, quelli che dicono che non c’è alternativa, tenendo sempre in tasca la cartuccia per spararla in ogni momento di difficoltà. Quando crolla il consenso, quando si esaurisce la propaganda e quando finisce la spinta propulsiva degli interessi particolari il “non c’è alternativa” è la bandiera bianca che vorrebbe essere nera, l’ultima starnazzata dell’oca travestita da cigno.
Sappiate che quando un governante, uno qualsiasi, vi dice che cambiare è pericoloso e mette a rischio lo status quo (di solito dicono: «i posti di lavoro») significa che ha svuotato il proprio serbatoio di innovazione e ha deciso di lasciarsi portare dalla corrente. I “posti di lavoro” sono figli delle opportunità che abbiamo voglia e talento di costruire: non esiste un lavoro che sopravvive come diritto acquisito nonostante la Storia. Non è esistito, mai. I figli dei figli dei figli dei forgiatori di spade sono ottimi ingegneri, informatici, analisti.
Sappiate che un governo che vi invita a non partecipare ad una consultazione popolare è un vigliacco. Decidere di non decidere è qualcosa che sta nel cassonetto delle azioni inutili alla cittadinanza e la democrazia. E frugare nei cassonetti è uno stadio di disperazione, mai una pratica da statisti.
Sappiate che tutto quello che è sempre stato considerato indispensabile per l’economia è stato superato dal tempo, dagli uomini, dall’evoluzione, dallo sviluppo e dal mondo. Ciò che non riusciamo ad immaginare non è impossibile, è sconosciuto. L’irrealizzato spesso è semplicemente incompiuto. Gli uomini che hanno cambiato il nostro Paese (e tutti i Paesi del mondo) sono quelli che hanno avuto le gambe forti per trovare un angolo d’osservazione mai calpestato, e da lì hanno visto che tutto era già vecchio.
C’è un motivo (tra i tanti che potete leggere qui) per votare sì al referendum del 17 aprile: pretendere di avere una classe dirigente che riesca ad innaffiare meraviglia; che come i giullari possa mostrarci la realtà così com’è ma stropicciata per scoprirla da un angolo di osservazione che non avemmo mai osato. Da lì nasce lo stupore, lo stupore gocciola meraviglia e dalla meraviglia un cambiamento di paradigma.
Altrimenti facciano i cronisti. Mica i ministri o i presidenti del consiglio.
Buon venerdì.


Left.it

mercoledì 6 aprile 2016

L’elettricità in Italia

l prossimo 17 aprile gli elettori italiani saranno chiamati a votare per un referendum che dovrà stabilire se gli impianti estrattivi entro le 12 miglia dalla costa potranno continuare a estrarre gas e petrolio fino all’esaurimento dei giacimenti, oppure se dovranno fermarsi alla scadenza delle concessioni. Il dibattito sul referendum – insieme al “caso Guidi” e all’inchiesta sul petrolio in Basilicata – ha riportato sulle prime pagine dei giornali la situazione energetica dell’Italia. Abbiamo messo insieme cinque cose per poterne discutere in maniera informata.
Da dove arriva l’energia elettrica che usiamo in Italia?
L’Italia produce l’86 per cento dell’energia elettrica che utilizza in un anno, stando agli ultimi dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, riferiti al 2014. Il resto, il 14,1 per cento, lo importiamo. Quasi la metà arriva dalla Svizzera, un terzo dalla Francia e il resto da Slovenia e Austria. Ma anche buona parte dell’energia prodotta in Italia dipende da forniture di materie prime energetiche dall’estero.
E quella che produciamo in Italia?
Nel 2014 la produzione lorda di energia elettrica in Italia è stata di quasi 280 mila GWh (“gigawattora”). Poco più della metà del totale, circa 150 mila GWh, è stato generato dalle centrali termoelettriche che bruciano combustibili fossili. Due terzi di questa energia è ottenuta bruciando gas naturale, poco meno di un terzo è ottenuto dal carbone e il restante dall’olio combustibile. Quasi tutti questi combustibili fossili devono essere importati, perché il sottosuolo del nostro paese è molto povero di materie prime energetiche. Nel 2015, per esempio, il nostro paese ha consumato 67,5 miliardi di metri cubi di gas naturale, di cui soltanto 6,7 sono stati prodotti in Italia. Il resto è stato importato soprattutto da Russia, Algeria e Libia (circa il 30 per cento del gas viene utilizzato per la produzione di energia elettrica, il resto per riscaldamento e altri usi).
E il petrolio?
La situazione non è molto diversa da quella del gas. Il petrolio si usa soprattutto per i trasporti e solo secondariamente come combustibile per produrre energia. Nel 2014 il nostro paese aveva un fabbisogno di poco meno di 80 milioni di tonnellate di petrolio . Il 90 per cento è stato importato, mentre la produzione nazionale ha soddisfatto appena il 10 per cento della domanda.
Che impatto avrà il referendum del 17 aprile?
Non troppo forte. Le piattaforme che potrebbero chiudere se dovessero vincere i “sì” – e se dovesse essere raggiunto il quorum – estraggono soprattutto gas e petrolio. La produzione nazionale soddisfa le nostre necessità di questi due combustibili fossili solo in minima parte (6 per cento per il gas e 10 per cento per il petrolio, come abbiamo visto) e le estrazioni entro le 12 miglia sono a loro volta solo una piccola parte della produzione nazionale. Secondo l’Associazione per lo studio del picco del petrolio, una vittoria dei sì al referendum porterebbe nella peggiore delle ipotesi a una perdita del 3 per cento di tutto il gas attualmente consumato in Italia e dello 0,8 per cento di tutto il petrolio.
Quanta energia è prodotta da fonti rinnovabili?
Come abbiamo visto, circa due terzi dell’energia elettrica prodotta in Italia arriva dalle centrali termoelettriche che bruciano combustibili fossili. Il resto, circa il 37 per cento del totale, 120 mila GWh, proviene da fonti rinnovabili (trovate qui tutti i dati). La metà del totale, quasi 60 mila GWh, proviene dalla produzione idroelettrica. L’energia fotovoltaica è al secondo posto tra le rinnovabili più utilizzate, con circa 22 mila GWh generati nel 2014, seguita dalla combustione delle biomasse, che ha generato 18,7 GWh, dall’eolica, con 15,2 GWh e dal geotermico con 5,9 GWh.
La produzione di energie da fonti rinnovabili è cresciuta moltissimo negli ultimi anni. La quota sul totale del consumo nazionale è più che raddoppiata soltanto negli ultimi dieci anni e decisamente superiore alla media europea (secondo i dati preliminari di Terna, nel 2015 ci sarebbe stata una leggera diminuzione di questa quota, principalmente a causa delle scarse piogge che hanno reso meno produttive le centrali idroelettriche). Nella classifica dei paesi europei che hanno la quota più alta di energia rinnovabile prodotta in maniera rinnovabile sul totale dei consumi, l’Italia è al 12esimo posto ma è davanti a tutti i grandi paesi europei: Germania, Francia e Regno Unito. La Spagna è l’unico paese di dimensioni comparabili a utilizzare più rinnovabili di noi.
fonte Il Post